Archive for maggio 2013

Parole importanti

parole

“Il guerriero sa che, in tutte le lingue, le parole più importanti

sono quelle piccole:

“SI”

si

“AMORE”

parola amore

“DIO”

Dio

Sono parole che si pronunciano con facilità,

e colmano immensi spazi vuoti.

Esiste tuttavia una Parola, anch’essa molto piccola,

che molti hanno difficoltà a pronunciare:

“NO”

no

Chi non dice mai no, si crede generoso, comprensivo, educato:

perchè il “no” porta con sé la nomea di maledetto, egoista, poco spirituale.

guerriero della luce

Il guerriero non cade in questa trappola.

Ci sono momenti in cui, nel dire “si” agli altri,

potrebbe darsi che, contemporaneamente,

stia dicendo “no” a se stesso.

no

Perciò non pronuncia mai un “si” con le labbra,

se il suo cuore sta dicendo “no”.

manuale del guerriero della luce

San Martino di Castrozza

TRENTINO

Questa Città incastonata nel cuore delle DOLOMITI, è un’autentico gioiello, una perla delle più belle.

In questi giorni sembra abbandonata a se stessa. Le case, gli alberghi, i negozi sono tutti chiusi, sporchi, fatiscenti.

Solamente un bar e un giornalaio che vende anche il pane, aprono il negozio per qualche ora, per la gente di passaggio.

Eppure le rondini sfiorano l’acqua allegra del torrente che attraversa la città.

Le nevi si sono ritirate e il cane San Bernardo si gode piacevolmente il tepore del sole di mezzogiorno.

I bucaneve trapuntano i prati quasi “bevendo” l’ultima neve.

bucaneve

Che bello sarebbe abitare qui e godere sempre tanta bellezza!

Purtroppo la città vive solo di Turismo e per pochi mesi all’anno.

Che tristezza infinita guardarla che inutilmente dorme!…

Resa ignara, purtroppo, della VITA che  rinasce beata!

Resa tanto preziosa e proibita alla gente comune che ne ignora l’esistenza.

rondini

Chissà se con la crisi economica  degli uomini di questi tempi…

le sarà consentita almeno la gioia della calda estate e del ghiacciato inverno!

Maggio 1265, nasce a Firenze…

 DANTE  ALIGHIERI

il sommo poeta

padre della lingua italiana.

DANTE ALIGHIERI

Mentre nei monasteri si parlava e pregava in lingua latina e nei castelli medievali si cantavano le gesta dei grandi cavalieri, in francese, nei Comuni si parlava una nuova lingua, “la lingua volgare”, cioè del popolo che non aveva studiato.

D.A.

In un primo tempo questo dialetto rozzo si parlava soltanto: in seguito fu anche scritto dai letterati e dai poeti. Particolarmente a Firenze questa lingua divenne dolce e aggraziata e fu merito di Dante se il “volgare” si nobilitò e divenne la lingua italiana. Il grande capolavoro di Dante e della lingua italiana è la “DIVINA COMMEDIA”.

Dante immagina di compiere un viaggio, scendendo nell’Inferno, salendo al Purgatorio e volando nel Paradiso. Vede i dannati, le anime purganti, i beati, la Madonna e finalmente Dio, “Colui che muove il sole e le stelle”.

Divina Commedia

Sulla sua tomba, a Ravenna, arde perennemente una lampada, alimentata dall’olio offerto da tutti i Comuni d’Italia.

DANTE A.

MAGGIO

apoteosi musicale

Con i fiori, i canti, i regali del mese di Maggio

Auguro a tutti gli innamorati

Una domenica di bellezza, di allegria  e festa!

Neve a Primavera

Fa freddo e nevica sul grano e sui papaveri

Fumano i camini delle case

Prismi luminosi

s’adagiano sulle cose

che cambiano colore.

Ciliegie, meloni, pesche e albicocche

more, mirtilli….

cantano comunque

la dolcezza della Primavera!

frutta estiva

La canzone del Piave

Il Piave mormorava

calmo e placido, al passaggio

dei primi fanti, il 24 maggio:

l’esercito marciava

per raggiunger la frontiera,

per far contro il nemico una barriera…

Muti passarono quella notte i fanti:

tacere bisognava,  andare avanti!

S’udiva intanto dalle amate sponde,

sommesso e lieve il tripudiar dell’onde.

Era un presagio dolce e lusinghiero.

Il Piave mormorò: “Non passa lo straniero!”

Ma in una notte trista

si parlò di tradimento

e il Piave udiva l’ira e lo sgomento…

Ahi, quanta gente ha vista

venir giù, lasciare il tetto,

poi che il nemico ruppe a Caporetto!

sposa e madre dei soldati

Profughi ovunque! Dai lontani monti,

venivano a gremir tutti i suoi ponti.

S’udiva, allor, dalle violate sponde,

sommesso e triste il mormorio dell’onde:

come un singhiozzo, in quell’autunno nero,

il Piave mormorò: “Ritorna lo straniero”

E ritornò il nemico

per l’orgoglio e per la fame….

voleva sfogar tutte le sue brame…

Vedeva il piano aprico,

di lassù; voleva ancora

sfamarsi e tripudiare come allora!…

“No!” disse il Piave. “Non” dissero i fanti

“mai più il nemico faccia un passo avanti!”

Si vide il Piave rigonfiar le sponde!

E come i fanti combattevan l’onde…

Rosso del sangue del nemico altero

il Piave comandò: “Indietro va’, straniero!”

(E.A.Mario)

LA BATTAGLIA DEL PIAVE

“La vittoria del 4 novembre 1918, che pose fine alla strenua guerra dell’Italia contro gli Imperi centrali, incominciata il 24 maggio 1915, ebbe un prologo stupendo nella battaglia cosidetta del PIAVE (15-24 giugno) che in realtà fu combattuta su un teatro vasto, ossia su tutto l’arco di fronte dal PASUBIO al mare, ardendo prima in montagna e successivamente in collina e in pianura. Per gli Austriaci doveva essere il corollario di CAPORETTO, cioè l’occupazione del VENETO OCCIDENTALE, col conseguente arretramento del nostro esercito sulle vecchie linee risorgimentali dell’Adige e del Po; per noi fu il preludio della vittoria.

Il morale era alto

Quanti anni sono passati! Anche per chi ebbe parte nel dramma l’evento appare lontano, sfumato, denso di penombre. Cercheremo di lumeggiare i primi piani essenziali e di ricostruire il clima di quei giorni gloriosi. Alla vigilia del grande urto il Paese s’era completamente riavuto dell’immeritata sventura di Caporetto. La nuova linea difensiva, che attraverso l’altipiano di ASIAGO ed il massiccio del GRAPPA scendeva al PIAVE per identificarsi col suo corso fino al mare, era stata consolidata ed irrobustita durante la primavera. Con criteri nuovi erano state rimesse in efficienza le forze armate, che non parevano più quelle di otto mesi prima. Il morale, come si usava dire allora, non era mai stato così alto, sia al fronte sia nelle retrovie. I “complementi” delle nuove classi, i baldi ragazzi del Novantanove e del Novecento arrivavano dalla Penisola con un nuovo spirito, canticchiando ” il Piave mormorò: non passa lo straniero”.” (C.Tomaselli)

fante_ww1Il fante affardellato

“Polveroso od infangato,

stanco morto o riposato,

sotto il sole o lo stellato,

marcia il fante affardellato,

perchè (piova o faccia bello)

da filosofo qual’è

egli porta nel fardello

tutti i beni suoi con sé.

Che bagaglio tintinnante,

quando marcia, ha indosso il fante!

Quali musiche moderne

fanno maschera e giberne!

Che concerto dolce e gaio

fan la tazza ed il cucchiaio,

chiusi dentro la diletta

stonatissima gavetta!

Un armadio gonfio e grosso

porta il fante sempre indosso;

quel mobilio un po’ pesante

fa sudar talvolta il fante;

con le spalle un suo colpetto

il buon fante allor gli dà,

e lo zaino sull’elmetto

tintinnando a batter va.

Come fa la chiocciletta

che cammina senza fretta,

la sua casa sulla schiena porta il fante senza pena;

casa fatta d’un sol telo

per rugiada, pioggia e gelo,

fatta cono, fatta gonna,

con paletti per colonna.

Con le cose le più strane

gonfia il fante il tascapane:

stringhe, sigari, pagnotte,

pettinini, calze rotte,

munizioni, scatolette,

bombe a man, pezze, gallette,

carte e buste color rosa

con cui scrivere all’amorosa.

Senza chieder dove vada

batte il fante la sua strada;

batte il fante lo stradone

con la pioggia o il polverone,

ché la santa fanteria

marcia sempre in pedovia,

marcia al caldo, marcia al fresco

sul caval di San Francesco.”

Sacrario del monte Grappa

Sacrario del Monte Grappa 1Sacrario di Nervesa della Battaglia

A…GIOVANNI FALCONE

GRAZIE!

Giovanni Falcone

PERCHE’ HAI SAPUTO RESISTERE!

Giovanni Falcone

PER NON AVER AVUTO PAURA DI DIRE LA VERITA’!

Giovanni Falcone

PER LA TUA ONESTA’ E GENEROSITA’!

Giovanni Falcone

PER AVER OSTACOLATO IL SILENZIO, LE BUGIE, LE MEZZE VERITA’, I DUBBI, L’IPOCRISIA!

Giovanni Falcone

PER AVER DIFESO LE REGOLE MORALI DELLA CIVILTA’!

Giovanni_Falcone un uomo

GRAZIE… PER NON AVUTO PAURA NEMMENO DELLA MORTE!

mistero della Vita

“Nella guerra tra la falsità e la verità,

la falsità vince la prima battaglia,

la verità l’ultima!

(Mujibur Rahman)

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