Sogni, speranze….

“Sono convinto che l’uomo davvero forte sia quello che conosce le proprie paure e debolezze, ma le sa capire, accettare, vincere. Conosce i suoi dubbi e tuttavia opera delle scelte.  (Akira Kurosawa)

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“Allorchè sul far della notte veggo la moglie del castaldo che recita il rosario col suo figliuoletto più grandicello fra le ginocchia seduta accanto al fuoco che cuoce la minestra, dimenando col piede la culla in cui dorme il suo bimbo, mi pare che la preghiera di quella buona donna, calma, serena, piena di riconoscenza per la felicità prodigatele dal buon Dio, debba salire a Lui assai più pura della mia.” (Giovanni Verga)

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“Noi abbiamo conversato in francese stentato,

mangiando banane abbrustolite, quella sera ai bordi della laguna.

Abbiamo usato vecchie parole dense per tutti e due, delle stesse immagini.

Lui mi ha parlato di sua madre, la sua è bianca la mia è nera,

ma hanno lo stesso gesto per accarezzare.

Io gli ho parlato del mio villaggio il suo è di pietra, il mio in paglia,

ma gli antenati hanno gli stessi silenzi.

Mi ha parlato della sua infanzia, lui l’ha vissuta sulla neve, io sulla sabbia.

Gli ho parlato del dolore, lui l’ha conosciuto ed anch’io.

Ma abbiamo le stesse lacrime per placarlo.

Gli ho parlato dell’aldilà, c’è il sole nel suo e dell’acqua nel mio,

ma là entrambi speriamo di incontrarci ancora.

La notte discreta ha inghiottito le nostre parole,

di noi non restava ai bordi della laguna, che la luce degli occhi

e l’oro delle banane. (Jean Dodo – Poeta della Costa d’Avorio)

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“Lo scopo della mia vita era di diventare come il babbo e la mamma, puro e limpido come loro, come loro ordinato e superiore, ma la strada che conduceva a questa meta era lunga ed esigeva che si frequentassero scuole, si studiasse e si dessero esami; e quella strada attraversava sempre anche l’altro mondo, quello oscuro, nel quale poteva accadere di indugiare e sprofondare: Esistevano storie che narravano di figli perduti ai quali ciò era accaduto e io le avevo lette con passione. Vi si raccontava sempre di un solenne ritorno a casa e al padre come di una redenzione; io capivo benissimo che solo in ciò risiedeva il giusto, il buono, l’auspicabile.” (Hermann Hesse)

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“L’educazione della scuola! Ma una mezza bricconeria indovinata in famiglia, una scenetta vista nel buco di una serratura, una pagina di un libro dimenticato dal padre, distruggono gli effetti di sei mesi di morale parlata del maestro: e questo accade tutti i giorni.

Che serve che sentano di discorrere di virtù un’ora al giorno, se sentono, vedono, fiutano delle brutture da tutte le parti per le altre undici ore! Caro professore, una generazione non ne educa un’altra che con quello che fa, non ne otterrà mai nulla con quello che dice.” (Edmondo de Amicis)

“Il ragazzo che fin da principio comprende che il lavoro è la legge della vita, colui che sa, di buon’ora, che il suo pane non potrà essere guadagnato se non con il sudore della fronte, precetto della Bibbia, che è la regola dell’umanità, è probabilmente predestinato a grandi cose, perchè avrà un giorno, con la volontà, la forza di compierle.” (Jules Verne)

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“Bisogna considerare che, in ciascuno di noi sono due i principi che ci governano e ci guidano, e ai quali andiamo dietro dovunque ci conducano; l’uno, innato, che è il desiderio dei piaceri, e l’altro, acquisito, che è l’opinione avente di mira il meglio.

Questi due principi in noi sono talvolta concordi, talaltra in lotta; e talvolta vince l’uno e talaltra l’altro. Quando dunque l’opinione, che mediante la ragione ci guida verso il meglio, prende il sopravvento, a tal sopravvento si dà il nome di equilibrio; quando invece il desiderio ci trascini, contro la ragione, ai piaceri e sia diventato in noi dominante, esso prende il nome di sfrenatezza.” (Platone)

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  “Sii volontariamente quello che l’albero è involontariamente” (Goethe).

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2 responses to this post.

  1. Non c’ è futuro senza comprendere i valori della Vita.
    La sofferenza aiuta a crescere, soprattutto nelle emozioni
    Grazie Nives
    Un bacione
    Gina

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    • Conosci bene la Vita, Amica mia!
      L’hai accolta, amata, interrogata….nelle gioie e nei dolori. Forse fin da bambina!
      Altrimenti non parleresti così!
      Come un’innamorata, sai umanizzarla, liberarla e renderla feconda…in ogni occasione.

      Far tesoro di ogni emozione, aiuta a crescere. Ma non è facile, quando tutto diventa fatica, la strada si fa buia, e il Traguardo sempre più confuso.

      Ma l’innamorato è come una sorgente…che sgorga sempre acqua pura e fresca, pur non conoscendo da dove proviene.

      La profondità che raggiunge la tua gioia…raggiunge anche il tuo dolore.
      Tu soffri, quanto gioisci!!!
      Per questo, in tutto, ci metti un fiore!
      Per questo, fai tutto con Amore!

      Gina, Amica carissima, che la VITA ti sorrida, col tuo stesso dolce sorriso!

      Nives

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