Pino Pedano

NEL LEGNO LA SCOPERTA DELLA VITA

(pagina di GIOVANNI GAZZANEO)

foto di Pino Pedano

Ti guarda Pino Pedano quasi volesse penetrare l’anima tua, come sa fare con i legni che dall’età di 7 anni ha imparato a plasmare nella bottega di compare Adamo, padrino di cresima e mastro falegname a Pittineo, in Sicilia. A lui il bambino fu affidato per imparare il mestiere e guadagnarsi il pane: era il 1951 e Pedano non ha mai dimenticato o nascosto le umili origine contadine e la fatica delle conquiste. La sua opera di artista è iniziata nel 1976 con una personale alla Galleria del Naviglio a Milano, dove è emigrato diciassettenne e dove vive con moglie e tre figli. Pedano è scultore, ha esposto in famose gallerie di Parigi, New York, Zurigo e in musei importanti come il Victoria e Albert Museum di Londra. Ma ha continuato a coltivare la sua vocazione originaria di falegname, iscritta già nel nome: Giuseppe. Per vivere produce e commercia mobili, brevetta un sistema di assemblaggio dei laminati battezzato “millefogli” e introduce in Italia la filosofia del “dormire naturale”.

pedano

“L’aspetto più affascinante è questo – osserva il critico Luigi Carluccio -: il suo lavoro, muovendo dal piano umile della bottega del falegname, arriva a interessare galleristi e storici d’arte. Li interessa perchè lui rappresenta l’anello mancante; l’anello che si è smarrito tra il mestiere e l’arte, tra la fatica del creare e l’opera artistica. E’ questo il suo fascino.”

la porta

In Pedano le capacità dell’artigiano sono la base per la creatività dell’artista grazie all’uso sapiente delle macchine: non c’è progetto né disegno nelle opere che realizza. La sua è una visione puramente mentale. Impiega palissandro, mogano, betulla, ciliegio, ebano, bois de rose, sequoia, limone, acero, pioppo….legni pregiati e legni poveri, del Sud e del Nord, dell’Est e dell’Ovest. Una scultura cosmopolita che si abbraccia nei morsetti, nelle colle e nel tornio in una geografia di essenze e colori senza confini.

opera di pino pedano

Una scultura “ecologica”: per le sue opere non è mai stato abbattuto un albero, usa materiale di recupero. Una scultura interiore: vuol portare alla superficie l’anima del legno, la sua vita che non muore nonostante tagli, manipolazioni, trattamenti industriali. I legni di Pedano, scrive lo storico dell’arte Carlo Bertelli, contengono “il senso del gioco che si collega a Collodi, la visione del legno – come materiale per costruire – propria dell’architetto Filarete, il sentimento di rispetto per questo materiale vivo, pezzo di natura che continua a collegarsi al suo ciclo vitale.”

Opera di Pino Pedano

 La natura di Pedano non ha nulla di selvalggio, è ritorno all’Eden attraverso un sapiente intreccio di geometrie. E la svrapposizione di fogli multistrato riscatta il legno dalla bidimensionalità a cui il processo industriale l’ha costretto e gli ridona volume. Sono tre le forme originarie in cui si articola il sogno di Pedano, la sua utopia che vuol proporre archetipi senza tempo in un mondo sempre più disordinato e in preda al caos: la sfera, icona della perfezione; la piramide, proiezione verso l’alto; l’ovale, segno della nascita.

arte di Pino Pedano

Pedano scultore del legno interiore. Tratta la materia scoprendone la grazia e l’eleganza, ricerca i paesaggi dell’anima. La vita nuova è legata alle sue “Maternità”, dove i legni rappresentano insieme gravidanza ed elevazione. La donna che aspetta un bimbo diviene l’icona di un’umanità che si riconosce nuovamente creatura. Dalle prime forme giocose della sfera e della piramide nella loro geometria perfetta di linee , colori e luci, utopica ed irrealizzabile, si passa alla speranza: questa sì autentica, delle “Maternità”, della fiducia nella novità che ogni figlio porta nella storia. Una delle sculture è dedicata a Gianna Beretta Molla, medico e mamma che per far nascere la quarta figlia scelse di non curare il tumore che le cresceva dentro. Pedano rappresenta il male con una frattura del legno che si apre verso l’alto, quasi a carpire il cielo. ” Santa Gianna mi ha fatto rinascere come artista e ha ispirato questo ciclo di opere.”

scultura di pino pedano

Una scultura in mostra è dedicata a Benedetto XVI, anche lui indicato come porta della vita. “Il Papa” è umile e semplice vista di fronte, ma di lato porta con sé i buchi neri della storia, che, senza negarli, vuole superare nel nome della fede e della pace. Quei buchi sono anche aperture di luce, squarci di infinito. I colori dell’opera sono quelli vaticani: giallo del cipresso, bianco dell’acero e del pioppo. “La mia arte – dice Pedano – è tutta rivolta al recupero delle nostre radici. La libertà è riconoscere quel che noi siamo, non quello che ci dicono di essere e avere. La grazia è la coscienza di essere voluti e amati in ogni momento: questo il senso del nostro cammino.”

Pedano_01

10 responses to this post.

  1. Opere interiori e naturali quelle di Pedano. In una parola, belle.
    A presto, Es.

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  2. L’ Arte si posa ovunque e sfiora l’anima dell’ Artista
    Grazie, cara Nives

    Passa un sereno week-end
    Senty mental

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    • E’ vero cara Senty….l’Arte è Amore che sgorga dall’Anima innamorata, attenta alla bellezza e alla tenerezza……Dall’Anima appassionata delle virtù e della vita!
      Grazie…Senty, per la luce che emana la Tua Anima!
      Un abbraccio
      Nives

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  3. Posted by lucetta on 15 marzo 2013 at 14:08

    Abbiamo degli artisti bravissimi e poco valorizzati. Non l’avevo mai sentito nominare forse perchè non conosco l’ambiente in cui si muovono. Mani creatrici di opere belle.
    Ciao Nives, un abbraccio.

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    • Pedano è un’artista del legno. In esso ci vede l’anima e la vita.
      Pedano accoglie, accarezza, lavora, ama il legno….lo trasforma, lo nobilita!
      Come fa con se stesso, con la sua anima….con la sua vita.
      L’arte di Pedano è plasmata dalla sua storia di uomo: parla di viaggi, di scoperte…fatiche, solitudini, malattia, buio…amore, passione…..generosità, gratitudine, conversione, luce.
      Sai Lucetta, credo che ogni Persona (se vuole)…può diventare un’artista: di se stesso e della sua vita che non muore!
      Un caro abbraccio
      Nives

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  4. Posted by in fondo al cuore on 15 marzo 2013 at 09:04

    Davvero belle le sue opere, non lo conoscevo, buon fine settimana cara Nives, un abbraccio!

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    • Carluccio definisce le opere di Pedano come: “Oggetti da guardare e toccare, lisci come ossi di seppia, compatti come ciottoli di fiume, teneri e caldi come colombe.”
      Ciao Silvia…un abbraccio.
      Nives

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  5. Posted by Rebecca on 15 marzo 2013 at 07:00

    Ciao cara Nives, abbi un sereno weekend ti abbraccio Pif

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