Chi non dà…

…non gode.

albero di mele quadro

“Un uomo mangiava un pomo così di gusto da non accorgersi che un bimbo lo stava a guardare. -Danne un boccone anche a me-, gli disse infine il bambino. – Deve essere ben dolce quel pomo!  Ma l’uomo continuò a mangiare, e non buttò via che il torsolo. – Con la sete che ho, – disse – se ne davo a te non mi sarebbe rimasto niente-.  Si asciugò la bocca col dorso della mano e se ne andò. Ritornò da quelle parti dopo molti anni. Era una giornata calda e aveva sete. Vide una bella pianta carica di pomi e sulla pianta un fanciullo.

albero di mele quadro

– Buttami un pomo, che ho sete. – Il bambino gli disse: – Vieni a prenderlo – L’uomo si alzò in punta di piedi ma i frutti erano una spanna più alti di lui. Allora con gran fatica andò a prendere un sasso e lo portò vicino all’albero per arrivare ai frutti. Ma i pomi erano ancora una spanna più in alto di lui. Prese un altro sasso, lo mise sul primo e si alzò, ma pareva che l’albero nel fratempo fosse cresciuto di un’altra spanna. L’uomo era disperato. Allora il bambino gli disse:

albero di mele

– Ricordi tanti anni fa? Proprio qui mangiavi un pomo e buttasti via il torsolo. Ma nel torsolo c’erano i semi. Dai semi è nata una pianta. – Ah, – disse l’uomo – allora la pianta è mia! – Prendila se è tua! – Sicuro che la prenderò! – E cavata un’accetta, cominciò a menar colpi sul tronco. Al rumore che faceva, un contadino saltò fuori da una casa vicina a vedere che succedeva. L’uomo, senza cessare di picchiare, gli raccontò ogni cosa.

albero di mele

– E dove lo prendeste il pomo che avete mangiato? – Da quel campo laggiù. – Allora, andiamo adagio, perché quel pomo l’avete rubato a me e la pianta è mia. – I due cominciarono ad azzuffarsi, e ne nacque una rissa così rumorosa e violenta che tutta la gente del paese vicino corse a vedere e ciascuno, per dare un giudizio, volle assaggiare di quei pomi. In breve la pianta fu scaricata d’ogni frutto. Non ne rimase che uno sul ramo più alto e l’uomo finalmente poté prenderselo.

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Lasciò che la gente se ne andasse e già si disponeva a mangiarlo, quando s’accorse che un bambino lo guardava. Allora gli disse: – Vuoi dare un morso anche tu?- Il bambino prese il pomo e a piccoli morsi se lo mangiò tutto. L’uomo lo guardava e non faceva nessun gesto per dirgli: – Ora tocca a me –

cesto di mele

Disse invece: – Io ne ho assaggiato un boccone, eppure solo a vederti mangiare, mi sono levato la sete. –

alberi di mele

– Perché – disse il bambino – si gusta più il boccone che si dà, che il boccone che si nega. –

Renzo Pezzani

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8 pensieri riguardo “Chi non dà…

    1. Già, tutti sanno che è più bello donare che ricevere ma perché…pochi lo fanno?
      Perché siamo sempre in autodifesa di quanto abbiamo avuto la fortuna di avere?
      Perché è così difficile mettersi nei “panni degli altri?”
      A che serve essere “uomini intelligenti”????

      Ciao Libera, a presto!

      Nives

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    1. Grazie Silvia, buon pomeriggio anche a Te!
      Anch’io penso che PEZZANI, col suo semplice racconto, è riuscito a sottolineare benissimo, le diverse emozioni di quel cuore che…prende o dona.

      Nives

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