MIO PADRE E’ STATO UN “IMI” (internato militare italiano)

“I militari italiani nei lager” – Agli internati militari italiani (IMI) in Germania fu offerta l’opportunità di un’immediata liberazione, se avessero accettato di collaborare con i tedeschi e con la Repubblica sociale di Mussolini. Non sappiamo con precisione quanti IMI fecero la scelta di mettersi al servizio del Reich o del nuovo Stato fascista; in un caso – il campo di Bjala Podlaska, nella Polonia orientale, che ospitava circa 2500 ufficiali e un centinaio di soldati – quasi tutti scelsero di aderire alla RSI. AL CONTRARIO, nel lager di Luckenwalde (Germania), dei 16000 IMI presenti, accolsero l’appello solo 15 soldati e un ufficiale. A Sandbostel 70 su 8000.  A Wietzendorf 50 su 5000.  Nel complesso è legittimo affermare che l’adesione alla RSI e l’ingresso nelle SS, fu un fenomeno relativamente ristretto : 50-65000 internati, cioè un 10% al massimo, dei prigionieri. Una delle situazioni più difficili da sopportare fu quella in cui si trovarono coloro che furono condotti a Mittelbau-Dora, un gigantesco impianto industriale sotterraneo, costruito all’interno delle montagne dello Harz, a circa 70 chilometri da Buchenwald e Weimar. Dei 60000 detenuti che vi lavoravano tra il novembre 1943 e l’aprile 1945, circa un terzo morì. La stessa percentuale di morti si ebbe tra i 1300-1500 deportati italiani (politici e militari).

“Non muoio neanche se mi ammazzano!” (Giovannino Guareschi). In un lager nazista, nell’autunno del 1943…lo stato d’animo, la forza di volontà, la disperata speranza di un uomo che, come tanti militari del Regio Esercito, in un momento tragico della storia del paese, fece una scelta di coscienza e non di convenienza, e pagò un prezzo molto alto….ma non perì. La disumanizzazione, la trasformazione di persone in non persone, in esseri animati ma non umani, non è sempre facile se di fronte ci sono individui capaci di opporre una certa resistenza interiore. Giovannino scriveva articoli, considerazioni, riflessioni e li andava a leggere di baracca in baracca, facendo ora sorridere, ora commuovere i compagni di Lager. Si resisteva, si andava avanti nonostante tutto e tutti. I soldati chiamati IMI, erano qualcosa di indefinito, non erano tutelati dalle convenzioni internazionali, erano ignorati, abbandonati, soli con i loro ideali, con la loro sofferenza derivante dalla scelta di coscienza che avevano fatto. Pativano fame, freddo, pidocchi, tifo, dissenteria, nostalgia, lavoravano gratuitamente nelle miniere, eppure cercavano di vivere, non di sopravvivere, e si aiutavano, si difendevano. Per resistere nacquero i giornali parlati, le lezioni, le conferenze, il teatro,, la musica.

8 responses to this post.

  1. Posted by cavaliereerrante on 9 febbraio 2011 at 18:45

    Viene dalla malinconia del vivere, viene da tutto un mondo che mi chiama : il mio Professore di Latino e Greco che mi ha amato come un Figlio, i miei Genitori, Operai, che hanno fatto sacrifici per farmi studiare, i miei perduti Amici che mi hanno insegnato molto col loro affetto, viene da ogni Persona che, avendola io incontrata e perduta, mi ha lasciato comunque un pezzo di lei, viene infine dalla Memoria che è sempre stata la mia bussola !
    Tutto questo, unito ai miei imperativi categorici improrogabili ( “gnòthi seautòn” di Socrate e “actiones hominum non lugère neque ridère, sed cognòscere” di Spinoza ) ed ai miei ideali incrollabilmente “di sinistra” ( odio per lo sfruttamento dell’ uomo sull’ uomo – sogno che tutti abbiano le stesse opportunità sulla linea di partenza della vita ), mi permette di vagare in un viaggio perenne, dove le solitudini che incontro, sono come le mie, ed i sogni di taluni, anche !
    L’ affetto che sento poi per @Sabby ( una Persona bellissima, sincera e malinconica, poichè la vita è stata avara con lei ! ), e l’ avere percepito in te lo stesso sentimento per lei, è stata l’ occasione per incrociarti, Lady @Nives50 !
    E non sarà un incontro vano per nessuno di noi due, poichè il tuo Blog non è una esposizione narcisistica di se stessi, ma un luogo sincero in cui riflettere e condividere amarezze o gioie che appartengono a tutti !
    A presto !!!

    Mi piace

    Rispondi

    • Una Sorgente di Bene, per un Mondo che ha tanto bisogno di Bene! L’origine della Sorgente stà nel Bene che hai ricevuto. Ma stà sopratutto nella tua PERSONALITA’. Tu scegli il Bene. Tu valuti, fremi, soccorri….Ti spendi… semini…… sorridi: DONANDO al MONDO il Meglio delle cose Migliori. Sono lieta di averti per Amico.

      Mi piace

      Rispondi

  2. Posted by cavaliereerrante on 9 febbraio 2011 at 11:54

    Vedi, cara @Nives50, non è un caso che, fin dal primo momento in cui ho letto le tue meravigliose parole rivolte alla nostra amatissima Amica @Sabby ( una bellissima Persona, impagabile, tenera e sincera ! ), capii che in te c’ era come una luce !
    Una luce “anche di sofferenza”, una luce non priva di ombre esistenziali e scelte dolorose ( ma mai annientanti il tuo inguaribile amore per la vita ), ma sempre una “luce vivissima e inconfondibile” !
    Ora sò, da dove ti proveniva e proviene : è la stessa che ho visto nello sguardo di tuo Padre !
    Tu, e tuo Fratello, la porterete sempre con voi, e non importa la miserabilità che attraversiamo, non v’ è niente che, quella luce, potrà mai spegnere, come non si spense mai negli occhi del tuo Papà, del quale dovrete essere sempre orgogliosi !!!

    Mi piace

    Rispondi

    • Sì, SerBruno! L’onestà di mente, cuore, scelte di nostro Padre, è stata per noi, come un faro. Anche nel suo “cuore che trema”, ci riconosciamo. Ma questo, a volte, non aiuta proprio!. E’ vero che sento molto l’Amore per la vita! Esso mi conduce perchè mi faccio condurre. Non mi ha mai delusa o tradita, anzi, mi ha spesso, “rivestita con abiti di gioia”. Ma…la profondità, la capacità d’ascolto, l’empatia di SerBruno, da dove viene? Mi sento fortunata d’averTi conosciuto!. Ciao.

      Mi piace

      Rispondi

  3. Gentile SerBruno, se tu sapessi quanto Bene fai a me e a mio fratello!. L’unico riconoscimento che, Lui e altri 4 miei Zii, hanno avuto, sono due medaglie di bronzo ciascuno. L’ultima ricevuta da Sandro Pertini Presidente. Conserveremo preziosamente, questa tua testimonianza, perchè RIEMPIE UN VUOTO di questo PAESE, così detto: civile. Di mio Padre ricordo le lacrime, il cuore che tremava…e, ancora la forza e quel suo fischiettare, quando d’inverno c’era la neve, ma era al caldo con la sua famiglia…ad aspettare la primavera. Ti ringrazio SerBruno, di avermi ricordato tanta dolcezza. Buona notte.

    Mi piace

    Rispondi

  4. Posted by cavaliereerrante on 8 febbraio 2011 at 23:38

    Cara Lady @Nives, che dirti ???
    Tanti anni fà, mentre facevo il soldato di leva, viaggiando in treno da Roma ‘in divisa militare’ diretto a Pesaro dove si trovava il 28° RGT Fanteria di cui facevo parte, nel mio scompartimento c’ era un anziano Signore, gentilissimo e colto . Facemmo presto amicizia ( la mia divisa militare gli suscitava tenerezza e nostalgia, disse lui ), e parlammo di tante cose, tra cui la sua esperienza di Ufficiale dell’ Esercito Italiano, internato in uno di questi campi che hai descritto, un lager in Germania come quello che hai descritto Tu, in cui “soggiornò” anche tuo Padre !
    Questo Signore, pacato e coltissimo, con uno sguardo limpido e aperto, assai vicino ai giovani ed ai loro problemi ( ed infatti, mi confortò moltissimo, vista la mia malinconia per aver lasciato a Roma la mia Ragazza ! ), mi raccontò di questi lager, e del disumano e punitivo trattamento riservato dai tedeschi agli Ufficiali ed ai Soldati italiani, un trattamento particolarmente crudele, mi disse il mio compagno di viaggio, poichè i tedeschi si sentivano traditi dal nostro Esercito e per questo si accanivano ancora di più, acuendo i maltrattamenti fisici e psicologici !
    Eppure, mentre quel Signore parlava e ricordava le sofferenze infami patite da lui e di suoi compagni in quegli inferni bestiali, potevo vedere nei suoi occhi trasparire, non ostante l’ età avanzata, una luce insolita, come un frammento ancora evidentissimo di dignità, di orgoglio per quella scelta di “non aderire”, costasse quello che costasse, ad una infamia ancora maggiore per un Soldato : quella di collaborare, dopo aver giurato fedeltà al Re ed alla Patria, con il nuovo fascismo della RSI ed il residuo del peggior Nazismo !
    Ricordo ancora, mi commossi tantissimo, poichè all’ epoca ( eravamo negli anni ’70 ) di tutte quelle sofferenze che quell’ ex Ufficiale, tuo Padre e tantissimi altri Soldati italiani internati nei campi di concentramento tedeschi, nessuno aveva mai parlato o scritto, ed io stesso non ne ero a conoscenza !
    Mi sarebbe piaciuto tanto, conoscere il tuo Papà, poichè di questi Uomini asciutti e sinceri, di questi Uomini onesti e leali che fecero della dignità il loro abito, oggi, si è perduto, ahinoi, ogni traccia !

    Mi piace

    Rispondi

  5. Gentile girasole! Sono convinta anch’io che, nei momenti più drammatici della vita, l’Uomo e la Donna possono scoprire tutto il loro vero Valore. Ma, secondo me, molto dipende da quale “significato” si vuole dare alla vita. Grazie davvero per il tuo prezioso intervento.

    Mi piace

    Rispondi

  6. Il pensiero, l’anima, l’arte ad essi legata come loro espressione più vera ed autentica, in poche parole l’interiorità, è ciò che ci rende Uomini e Donne e dà un senso alla vita. Questo è ciò che spesso oggi dimentichiamo e racconti come questi ce lo confermano, se mai ce ne fosse bisogno.
    Grazie…

    Mi piace

    Rispondi

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: