Archive for febbraio 2013

Anna mia sorella

“La gioia non si descrive, si vive….”

bontà

“Signore, guardo le tante orme bianche che trovo sulla mia via: sono passi di Anna che andava annunciando gioia.

Oh Signore, sono richiami d’infinito!

Anna mi ha insegnato a fidarmi di Te….Signore!

cristallo di neve

Chi ricorda mia sorella Anna, non fissa lo sguardo sulla sua breve vita, sulla lunga malattia,  sulle inumane sofferenze….

ma si sente scaldare il cuore ricordando la simpatia, il sorriso, la serenità, la bontà, la fiducia sconfinata nel Tuo immenso Amore.

Semplice e gioiosa, accogliente e generosa….empatica!  Sopratutto con chi era triste e solo…

crocus

La sua  umiltà sradicava cespugli e spine….scioglieva il gelo di ogni cuore.

Anna …apriva le sue mani vuote, per sentirle stringere dalle Tue!

Cieca, muta, bloccata, spogliata…….riempiva il mio deserto con il suo “canto” di Vita!

fiore non ti scordar di me

Spargeva semi, fiori, grano……per la Primavera della mia anima.

Malgrado le sue condizioni fisiche disperate… donava serenità e tenerezza…dal sapore Trascendentale.

Anna era colmata dal Tuo Amore… oh Signore!

Cantava VITA e Speranza….perchè già era nelle TUE MANI!”

angelo

Signore, ecco le orme bianche dell’Angelo che si è preso cura di me!

Cantava “….un posto anche per me!”

 E……. “Hai mutato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia. (Salmo 30,12)

gigli

Lo schiaccianoci

OP. 71 VALZER DEI FIORI

Basata su una fiaba per bambini di Hoffman, questa suite aveva ottenuto un grande successo prima ancora del debutto sulle scene del balletto. Una bambina sogna di assistere ad un grande spettacolo: in una successione di danze sempre diverse, il compositore evidenzia la sua grande padronanza degli stili musicali e dell’orchestra. In questa suggestiva danza, eseguita dai servitori della Fata Confetto, i suoni dell’arpa, dei corni, di tutti i fiati e degli archi a ritmo di valzer evocano l’incanto dei fiori che danzano nella brezza. ( da  – I Grandi Compositori-)

PARTENZE

1984: COME SUONAVANO LE CAMPANE D’INGHILTERRA

pagina di Antonia Arslan – scrittrice

autoritratto

(Con il romanzo di Orwell un viaggio senza ritorno in fondo all’incubo)

Riprendo in mano 1984, il profetico libro di George Orwell. La mia vecchia copia è della “Medusa” di Mondadori, con la copertina e il dorso di un intenso verde riquadrato di bianco. I quattro numeri fatidici spiccano. 1984: la data dell’incubo. Ecco il treno che non va in nessun luogo, la fermata dopo la quale non ci sono più partenze, l’approdo infernale: infine, il luogo senza futuro. Rileggo la bella dedica con cui la cugina Elena, donna tracagnotta, intelligente ma un po’ troppo entusiasta, che insegnava Storia dell’arte, me lo regalò a quattordici anni, e ricordo come lo divorai, questo libro tragico, sperando contro ogni speranza che alla fine Winston Smith, il protagonista, ce la facesse, che sfuggisse alla morsa del Grande Fratello e all’insidiosa rete del terribile O’Brien, il traditore.

campane

Ma il viaggio di Winston verso la riappropriazione della propria individualità, attraverso la forza dell’amore per Julia, percepito come l’unica possibilità di riuscire ad eludere l’orrenda pervasiva dittatura che teorizza che due più due fanno cinque se te lo chiede il Grande Fratello, e riscrive ogni giorno il passato, non ha nessuna speranza di riuscire. “Aranci e limoni dicono le campane di San Clemente” ricorda Winston, e Julia risponde a tono: “Mi devi tre farthings, dicono le campane di San Martino”: ma l’antica canzone sulle chiese di Londra, che affiora come un ricordo proibito fra loro e li lega, è da sola motivo di condanna, un psicoreato.

Gianfranco Ferroni

Perchè non c’è redenzione nel mondo di 1984. Anzi, la fine precipita verso il più orrendo degli incubi, quando il protagonista, arrestato, e rinchiuso nel terribile luogo delle torture, che non a caso si chiama Ministero dell’Amore, compie il tradimento più abbietto. Per ognuno di noi, scrive Orwell, c’è una cosa, segreta, che si teme sopra ogni altra. Per Winston sono i topi: e quando una gabbia piena di squittenti ratti bramosi di divorargli gli occhi gli viene accostata al viso, egli grida: “Fatelo a Jiulia! Non a me! Fatelo a Julia! Non me ne importa di quel che le fate!”: e così consegna al carnefice il più intimo cuore di se stesso, il nucleo dell’emozione amorosa.

anima

Alla fine Winston rivedrà Julia. Si sono arresi, si sono traditi entrambi. Ora dimenticano. Nella Neolingua, priva di una parola per esprimerla, la libertà politica e intellettuale non esiste più, neppure come concetto. E l’amore si può provare solo per il Grande Fratello. Così il cerchio si chiude, perchè non c’è nulla di peggio che…..tradire la propria anima.

tradire la propria anima

Mazzolari,


destino di profeta

(Pagina a cura di GUIDO DOTTI – Comunità di Bose)

Mazzolari

(Seppe discernere i segni dei tempi ma fu voce incompresa)

Un volto: don Primo Mazzolari. “Lui aveva il passo troppo lungo e noi si stentava a tenergli dietro. Così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. Questo è il destino dei profeti.” Così ebbe a dire Paolo VI del parroco di Bozzolo, “tromba dello Spirito Santo nella Bassa mantovana”. Come profeta don Primo seppe discernere alla luce del Vangelo i “segni dei tempi” e le nuove sfide che la Chiesa doveva affrontare; come autentico profeta seppe obbedire all’autorità ecclesiastica che mise a lungo a tacere la sua voce, espressa nella predicazione e sulle pagine del periodico Adesso.

mazzolari soldato

“Dalla mia famiglia ho ricevuto un nome povero e onorato – scrisse al cardinal Montini di Milano, quando si delineava una nuova sanzione nei suoi confronti – e dalla mia vocazione un impegno continuato di fedeltà; e l’uno e l’altro dono non voglio che siano sottoposti a continue insinuazioni. Sono già stato troppo umiliato….e se merito il castigo mi venga dato con rispetto dell’uomo e con franca dichiarazione”.

primo mazzolari

Rispetto dell’uomo, di ogni uomo, e franchezza nel parlare: sono proprio questi i grandi segni che don Primo Mazzolari ha lasciato alla Chiesa che ha tanto amato.

un uomo libero

RIPARTE IL FUTURO

“Sono tenuto non già a vincere,

ma ad essere sincero.

Sono tenuto non ad avere successo,

bensì a seguire le ispirazioni del cielo.

Devo stare dalla parte di chi agisce rettamente:

stare con chi segue la via giusta,

lasciare chi da essa devia.”

Abraham Lincoln

(1809 – 1865)

“Quando un governo perde l’onestà, sono tempi tristi.

Quando un popolo accetta tale perdita,

son tempi disperati.”

(Pam Brown)

Albano Poli

ARTISTA DEL VETRO

vetro-01

“Mi sento un artigiano anche se gli altri mi chiamano artista. Lavoro il marmo, il legno, ma la materia che prediligo, la mia prima materia, è il vetro. La bellezza che cerco di creare nasce infatti dalla luce. La sua fragilità è la condizione della trasparenza, dell’andare oltre. Il vetro non cattura la luce, la libera, non nasconde orizzonti, te li porge: è un richiamo costante al cielo.

mosaico e vetro

Ho vissuto cercando la bellezza per servire la verità, e rispondere alla chiamata che a ciascuno di noi è rivolta dal Vangelo. La mia prima commessa importante è stata nel 1955 quando, con il mio Maestro Pino Casarini, direttore della Scuola d’Arte di Verona, grande pittore e scenografo, sono stato chiamato a realizzare le vetrate di Santa Chiara a Napoli. Era un lavoro enorme: 1500 metri quadrati di vetrate. allora, come oggi, il primo desiderio era far avvicinare gli uomini a Dio con la mia arte.

architettura di luce

Spesso penso alle parole rivolte da Giovanni Paolo II agli artisti: “L’artista, quanto più è consapevole del suo “dono” tanto più è spinto a guardare a se stesso e all’intero creato con occhi capaci di contemplare e ringraziare, elevando a Dio il suo inno di lode. Solo così egli può comprendere a fondo se stesso, la propria vocazione e la propria missione.”

vetro-03

Ho realizzato opere in cinquecento chiese in Italia, ma anche in Asia, Sud America, Africa, Terra Santa.

vetro-04

Nel mio lavoro ho incrociato culture e tradizioni diverse, ma alla fine colgo la stessa meraviglia negli occhi di chi, entrando in una chiesa, è avvolto dalla luce che promana dalle vetrate. Mi dicono di sentirsi in un “mondo altro” e nello stesso tempo a casa loro, in un tempo sospeso che richiama l’eternità.

vetro-09

In questo mondo dove i simboli cristiani sono stati purtroppo soppiantati nella vita della gente dai tanti “logo” dei prodotti di consumo, dove il brutto sembra farla da padrone, voglio continuare a dare la mia piccola testimonianza di uomo e di credente che ogni giorno cerca di coniugare il bello e il vero.

Poli

Un tentativo che è tutta la mia vita.”

Casalinga rivoluzionaria

SILVANA PLANETA

http://casalingarivoluzionaria.blogspot.com/2011/09/sono-diventata-una-scrittrice-vera.html?showComment=1316946173845#c4905771827504204194

Cari Amici, Vi presento una DONNA davvero speciale,

una RIVOLUZIONARIA del nostro tempo,

una PERSONA libera, coraggiosa…artistica,

sensibile e profonda,

che aspira alla vera ESSENZA si se stessa,

e della SUA FAMIGLIA.

Silvana Planeta

Ho letto il Suo libro….ho visto le interviste in TV….ci siamo sentite al telefono.

SILVANA è simpatica, solare, disponibile, ottimista…

arbitra della SUA VITA!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: