Archive for febbraio 2014

Vita Interiore

parcheggio per auto

“Mi viene in mente un episodio legato al mondo delle arti marziali. Una volta, un maestro, camminando per la strada, ha visto uno dei suoi migliori allievi uscire dalla metropolitana servendosi delle scale mobili.

metropolitana

Il dolore e l’indignazione erano stati grandi. Che cosa aveva imparato, in tutti quegli anni di pratica? Soltanto a ripetere delle forme, delle tecniche. Le eseguiva bene, benissimo, ma erano vuote, senza spirito, senza vera potenza.

allievo e maestro

Capisci dov’è il problema, la pietra dello scandalo? Nelle scale!

scale mobili

Se l’allievo avesse avuto il giusto spirito, sarebbe salito a piedi, perché l’attitudine corretta è quella che vede la fatica e la affronta, senza scegliere la via più comoda. Le grandi conquiste della vita interiore cominciano da quelle piccole, nell’esistenza pratica. Prendo le scale e non l’ascensore, mi alzo da tavola con il senso della fame e non mi abbuffo, non metto il condizionatore d’aria o il riscaldamento al massimo, sopporto un po’ di caldo o di freddo.

figlio della luce

Assecondare il corpo nel suo desiderio di comodità vuol dire spingere lo spirito nella nebbia dell’ottusità. Magari avremo grandi parole nella bocca, ma dietro quelle parole ci sarà solo lo scheletro, in fil di ferro, di un manichino.”

Susanna Tamaro

da “Più fuoco, più vento”  ed. Rizzoli, Milano

figlio della luce

 

Filastrocca

FILASTROCCA NEL CESTELLO…

filastrocca del cestello

…quel ch’è buono quel ch’è bello!

Buono è il latte zuccherato

latte zuccherato

e il miele profumato

miele profumato

Le albicocche e le susine

cestello di frutta

Le ciliegie porporine

ciliegie porporine

Fresche fragole e lamponi

fresche fragole e lamponi

Tanti frutti tutti buoni

frutta

Per la gioia dei bambini

stupore e meraviglia

anche due cioccolatini.”

cioccolatini-tea-time

BUON APPETITO!!!

DA ZIA GENOVEFFA

Recensione

LIEBSTER AWARD

Non so che dire cari amici…per la sorpresa!

Il fatto è che non sono stata premiata MOLTO nella mia vita!

Questo è per “civuoleunfiore” il secondo AWARD: il secondo Premio o Recensione, ed è per me un fatto incredibile perché…è come se fosse stato apprezzato  “il giardino dei fiori d’amore”….

che ho lavorato, seminato, nutrito, innaffiato…

per continuare a sperare,  a credere,  a sentirmi bene…

Per accorgermi  ancora dell’amore, della bellezza, della bontà che mi circonda…

 Per scoprire in me ogni giorno di più, le ragioni ultime della meravigliosa occasione di VITA  che mi è stata donata!

onestà

Non so tradurre il senso del  LIEBSTER AWARD!

Mi piace pensarlo come una splendida LODE  ai FIORI D’AMORE scelti per il mio GIARDINO!

  Sono quindi riconoscente ad ISABELLA SCOTTI http://isabellascotti.wordpress.com/   per l’ ATTENZIONE  e PROMOZIONE…

rivolte a questo piccolo BLOG, umilmente  impegnato a raccogliere il bene in profumati bouquet… per la mia casa e quella degli amici!  

1041154__colorful-bouquets_p

Ed ora eccomi a rispondere alle interessanti domande che ISABELLA mi pone:

1 –  Ami più il mare o la montagna?

La montagna.

2 –  Preferisci andare al cinema o vedere la televisione?

Preferisco il cinema.

3 –  Ti piace la musica classica?

Mi affascina molto.

4 –  Preferisci guardare più al futuro che al passato?

Cerco di cogliere il massimo dal presente.

5 –  Che mezzi di trasporto preferisci?

Se potessi la bicicletta. Ho però scoperto da poco l’aereo. 

6 –  Badi più all’esteriorità o pensi che bisogna prima guardare a se stessi?

Cerco  ciò che più mi rende felice e che risiede in fondo al cuore. 

7 –  Come giudichi il tempo che stiamo vivendo oggi?

“Nulla di nuovo sotto il sole”

8 –  Ti piace visitare musei?

Tantissimo!

9 – Che stagione preferisci?

Ogni stagione della vita ha il suo fascino.

10 –  Ti sei mai trovato in difficoltà per qualcosa?

A trent’anni, nel dare alla luce l’ultimo figlio.

contadino_che_semina_2

 E’ per me un piacere consegnare ora il LIEBSTER AWARD a delle amiche che ho conosciuto nel web e che stimo molto:

Maria Rosaria: ili6.worpress.com

Lucetta: http://lucetta2014.wordpress.com/

Libera: http://accantoalcamino.wordpress.com/

Rossana: http://rossanamorandini.wordpress.com/

Ester: http://espress451.wordpress.com/

Mapina: http://freereign.blog.kataweb.it/

Lucia: http://luciabaciocchi.wordpress.com/

Sabby: http://leamichedelsabato.wordpress.com/

Gina: sonoqui.wordpress.com

Silvana: http://casalingarivoluzionaria.blogspot.it/p/il-blog-prima-e-dopo.html

pergamena

E queste sono le DOMANDE  preziose per Loro:

1 –  Ti piacerebbe vivere a Venezia?

2 –  E’ importante per Te la famiglia?

3 –  Ogni essere umano ha una sua missione da compiere?

4 –  Ama la sua essenza la donna che aspira alle posizioni maschili?

5 –  Per i figli, vale di più il benessere o una crescita armoniosa?

6 –  Li rende più forti il successo dei genitori?

7 –  Quando l’orgoglio è un valore?

8 –  Quando, secondo Te, il denaro diventa un mito?

9 –  Quando la sofferenza educa la persona?

10 –  Le Persone hanno ancora qualcosa da imparare dalla Natura?

VIVA GLI SPOSI!

ENRICO E ILARIA

ECCOLI! AMICI CARISSIMI!  ARRIVANO DALL’…AUSTRALIA!

PER CORONARE IL LORO…SOGNO D’AMORE!

ilpiubellodeigiorni

L’11-12-13 E’…”IL PIU’ BELLO DEI GIORNI”!

viva gli sposi!

MUSICA, FIORI, BIMBI GIOIOSI…ANNUNCIANO LA SPOSA!

ilpiubellodeigiorni

 E’ BELLISSIMA…PREZIOSA…RAGGIANTE!

viva gli sposi!

LO SPOSO INNAMORATO…TRASCENDE!

viva la sposa!

 E NELLA MAGIA DEL SOLARE INCONTRO…

viva gli sposi!

E’ SUBITO CASA!

“IL PIU’ BELLO DEI MARI

E’ QUELLO CHE NON NAVIGAMMO

IL PIU’ BELLO DEI NOSTRI FIGLI

NON E’ ANCORA CRESCIUTO

I PIU’ BELLI DEI NOSTRI GIORNI

NON LI ABBIAMO ANCORA VISSUTI

E QUELLO

CHE VORREI DIRTI DI PIU’ BELLO

NON TE L’HO ANCORA DETTO.”

(Nazim Hikmet)

il giorno più bello

VIVA GLI SPOSI!

La luce alla finestra

luce alla finestra

LO INCONTRAI LA PRIMA VOLTA IN UN GIORNO D’ESTATE DEL 1936.

Ero entrata frettolosa nella sua oscura botteguccia per farmi rimettere i sopratacchi alle scarpe. Mi accolse cordialmente: “E’ poco che abitate in questo quartiere non è vero?”. Ammisi di essermi trasferita nel casamento all’estremità dell’isolato soltanto una settimana prima. “E’ un quartiere simpatico” mi rispose. “Ci starete bene”. Seduta con le sole calze ai piedi lo guardavo mentre toglieva i vecchi sopratacchi e con un mormorio di disappunto esaminava il cuoio già molto logoro dei talloni. persi un poco la pazienza perché avevo fretta di recarmi ad un appuntamento e gli dissi: “Faccia in fretta per favore.”

ciabattino

Al di sopra delle lenti cerchiate d’acciaio alzò verso di me uno sguardo di rimprovero. “Suvvia signora non ci metterò molto tempo. Voglio fare un lavoro come si deve.” S’interruppe. “Vede, devo tenermi fedele a una tradizione”.

calzolaio

Una tradizione? In quella botteguccia dove non esisteva nulla che potesse distinguerla dalle tante botteghe di ciabattino sparse nelle vie secondarie di New York? L’uomo dovette avvertire la mia sorpresa perché sorrise e continuò: “Sì signora ho ereditato una tradizione. Mio padre e mio nonno erano calzolai in Italia, i migliori del loro genere. Mio padre mi diceva sempre: “Figliolo accomoda nel miglior modo possibile ogni scarpa che entra in bottega e sii orgoglioso del tuo lavoro. Così sarai doppiamente benedetto: “avrai la felicità e la prosperità”. ” Nel porgermi le scarpe riparate disse: “Ora dureranno un po’ di più. E’ cuoio buono”.

Me ne andai già in ritardo eppure portai con me un senso di grato tepore. Tornando a casa passai di nuovo davanti al negozietto. Era lì, chino sulla sua forma. Così cominciò una grata amicizia. Erano gli anni opprimenti e ansiosi della guerra. Ogni giorno passando davanti alla bottega ci scambiavamop un cenno di cordiale saluto. Dapprima entravo soltanto quando avevo necessità della sua opera poi presi l’abitudine di fermarmi saltuariamente a far quattro chiacchiere. Era molto alto ma i lunghi anni di fatica lo avevano incurvato. Aveva i capelli radi e grigi, il viso segnato da profonde rughe. Sopratutto mi sono rimasti impressi nella memoria i suoi begli occhi castani vividi di bontà e arguzia. Era l’uomo più felice che avessi mai conosciuto. Spesso quando lavorava cantava a piena gola. Gli italiani del vicinato lo chiamavano “la luce alla finestra”.

ciabattino

Un giorno mentre stavamo parlando si volse a salutare un passante poi mi disse: “Ecco un uomo che mi piacerebbe conoscere. Sono anni che lo vedo passare di qui. Vorrei proprio che entrasse una volta o l’altra perché ha un bel viso aperto” Non gli dissi che si trattava di un mio conoscente, ma una settimana dopo mi raccontò: “Avevo avuto ragione nel giudicare quell’uomo. Si è fermato qui ieri e abbiamo fatto una bella chiacchierata”. Compresi allora che la bontà e la sincerità di questo gentile calzolaio avevano riscaldato un altro cuore come già il mio. I bambini che sembravano germogliare dai marciapiedi entravano a sciami nella sua bottega. Erano sempre i benvenuti.

Un giorno uscii di casa furibonda con gli imbianchini che mi avevano fatto un pessimo lavoro. Nel vedermi passare il mio amico mi fece il consueto cenno di saluto con la mano ed io entrai nel suo negozio per sfogarmi. Mi lasciò parlare concitatamente della trascuratezza degli operai. Affermai che non avevano l’orgoglio del loro lavoro anzi che non avevano addirittura voglia di lavorare: non pensavano che ad intascare i loro salari. “Davvero” fece “c’è in giro tanta gente a quel modo. Ma forse non è tutta colpa loro. forse prima nemmeno i loro padri erano orgogliosi del lavoro che facevano. Questo è un grande svantaggio per i figli, li priva di qualcosa di molto importante.” “Che cosa si potrebbe fare per porvi riparo?”, domandai. Indugiò a rispondere poi mi guardò fisso in viso. “C’è un solo mezzo. Tutti coloro che non hanno ereditato una bella tradizione devono iniziarne una. In questo Paese dove la libertà di cui godiamo permette ad ognuno di noi di portare il proprio contributo alla società dobbiamo far sì che il nostro contributo sia di buona lega. Qualunque sia il genere di lavoro che ognuno di noi compie, se ogni giorno vi mette il meglio di sé stesso, inizia una tradizione che i suoi figli dovranno uguagliare.”

antichi mestieri

Viaggiai all’estero per qualche mese. Poco dopo il mio ritorno recandomi alla sua bottega pregustavo la gradita sorpresa che avrebbe provata nel rivedermi. Non c’era luce alla finestra. La porta era chiusa e vi era affisso un cartoncino: “Per ritirare le scarpe rivolgersi alla lavanderia vicina”. Piena di apprensione entrai nella lavanderia; il vecchio aveva avuto un colpo una settimana prima proprio lì alla finestra. Pochi giorni dopo era morto. “Sentiamo molto la sua mancanza qua in giro”. Disse il proprietario della lavanderia. “Era sempre così felice!” Me ne andai col cuore pesante. Anch’io avrei sentito la sua mancanza. Ma mi aveva lasciato qualcosa, una rara briciola di saggezza che ricorderò sempre: “Se hai ereditato una tradizione di cui andar orgoglioso devi continuarla: altrimenti devi iniziarne una nuova”. (Lois Mattox Miller)scarpe rotte

Qualcosa

 

“La musica non diventa qualcosa, bensì qualcosa può diventare musica.”

(Sergiu Celibidache)

QUADRI

Il linguaggio muto dei fiori

“Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo.”

(Tiziano Terzani)

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