Archive for maggio 2011

LA VERITA’

sola
assoluta e immutabile

“La Verità è una, assoluta e immutabile, ma è lassù sulla cima, sola.

Nessuno può farlo in vece nostra.

Si raggiunge salendo, passo dopo passo,

migliorando la propria posizione, se stesso.

L’uomo si avvicina di più alla vetta della verità

operando alla propria evoluzione, nel bene.

Poiché essa non è un fatto intellettuale,

e la vera evoluzione è quella morale.

Se gli uomini vedessero la realtà e non l’apparenza di essa,

sarebbero tutti di un parere.

Ma ognuno vede quello che può vedere.

Dove è conformismo ideologico non v’è libera crescita d’idee

ma solo uniforme pratica accettata di rinuncia

a far valere il più naturale e santo diritto dell’uomo.

Il diritto a manifestare la propria opinione è un diritto di natura.

Per essere d’accordo nella visione,

il problema è uno solo: spostarsi dal punto in cui ciascuno si trova

allora, salire, salire ancora, e arrivare fin sulla cima.

Soltanto lassù la vedranno com’è.”

(Vico di Varo)

CONDUCIMI…..

tra il buio che mi circonda

oltre il dirupo e l'impeto dei torrenti

Dolce luce….

“Conducimi, dolce luce, tra il buio che  mi circonda,

sii tu a condurmi!

La notte è oscura e sono lontano da casa,

sii tu a condurmi!

Custodisci i miei passi, non ti chiedo di vedere

la scena lontana: un solo passo per volta

mi è più che sufficiente.

Così a lungo la tua potenza mi ha benedetto,

e sicuramente mi condurrà ancora.

Oltre la landa e la palude,

oltre il dirupo e l’impeto dei torrenti,

fino a che la notte non dilegui;

e col mattino volti d’angelo, ecco,

sorridano,

quelli che da tanto ho amato,

e perduto ho solo per poco.”

(John Henry Newman)

La FORZA del Limite

La condizione umana
precarietà dell’esistenza

“Il limite appartiene alla condizione umana.

Perdere questa evidenza – come capita talora alla nostra generazione – significa contraddire la realtà quotidiana in cui siamo immersi. Il senso del limite, però, più che un ostacolo può rivelarsi, alla prova dei fatti, una inaspettata risorsa. Infatti proprio perchè finiti e contingenti, siamo e ci sperimentiamo in relazione, bisognosi, cioè, di essere -con-l’altro. Per questa ragione la sofferenza, oltre a conferire una singolare intimità con se stessi, offre pure una sorprendente opportunità: quella di aprirsi agli altri. A pensarci bene, sta qui una risorsa che si sprigiona dal dolore: ci stana dall’isolamento per ricordare a noi e agli altri il bisogno reciproco di solidarietà.

Non che questo avvenga in modo automatico, specie oggi in cui l’allentarsi dei legami sociali tende a rinchiudere ognuno in se stesso privando la sofferenza del solo spazio per esprimersi ed essere effettivamente condivisa. E tuttavia proprio il limite in cui ci si imbatte può restituire alla nostra cultura uno sguardo più autentico, e una libertà riconciliata con la vita nei suoi momenti affascinanti e nelle vicende drammatiche.

Di fronte alla sofferenza del singolo è la società nel suo insieme che deve farsi carico della precarietà dell’esistenza umana, condividendone i pesi e allegerendone le prove. La riduzione del dolore fisico, accanto alla cura e alla consolazione, è ancora oggi, purtroppo, un traguardo da raggiungere, se è vero che si registra una vistosa differenza tra quanto sarebbe doveroso fare e quanto in pratica viene compiuto. Occorre intensificare tutti gli sforzi, poi, per sottrarre la sofferenza alla solitudine, avvalorando la radicata sensibilità della nostra gente verso chi è più debole. Solo così è possibile vincere la paura della sofferenza, propria e altrui, piuttosto che esorcizzarla volgendo altrove lo sguardo.

(da “SCIENZA & VITA”  Associazione)

Esperienze di volo

più che le risposte.....
nella vita

“Nella vita più che le risposte contano le domande, perchè

le risposte ci appagano e ci fanno stare fermi,

le domande ci obbligano

a guardare avanti

e ci fanno camminare.”

(Pier Luigi Ricci)

per la tua felicità

pietre sul cammino

costruire

“Puoi costruire qualcosa di bello

anche con le pietre

che trovi sul tuo cammino.”

(Johann Wolfgang von Goethe)

Dove abita la sincerità

dalla quale sgorga acqua pura

Pagine ispirate dalla meditazione delle regole dello Zend-Avesta per il governo della parola. Il libro: “L’ARTE del SILENZIO e l’uso della PAROLA”, racchiude la saggezza millenaria dell’antica Persia.

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“L’invito alla sincerità è invito a una purificazione interiore, a cacciar via ciò che potrebbe nuocere per primo a colui che conserva in sé ciò che è guasto.

L’esigenza di essere sinceri, cioè dire quello che si ritiene per vero, è un’esigenza morale che risponde ad un imperativo di ordine superiore per cui ognuno deve essere se stesso, in purezza, senza infingimenti o coperture ingannevoli.. Non è senza incovenienti perchè ciò che viene fuori è certamente sgradevole. Ma è anche vero, che all’aperto certe cose perdono della loro virulenza e svaniscono. Il sole è il migliore antisettico e molti germi, microbi, miasmi che nel chiuso prolificherebbero, vengono sterilizzati dalla luce solare.

Ogni tecnica di liberazione comincia dallo svuotamento da tutto ciò che è guasto. Questo in chirurgia come in psicoterapia. E’ l’operazione preliminare. Ma, sembra, che non a molti piaccia fare questo. Quanti, chiusi in loro stessi, soffrono, per nulla. Basterebbe che si aprissero un po’ per far svanire la carica negativa che li tormenta.

Sulla sincerità umana esiste un pessimismo generale. Comincia la Bibbia a dire che tutti gli uomini sono menzogneri; i moralisti affermano altrettanto. Scrittori e poeti sono dello stesso parere nel dire che gli uomini sono falsi e mendaci. Nelle Reflexions, Vauvenargues sentenzia solennemente che gli uomini nascono sinceri e muoiono bugiardi.

Ogni giorno si ascoltano discorsi, si leggono libri, articoli, si fanno conversazioni, discussioni; si scambiano idee, si partecipa alla vita attiva degli uomini fatta sopratutto di parole, di scritti. In mezzo a questo diluvio di pensieri, nel groviglio intricato di espressioni, bisogna imparare a sceverare il vero dal falso, la menzogna dalla verità, l’inganno e la bugia dalla sincerità.

Non è cosa tanto facile!

Beato il cuore dell’uomo nel quale abita la sincerità: egli è come sorgente cristallina alla quale sgorga acqua pura.”   (Vico di Varo)

“Opera naturale è ch’uom favella; ma, così o così, natura lascia poi fare a Voi, secondo che v’abbella.”  (DANTE, Paradiso XXVI, 130)


William Somerset Maugham

cessare di amare

“La grande tragedia della vita non è che gli

uomini muoiano, ma che cessino di amare.”

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