Titani del Salento

“Le creature che abitano questa Terra, che siano esseri umani o animali, sono qui per contribuire, ciascuna in un suo modo peculiare, alla bellezza e alla prosperità del mondo.

Molte creature hanno faticato da sole o collettivamente per rendere comode le nostre vite. Il cibo che mangiamo, i vestiti che indossiamo, non sono caduti dal cielo: molti esseri hanno lavorato per produrli.

Questo è il motivo per cui dovremmo nutrire gratitudine per tutte le creature nostre compagne.”

Dalai Lama (da “Canta la montagna”; in “Il Cenacolo”, Ponteranica BG, agosto-settembre 2019, p.16

“E’ terribile tornare nel Salento dopo aver conosciuto lo splendore gioioso di un paesaggio di luce, di terra rossa, di ulivi secolari, quasi umani, quasi parlanti, che sembravano sculture semoventi. Capolavori d’arte, lavoro e natura. Ora hai l’impressione che sia passata la morte con la sua falce impietosa e il suo sguardo spettrale, a rendere quel paesaggio come l’inferno dantesco nel girone di Pier delle Vigne.

Cadaveri di ulivi sembrano tendere i rami insecchiti in cerca di vano soccorso, corrosi negli anni da quel cancro chiamato Xylella. Una volta c’erano i campi di sterminio, ora lo sterminio dei campi, notò con gli occhi di poeta Andrea Zanotto. Da anni se ne parla ma non si riesce a fermare il batterio che avanza inesorabilmente.”

Da “Mal di Puglia”; in “Panorama”, Milano, 27 dicembre 2019, p.39

Nel 2019 ho trascorso qualche giorno di vacanza tra i TITANI del Salento e le emozioni che mi hanno regalato sono indimenticabili. All’alba passavo ad abbracciarli uno ad uno, ed il loro cuore batteva con il mio. Le millenarie radici bevevano per me dalla roccia e dalla terra rossa tutta l’energia vitale degli elementi presenti. E i rami verdi lanciati verso il cielo assorbivano il dolce tepore dei primi raggi di sole. La corteggia nodosa e rugosa profumava di tempo antico e di storie di uomini. In quel nostro intimo stupendo gioioso abbraccio, mi sentivo veramente un tutt’uno con l’intero universo.

Ma nel pomeriggio, i TITANI si facevano casa, nascondiglio, sicuro riparo, frescura leggera, montagna da scalare, trampolino di lancio, sornioni spettatori, compagni di gioco …non solo per coppie d’uccelli e allegre cicale, ma anche per un tenero bimbo che giocava con la sua nonna.

Nives

I TITANI delle foto erano ammalati e hanno ripreso vigore grazie alla cura di appassionati Amatori.

Ingenuamente credo che non conosceremo mai la vera causa della strage dei TITANI DEL SALENTO.

Sono anch’io dell’opinione che siano tante le cause. Ma la principale però, credo sia l’abbandono, l’inedia, l’incuria…la perdita dell’ancestrale relazione…

Nives

Il pedaggio da pagare

Giacomo Leopardi

“Primavera d’intorno brilla nell’aria, e per li campi esulta, si ch’a mirarla intenerisce il core.”

Li ricordiamo tutti, questi versi: ci hanno accompagnati sin dalle scuole elementari e ci ritornano alla memoria ogni volta che ritorna la primavera, ogni volta che riusciamo ad accorgerci che la primavera è ritornata. Perché, ormai, si rischia di non saperla più riconoscere, in queste nostre città dove staziona lo smog; in queste nostre campagne dove spesso non cresce l’erba, perché gli acidi, sparsi nelle acque e per l’aria,, la uccidono ancor prima di nascere; in questo nostro cielo, in cui le bianche nuvolette di antica, poetica memoria sono state spazzate via dai folti nuvoloni delle ciminiere. Eppure, dietro lo smog, dietro gli acidi, dietro la cortina fumogena degli scarichi di fabbrica, la primavera c’è e “brilla nell’aria e per li campi esulta”: ma come fa a intenerirsi il cuore, se non riesce più a mirarla? E poi, è ancora il nostro cuore capace di intenerirsi difronte alla bellezza della natura oppure ormai siamo convinti che cielo e campi, alberi e fiori, verde e salubrità dell’aria siano solo figure retoriche per le mediocri esercitazioni letterarie di qualche ragazzina sentimentale? Vedi, amico mio, siamo alle solite: o consideri che questa rubrica sia una specie di lapide innalzata ogni volta a ricordo di qualche Fatto o di qualche Virtù del bel tempo antico, con tutte le maiuscole a posto e con nessuna autenticità o corrispondenza al mondo d’oggi: e allora tanto vale che tu non ne inizi neanche la lettura; o ti rendi conto che io, almeno nelle intenzioni, vorrei invece riflettere con te su fatti, occasioni, situazioni che ci toccano da vicino, che mutano e che ci mutano e che quindi non possiamo ignorare, se vogliamo riscoprire il gusto di vivere: e allora tu capisci che qui si parla di te in concreto, dei tuoi problemi attuali, che qui si fa della cronaca, non si scrivono lapidi, che qui si tenta un dialogo sul nostro impegno quotidiano, che non è sempre facile, né a una sola dimensione. Ebbene, questa salvezza della natura, questo ritrovamento dei valori e del suo significato, questa ritrovata capacità di gustarne la bellezza e di sentirla patrimonio comune e inalienabile di ogni uomo, questo riaffermato proposito di salvaguardare anche per i nostri figli quell’autenticità della natura che i nostri nonni, più che i nostri padri, seppero conservarci: tutto questo è un impegno che mi e ti riguarda. Se non lo senti, se ti tiri indietro, se lo consideri una preoccupazione da vecchia signora o da intellettuale raffinato, non è che tu fai il furbo, bensì ti procuri una bella fetta di morte con le tue mani. Perché il problema, caro amico, è proprio questo: se si continua così, se si bada solo a produrre e non a produrre in un certo modo (cioè in modo che il prodotto fondamentale sia la vita), se per amore di ricchezza si rende povera la nostra terra, se per abbellire i palazzi si imbruttisce irreparabilmente la natura, se per aumentare i comodi prodotti della chimica si diminuisce sino al limite di sopportazione la respirabilità dell’aria, se si è così miopi da non vedere più in là del tornaconto immediato, il pedaggio che si dovrà pagare lo conosciamo perfettamente e lo dobbiamo dire con estrema semplicità e franchezza: è la morte dell’uomo.”

Lamberto Valli

(Da “Vincerà la vita”; ed. SEI, Torino, 1974, pp. 43-44)

“Chiesetta nel prato” – Dolomiti, Gruppo Odle BZ, foto della Galleria Personale

G20 AMBIENTE

AUGURI al PIANETA TERRA, nostra amata CASA COMUNE!

Oggi al Palazzo Reale di NAPOLI si apre il vertice dei Ministri dell’Ambiente dei 20 Grandi della TERRA. Si parlerà di CLIMA, di ECOSISTEMI, di BIODIVERSITA’, ENERGIA…ecc…

(Da “Le parole non dette”, a cura di Isabella Farinelli; ed. Paoline, Milano, 1991, p. 138)

“Sei generosa, terra, e forte è il tuo rimpianto dei figli perduti tra ciò che hanno ottenuto e ciò che non sono riusciti a raggiungere. Noi vociamo, tu sorridi; prendiamo il volo, e tu rimani. Dormiamo senza sogni, mentre tu sogni nella tua eterna veglia. Ti trapassiamo con le spade e tu ci medichi con olio e balsamo.

Piantiamo nei tuoi campi ossa, e tu ne trai cipressi e salici; estraiamo da te elementi per fabbricare cannoni e bombe, e dai nostri elementi crei gigli e rose. Sei una particella di polvere sollevata dai piedi di Dio mentre da est andava a ovest dell’universo? O una scintilla lanciata dalla fornace dell’eternità? Sei un seme gettato nel campo del firmamento perché diventasse l’albero di Dio elevando i rami al di sopra dei cieli?”