Lettera alla Famiglia

sposi

“Trovo assurdo voler definire un tempo per sposarsi o per creare un insieme famigliare, per trovarsi una compagna o un compagno con cui costruire un legame e un ambiente umano per generare e crescere figli.

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Trovo assurdo aspettare, pensare prima alla carriera e realizzarsi sul piano della singolarità. Idee che contengono la percezione dell’insieme famigliare come negativo per la propria individualità. Quando si sente forte il bisogno dell’altro, quando si è attratti da un progetto di famiglia, è tempo di costruirla anche se si presentano delle difficoltà concrete. I sentimenti devono trovare spazio sempre e non vanno sacrificati e resi asfittici dai progetti dell’attesa di un domani più propizio, quando lo stipendio sarà più adeguato.

sposi-luna-di-miele-spiaggia-nozze La voglia di diventare padre e madre, di stare con una persona che è fatta per te, non può attendere. Non può aspettare il prossimo anno quando sarà possibile sostenere la spesa di un pranzo di nozze.

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Analogamente non aspettate un tempo economico propizio per fare un figlio; programmatelo non sulla base dei conti economici, ma semmai di quelli affettivi. Sulla intensità del desiderio di dedicarvi a una nuova vita che voi fate e che voi contribuite a crescere.

famiglia

Sulla società della pianificazione economica bisogna innestare con priorità la logica degli affetti, poiché senza affetti anche l’economia diventa difficile o ancor più difficile. E’ sempre tempo per amare, è sempre tempo per prendere moglie o marito. E’ sempre tempo per fare un bambino. Basta averne voglia e saper programmare il proprio essere padre o madre che sono funzioni umane prima che espressioni di valuta pregiata. Guardate ai sentimenti, non alle quotazioni in Borsa.”

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 (Vittorino Andreoli)

15 responses to this post.

  1. Concordo molto con il pensiero di Andreoli ed apprezzo il commento di Marco sognatore. Ciao Nives. Buona notte.

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    • Sì Lucetta…Come dice bene Andreoli, occorre fare il tifo per la forza della amore e della vita!
      Goethe scrisse. “Solo i gesti concreti dimostrano la forza dell’amore”.
      Dare tutto per la carriera, per il denaro, per se stessi…non produce vera felicità,
      Un abbraccio.
      Nives

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  2. Sono d’accordo, con qualche riserva… E’ vero che non esiste “il tempo propizio”, ma occorre anche un minimo di senso della realtà: i figli costano, non basta metterli al mondo…

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    • Sì…i figli costano! Ma i figli più sono coccolati e viziati, più sono annoiati, pretenziosi, infantili e poco creativi. Confrontando le varie generazioni della mia vita, preferisco la generazione vissuta tra le due guerre mondiali. La generazione dei miei nonni, cresciuta attraverso stimoli di ogni genere…provenienti non certo dai banchi di scuola, dalla tecnologia…o dal benessere, ma bensì dalla vita che pulsava dentro il cuore e non voleva invecchiare prigioniera.
      Ciao Monique…buona giornata!
      Nives

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      • Concordo, quella era una generazione “giusta”! Noi oggi non abbiamo da offrire neppure la speranza ai nuovi nati, perchè non abbiamo più quella che tu definisci “la vita che pulsava dentro”.
        Buona giornata!

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  3. Ben detto! Se le persone fossero meno bloccate, poi non avrebbero neanche bisogno di forzare la natura con tutto quello che ne consegue (per esempio, errori come quello dei gemelli di una coppia che nasceranno per errore dal ventre di un’altra, che la legge riconosce come suoi e che col piffero li mollerà mai!)-

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    • E’ vero Diemme…esistono purtroppo queste grandissime sofferenze provocate da desideri non amati, non gestiti e confrontati con la realtà possibile.
      Amare un sogno secondo me significa tentare di realizzarlo con quanto ci è permesso…e non contro natura.
      L’amore donato a un bimbo solo e abbandonato…penso possa essere autentico quanto l’amore per un proprio figlio, anzi, forse….più intenso e responsabile.
      Il bisogno e il desiderio non egoistico, di essere padre o madre, secondo me non cambia a seconda del ventre estraneo che ha custodito il figlio.
      La genetica, il ventre…diventano fattori primari sulle scelte, solamente quando il desiderio di dedicarsi a una nuova vita, non è proprio autentico, forte e vivo!
      Ciao Diemme, buona giornata!
      Nives

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  4. Bah… dipende da ciò che si desidera di più. Se si desidera tantissimo fare figli è meglio farli e basta, senza paranoie: i figli si facevano anche quando cadevano le bombe sulle città.
    Se invece si desidera maggiormente qualcosa che è incompatibile con la vita famigliare e i figli (e CI SONO ECCOME cose incompatibili!! soprattutto per le donne) allora bisogna prenderne atto e fare una scelta.
    Cioè, io la vedo molto semplice: ognuno mette i pro e i contro sui 2 piatti della bilancia e guarda da che parte pende. Tutto lì.

    Trovo invece anch’io poco sensato l’aspettare “un periodo migliore” per quanto riguarda l’aspetto economico:
    Primo, i periodi migliori non arrivano mai! C’è sempre un motivo perchè sia meglio aspettare il migliore.
    Secondo, personalmente NON sono un amante delle esteriorità sfarzose: si può andare a vivere insieme e fare sesso anche senza la tv al plasma con impianto “home theatre”, la cucina per forza “più amata dagli italiani”, un matrimonio principesco con 300 persone e vestito acquistato per quell’unico giorno.

    Poi ognuno fa ciò che vuole: si può anche non aver soldi e non rinunciare comunque a un matrimonio degno del principe Indiano, se si ha voglia di addossarsi un bel finanziamento e passare i prossimi anni tappati in casa e mangiare solo polenta e pastasciutta per riuscire a pagare i debiti, i pannolini e il latte in polvere…

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    • Andreoli suggerisce i sentimenti…la voglia di famiglia e di programmare l’essere padre o madre. Dice che quando questi sono forti e chiari, bisogna ascoltarli e seguirli…costi quel che costi….perché sono VITA!
      L’economia, la carriera, le rinunce…sono secondarie rispetto alla VITA E ALL’AMORE.
      Grazie Marco del bellissimo commento, che condivido pienamente…
      Io però non mi tapperei in casa…
      Uscirei a godermi il sole, i prati e…mangerei frutta e verdura, e magari… qualche ovetto donato dal cortile.
      Un caro saluto!
      Nives

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  5. Posted by Rebecca Antolini on 30 ottobre 2014 at 12:13

    L’amore arriva improvisamente .. e ci fa stare bene.. si deve oggi pensare bene quanto si deve invistire in un matrimonio.. e meglio un matrimonio modesto, una casettina modesta.. dove nonostante tutto c’è anche spazio per un bambino/a.. fondamentale e l’unione del’amore … il lusso non garatisce la felicità.. ti abbraccio cara Nives ;-)

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    • I miei nonni materni hanno avuto 11 figli e la loro casa, in affitto, misurava 60 mq!
      Le difficoltà e anche i patimenti erano grandissimi (infatti, due bimbe sono morte molto piccole)…però, l’affetto tra loro e l’amore per la Vita non sono mai venuti meno…e l’hanno trasmesso ai figli che, a loro volta, si davano da fare con creatività ed entusiasmo…per crescere, VIVERE e a loro volta amare.
      Concordo con Te cara Pif: “il lusso non garantisce la felicità”!
      Bacione.
      Nives

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      • Posted by Rebecca Antolini on 30 ottobre 2014 at 15:07

        una volta le cose erano diversi, oggi simo influenzato dalla tv… prendiamo i popoli aborigine entinche che non sono mai stato in contatto con nostra civiltà…vivano in tanti in spazzi ridotti, ma sono felice e i bambini sanno sorridere anche senza tutto quello lusso che per noi e cosi fondamentale.. ;-)

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  6. Posted by Silvia on 30 ottobre 2014 at 11:51

    Bella come lettera….ma bisogna stare con i piedi per terra purtroppo, come fanno i ragazzi a farsi una famiglia quando non hanno una casa dove poter stare, un lavoro su cui contare, senza reddito al giorno d’oggi non si può far niente, purtroppo non si campa d’aria, soprattutto se si vuole avere un bambino…..è triste, ma la realtà quotidiana è questa.Buona giornata Nives.

    Date: Thu, 30 Oct 2014 09:16:36 +0000 To: silvia-1959@live.it

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