Luigi Settembrini

costituzione

Cittadino e maestro esemplare Luigi Settembrini fu uno dei più puri patrioti del Risorgimento.

Nato a Napoli il 17 Aprile 1813, vi studiava legge quando a 17 anni, già orfano di madre, perdette il padre da cui ebbe in eredità l’amor di patria insieme con la povertà e cinque fratelli minori da mantenere. Ciò nonostante, a 22 anni, poté ottenere per concorso la cattedra di lingua greca al liceo di Catanzaro e poté prendere per moglie la fanciulla dei suoi sogni.

Luigi Settembrini

L’affetto per la famiglia non gli fece però trascurare l’amore per la patria oppressa dai Borboni. Divenne quindi cospiratore coi seguaci di Mazzini, ma tradito per lucro da un compagno, fu arrestato l’8 maggio 1839 e tradotto nel carcere di Napoli. Tre anni dopo fu liberato per mancanza di prove,  ma privato della cattedra e tenuto d’occhio. Riuscito più tardi a rifugiarsi a Malta col figlio Raffaele, tornò a Napoli dopo la rivoluzione palermitana del gennaio 1848 e la proclamazione della Costituzione, a cui fu costretto Ferdinando II. Ma poiché subito dopo il re se ne pentì e iniziò la reazione, il Settembrini con Silvio Spaventa creò l’associazione segreta “Unità italiana”.

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Fu tradito ancora da un tale Iervolino, spia pagata, e il 23 giugno 1849 arrestato per la seconda volta e condannato al capestro con altri due patrioti dopo un processo lungo ed iniquo. Quando gli fu comunicata in carcere la sentenza, egli disse calmo all’usciere: “Ringraziate la Corte in nome di Luigi Settembrini”. Né perse la calma e la fierezza nei “tre giorni in cappella” (riportati nelle sue celebri “Ricordanze”) che avrebbero dovuto precedere l’esecuzione della sentenza. Ma all’ultimo momento la condanna capitale fu commutata, per lui ed i compagni, in ergastolo a vita.

Dieci anni dopo il re preferì liberarsi dei prigionieri politici e li fece imbarcare per deportarli in Argentina. Se non che un audace colpo di mano del giovane Raffaele, figlio del Settembrini ed ufficiale della marina britannica, li portò in Inghilterra verso la libertà. Dopo la cacciata dei Borboni dal Regno delle Due Sicilie, il Settembrini tornò a Napoli dove riprese l’insegnamento. Nel 1873 fu nominato Senatore ed il 3 novembre 1876 chiuse in povertà la sua nobile vita.

MemoriadiLuigiSettembrini

10 responses to this post.

  1. Posted by Rebecca Antolini on 17 gennaio 2015 at 07:22

    Cara Nives, grazie per questo post culturale, abbi un felice weekend, io mi prendo un piccolo tempo di pausa per riflessioni .. tornerò presto… un abbraccio Pif♥

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  2. Grazie per questo post, ho imparato cose che non sapevo. Un grande abbraccio

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  3. Posted by Silvia on 16 gennaio 2015 at 18:42

    Un post molto interessante, buon fine settimana Nives :)

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  4. Una bella figura, un uomo tutto d’un pezzo come ce ne sono pochi al giorno d’oggi. Forse esistono ancora persone così ma non emergono.

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    • Sapere che certe persone sono state…(e possono ancora essere), secondo me è consolante e…nel mio piccolo, anche stimolante!

      Un stretto abbraccio, cara Lucetta!

      Nives

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  5. Leggere questo articolo mi ha fatto pensare che mi piacerebbe tanto insegnare storia, e trasmettere ai ragazzi questi messaggi… tra cui, pure che i traditori e le spie sono la norma, e guardarsi le spalle il più possibile mentre lottano, giustamente, per i più alti ideali!

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    • Sì Diemme! Sì, la Storia insegna ma…purtroppo, viene dimenticata! E quel che è più triste, secondo me, è che non rimane nemmeno la Sua sostanza, nemmeno il messaggio che lascia!
      Tante volte dovremmo…”fermarci”…”fare un passo indietro”…”guardare meglio”…
      Buona giornata!
      Nives

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