…e venne chiamata due cuori

Il libro che ha affascinato più di 20 milioni di lettori in tutto il mondo

bimbo aborigeno australiano

IL RACCONTO DI UN’AVVENTURA ECCEZIONALE,

UN’OCCASIONE UNICA PER APPRENDERE LA SAGGEZZA DI UNA CULTURA ANTICA

aborigeno australiano

E RACCOGLIERNE L’IRRESISTIBILE MESSAGGIO.

arte aborigena australiana

13 pensieri riguardo “…e venne chiamata due cuori

  1. MARLO MORGAN vive in Missouri. Per scrivere il romanzo, (che racconta la sua storia), ha trascorso un lungo periodo con una tribù di aborigeni australiani.
    Esattamente un anno fa ho trascorso anch’io un fantastico mese in Australia, ma, della cultura aborigena, purtroppo non avevo conosciuto quasi nulla.
    Questo libro è per me davvero irresistibile, perché racconta l’Outback,.. che ho toccato a piedi e mani nude..
    .In ogni pagina del piccolo libro, rivedo un luogo, un’emozione, un’intuizione…
    e intimamente confermo la voglia di spogliarsi, sdraiarsi, entrare in sintonia con il palpito vivo della Terra! E’ una sensazione bellissima, che avevo chiamato: momenti magici….perché solo qui m’era capitato di assaporare il meraviglioso fascino dell’esistere.
    Ciao cara Silvia…serena notte!

    Nives

    "Mi piace"

  2. Questo libro e sicuramente interessante e anche bello da leggere, sopratutto per chi lo ama le altre culture come me… grazie cara Nives per avermelo fatto cososcere… ti abbraccio Pif

    "Mi piace"

    1. Sai cara Pif, anch’io credo che ogni Popolo e Cultura ha la Sua Sapienza che…se reciprocamente condivisa…diventa preziosa ricchezza per tutti!
      Un salutone e un abbraccio

      Nives

      "Mi piace"

  3. E’ sempre encomiabile, e quindi augurabile, il fatto che chi sia figlio di una cultura radicata, e dominante, si sforzi di comprendere – e, soprattutto, di rispettare – chiunque esprima una cultura ed una civiltà diverse dalla propria, confrontandosi sinceramente con l’ altro per “crescere in diminuendo”, e cioè per mutare in meglio sè stesso al fine di vivere e lasciar vivere gli altri ed il soggetto del confronto, “senza distruggere” o sradicare, tuttavia, le regole del vivere e del sentire con cui, quella cultura e quella civiltà, si sono espresse attraversando i secoli o, come nel caso degli @Aborigeni d’ Australia, i millenni .
    Dunque, brava signora @Marlo ! …. Ma mi sembra ( e mi vorrei sinceramente sbagliare … ) che il suo agire e scrivere riflettano un ‘dejavù’ che mi riporta a situazioni analoghe …. e, ahimè, del tutto nefaste per gli innocenti “diversi” da noi !
    Rivedo infatti passaggi già noti : 1) iniziale innamoramento esotico, più o meno esagerato, dell’ altrui civiltà – 2) testimonianza ( prima sincera, poi … ehm …. non tanto ) e divulgazione di ciò che, bene o male, si è conosciuto – 3) desiderio di “far soldi” per mezzo di libri o di film che facciano cassetta – 4) scollamento fra quanto si è vissuto ed appreso e il proprio agire, che alla fin fine, anzichè mutare in meglio sè stessi, appare con sempre maggior evidenza un mero mezzo di rincorrere il successo e diventarne ricchi protagonisti, senza più alcun rispetto per gli altri …. ed anzi incentivando il modo di assoggettarli, omologarli, sfruttarli e cancellarli dalla Storia .
    Così è avvenuto per gli @Indios dell’ America latina, così per i miei amatissimi @Pellirosse d’ America, così per i @Tuareg … così per tutti gli altri sopravvissuti portatori di culture e valori diversi dalle nostre civiltà, i quali, dopo esser stati sfruttati fino all’ osso e privati di ogni loro ricchezza naturale, sono stati buttati via nel dimenticatoio più infame del nostro “cosiddetto” progresso civile !
    Spero – come già scritto – di sbagliare, cara @Nives, e voglio credere che gli @Aborigeni non facciano la stessa fine degli altri, divenendo meri replicanti per divertire e soddisfare il nostro mal celato esotismo o, nel peggiore dei casi, la brama di sfruttare le tantissime risorse australiane per meglio supportare la nostra logora e devastante civiltà tecnologica, figlia prediletta, più che della conoscenza utile a tutti, del consumismo globale che arricchisce i pochi !
    Un abbraccio cara, e ardente, amica mia …. nella sua struggente ballata WITH GOD IN OUR SIDE, @Bob Dylan concludeva ” …. se Dio è veramente dalla nostra parte, impedirà la prossima guerra”, ed io parafrasandolo concludo che, se Dio esiste, farà vivere ancora i mistici, e meravigliosi, @Aborigeni come hanno sempre, fin qui, vissuto …. a dispetto delle centinaia di copie vendute dei libri non del tutto sinceri che li hanno descritti !

    "Mi piace"

    1. Più che uno sforzo di comprensione … percepisco nelle intenzioni dell’autrice del libro, un iniziale rispettoso desiderio di scambio e arricchimento culturale. Esperienza portentosamente affascinante di un MESSAGGIO ESISTENZIALE da non saper trattenere per sé. Che per essere trasmesso, ha purtroppo, assunto le sembianze di un romanzo.

      Caro @Cavaliereerrante, riconosco che l’elevato Tuo discernimento, si scontra con la mia insanabile ingenuità. Se permetti però, vorrei aggiungere un elemento che forse non è trascurabile. Penso che, come succede in qualsiasi altra Nazione, anche il Popolo Aborigeno dell’Australia sarà suddiviso in correnti di pensiero, scelte d’ideali o d’interesse. So per esempio, che alcuni Aborigeni si sono sentiti offesi dal racconto della @Marlo, mentre altri si sono sentiti addirittura valorizzati.

      Nell’ultima pagina del libro: “….e venne chiamata Due Cuori”, è riportata una lettera che non penso di fantasia. Dice così:

      “Io sottoscritto Burnam Burnam, aborigeno australiano della tribù di Wurundjeri, dichiaro di aver letto parola per parola il libro: “…e venne chiamata Due Cuori”. E’ il primo libro in vita mia che ho letto tutto d’un fiato dal principio alla fine, pervaso da un sentimento di grande eccitazione e rispetto. E’ un’opera classica e non viola in nessun modo la fiducia che noi della Vera Gente le abbiamo dato, ma piuttosto ritrae il nostro sistema di valori e alcune questioni esoteriche in modo tale da farmi sentire estremamente fiero del mio retaggio. Nel narrare l’insieme delle Sue esperienze, Lei ha rimediato a un errore storico. Nel sedicesimo secolo l’esploratore olandese William Dampier scrisse di noi che eravamo “il popolo più primitivo e miserabile sulla faccia della terra”….E VENNE CHIAMATA DUE CUORI ci innalza a un superiore livello di consapevolezza e fa di noi quel popolo regale e maestoso che siamo.”
      – Lettera di Burnam Burnam – anziano della tribù di Wurundjeri.

      Ciao @Bruno e grazie per gli stimoli di riflessione che sempre ci offri!

      Nives

      "Mi piace"

  4. E’ un libro che ho ricevuto in regalo tempo fa e che ho letto piano piano .. ma soprattutto da rileggere 😉
    1 bacio e buon anno Nives!

    "Mi piace"

    1. Bentornata cara “solitamente”!
      E’ vero, occorre rileggere con “gli occhi del cuore”, certi contenuti forti di un libro!
      La consapevolezza del bisogno di sapere, viaggiare, crescere… disporrà l’animo alla libertà dell “esperienza” …
      In questo caso…del MESSAGGIO contenuto nella vita e nelle scelte del POPOLO ABORIGENO AUSTRALIANO.

      Ricambio il bacio…e gli auguri di buon anno!

      Nives

      "Mi piace"

  5. Sai che un medico diede a una sua paziente questo libro da leggere come terapia? Io l’ho regalato al mio amio Bali e lui… credo non l’abbia ancora letto, aspetta l’ispirazione: non sa quello che si perde!!!

    (puoi cancellare i due commenti che sono partiti vuoti? Sto commentando dal lettore non ho molta pratica a farlo da qui e mi sono impicciata 😳

    "Mi piace"

    1. Il libro-romanzo illustra un ambiente, una cultura, dei valori, tanta saggezza senza tempo, che arriva al cuore del lettore con la forza di un potente MESSAGGIO esistenziale, una VERITA’ che… l’autrice del libro definisce “senza voce”.
      Non ho ancora terminato di leggere il romanzo…perciò non so dire se si riferisce a quel MESSAGGIO SENZA VOCE…che la mia famiglia ed io abbiamo percepito, trovandoci inconsapevolmente nel bel mezzo di una notte buia, in un indefinito punto del deserto australiano, (privo di riferimenti e possibilità di contatti con la civiltà). Impauriti dagli animali selvaggi, dagli incendi, e con poche riserve di carburante, acqua e cibo…
      Solo dopo abbiamo pensato al popolo aborigeno che secondo noi, “sopravvive” in questi luoghi aspri e inospitali…Solo dopo abbiamo percepito la sacralità vissuta da esseri umani in stretto rapporto con se stessi, col mondo, con la vita…
      Purtroppo sprovveduti… rispetto alla ferocia dei fratelli dalla pelle bianca!!!
      Cara Diemme…come non capirli, o meglio…approvarli, se preferiscono rimanere nella purezza dell’esistenza?

      Un abbraccio

      Nives

      "Mi piace"

I commenti sono chiusi.