Archive for febbraio 2012

visuale

“Non si riceve saggezza, bisogna scoprirla da sé,

dopo un tragitto che nessuno può fare per noi,

né può risparmiarci,

perchè essa è una visuale sulle cose.”

(MARCEL  PROUST)

armonia

Spesso ho bisogno di fare silenzio…

per ascoltare l’eco e l’armonia

delle cose che mi circondano.

Scrivere su pergamena

con pennino ed inchiostro…

è per me…come fare yoga.

Per ritrovare il mio equilibrio

devo darmi tempo…

                 ascoltare l’armonia del creato

e farne parte.

“La parola è del tempo

il silenzio è dell’eternità.”

(THOMAS CARLYLE)

GRATITUDINE

Non posseggo nulla Rossana ma….GRAZIE DI CUORE…. per il gentile “riconoscimento”!

 Ora lascia anche a me il compito di “mettere la fascia” della STIMA e dell’AMICIZIA a:

@Cavaliereerrante

@Lucia

@Mapina

@Silvana

@Silvia

E ora che dire di me???

1-  Sono un’ ipersensibile….e questo, a volte, non aiuta.

2- Amo la Vita

3- Credo al cuore dell’uomo

4- Accetto con fiducia la mia pochezza

5- Cerco, come Pollyanna, tutte le ragioni possibili, per essere felice.

Un grandissimo abbraccio a tutti!!!

Carlo Goldoni

Maschere

A Carlo Goldoni spetta il merito di aver portato la commedia italiana alla realtà della vita e di averle dato un contenuto umano. Le sue centocinquanta commedie, scritte in gran parte in dialetto veneziano, hanno come personaggi tipi studiati bonariamente dal vero, sotto le vesti delle celebri maschere del Teatro dell’Arte.

Inoltre, mentre in quel tempo le commedie venivano scritte in riassunto, lasciandone lo svolgimento all’abilità degli attori, egli ne fece la completa stesura.

La vita del Goldoni fu assai movimentata e difficile. Nato a Venezia il 26 febbraio 1707, sarebbe dovuto divenir medico, secondo il desiderio del padre, che poi l’avviò invece all’avvocatura. Ma il giovane Carlo, attratto fin da piccolo dal teatro, dopo essersi laureato alternò l’esercizio della professione con la stesura di commedie. Dopo alcuni tentativi poco felici, egli trovò il suo estro e iniziò la fortunata serie delle sue commedie, scrivendone persino sedici in meno di un anno e delle migliori, come la <Bottega del caffè> e il <Bugiardo>. Altre famose sono <Arlecchino servitore di due padroni>, <La locandiera>, <Sior Todaro Brontolon>, <Le baruffe chiozzotte>, <I quattro rusteghi>, ecc.

Amareggiato dagli invidiosi, lasciò Venezia, e, dopo aver peregrinato per mezza Italia seguendo le compagnie di comici, nel 1762 si recò a Parigi, dove scrisse in francese e fece rappresentare <Il ventaglio> e <Il burbero benefico>, fra le più famose. Ma anche a Parigi la sua vita non fu facile. La Rivoluzione lo privò della pensione regia di cui godeva, riducendolo in povertà, e quando la Convenzione Nazionale ne approvò la restituzione, era troppo tardi. Carlo Goldoni era morto il giorno prima (06-02-1793).

Ci vediamo a casa

Mi piace questa canzone del Festival di San Remo!

Secondo me…può vincere!

Artù

cane da slitta???

Cari amici, Vi presento una strana “famiglia”,

o meglio, un “branco” davvero eccezionale!

Artù e nipotini sono i “cuccioli”.

Mio genero è il “capo branco”.

Mia figlia rappresenta la “casa” , il “cibo”, il “riposo”, la “serenità”.

La nonna arriva per le “coccole”.

Artù è un dolcissimo cucciolo,

vivacissimo, giocherellone, affettuoso, ubbidiente!

In questo periodo, tutta la “famiglia”, o meglio…

…tutto il “branco” va a scuola!

Per aiutare Artù a “saper stare in società!”

Eccoli tutti in fila, per strada, in negozio,

in auto, in vacanza.

Occorre imparare un’unico linguaggio: quello di Artù!

Perchè deve capire che…

non può seguire il “capo branco” sullo skilift, sulle piste da sci…

…e per km e km, lungo percorsi naturalistici….

fino a farsi sanguinare le zampe!!

Deve capire che, le onde del mare, non per forza vogliono giocare!

Sfidare poi, rivali 5 volte più grandi, non è proprio il caso!

Per non parlare dei nidi d’api…sopratutto quelli sotto terra…

(se li scova tutti e pretende d’unirsi allo sciame inferocito)

Artù: una ne pensa, cento ne fa!

Ma quando arriva la “nonna”…s’accuccia per le coccole e le fiabe!

febbraio

“Se ridi, o febbraio piccino,

col sole sia pure di un dì,

è un riso che dura pochino,

pochino, pochino così.

si scioglie la neve

Appena quel tanto che basta

a far cantare le gronde

dell’acqua mutevole e casta

che lascia la neve che fonde.

Ma basta quel primo turchino,

quel po’ d’intravista speranza

a dar una nuova fragranza

al cuore e al destino.”

(RENZO PEZZANI)

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