Archive for maggio 2015

Respiro

“La vita scaturisce sempre da una ferita.  E’ l’amore.”

(Maria Zambrano)

Acqua amara

“Una certa dolcezza del vivere mi sarebbe di certo fatale. Quel che mi occorre è l’acqua amara.”

Ho avuto spesso occasione di citare lo scrittore cattolico francese Georges Bernanos (1888-1948) che ho letto fin da liceale e che in questi tempi mi è stato spesso riproposto da un mio collaboratore che si è dedicato a ricostruire la “teologia” sottesa alla serie degli scritti di questo autore certamente “forte” a livello ideologico. Così,  mi capita di imbattermi in una lettera che Bernanos indirizza a un ecclesiastico che fu suo interlocutore, padre Bruckberger. La lettera è datata 1939 e mi offre la frase suggestiva che sopra ho citato. Essa è un essenziale e simbolico autoritratto dell’autore del “Diario di un curato di campagna”: egli fu costantemente in ricerca delle verità ultime, si accampò alla frontiera tra bene e male, si levò come testimone che denuncia la colpa e celebra la grazia. La sua bevanda più cara fu certamente “l’acqua amara” e non certo le bibite dolci di certo devozionalismo consolatorio. Egli era convinto (e lo ripeteva) che Cristo ci ha invitati non ad essere il miele della terra, bensì il sale aspro e bruciante. Questa concezione può, certo, essere un po’ radicale ma ha una verità indiscussa e necessaria, sopratutto nei nostri giorni nei quali sono di moda i beveroni New Age, nei quali il cristianesimo si stempera in una generica fraternità caritatevole o, peggio, in una superficiale spiritualità inoffensiva. Ritorniamo – come antidoto alla banalità – alle parole “dure” e pure del Vangelo, all'”acqua amara” al palato che è però dolcezza per la coscienza. (Gianfranco Ravasi)

“Tutto è grazia.”  (Georger Bernanos)

Vangelo

Un’altra prospettiva

Dire: “Preferirei di no!” esce dallo stato di

sottomissione e passività…per ritrovare

una propria voce di silenzio sottile, e tuttavia

incrollabile.

Il “Preferirei di no!” segna il passaggio dalla

condizione di mansueto e docile, a quella di mite.

E’ il passaggio da una postura statica a una mobile,

un cambio drastico nel modo di guardare sé e

il mondo. Un’ulteriore scoperta dell’arte della

prospettiva.

Il mite diniego ha l’impeto non solo umile, nonpiù

solo mansueto: ha l’impeto che spezza l’ordine

delle cose, che accelera il movimento, anche se

di primo acchito il balzo verso la nuova postura

si presenta come arresto completo delle attività.

Ci sono soste e silenzi che sono una corsa.

E’ sempre

dal loro contrario che capiamo il significato

delle cose e dei moti dell’animo.

(Barbara Spinelli)

essenzialità

Il Valore della Famiglia

Reinhold Messner

Come vive oggi Messner?

“Vivo una vita normale. Ho una splendida moglie, quattro figli e porto avanti una catena di Musei e tre Masi di montagna (abitazioni rurali che si trovano nel Trentino-Alto Adige, n.d.r.). Oggi però non ho più la cima dell’Everest come obbiettivo finale”.

Con cosa l’ha sostituita?

“La mia gioia è basata sulla famiglia e sulla possibilità ancora di creare e di fare. Io e mia moglie ci siamo divisi molto chiaramente le responsabilità.”

Messner felice

Tipo?

“Lei, ad esempio, la mattina prepara la colazione e accudisce in maniera esemplare la mia figlia più piccola che ha nove anni. Inoltre decide cosa possono fare o non fare i nostri figli. Generalmente io rispondo sempre sì alle loro richieste ma l’ultima parola spetta sempre a mia moglie.”

Lei, invece, che tipo di responsabilità ha?

“Devo ottemperare a tutti gli impegni lavorativi, come ad esempio quello dei Musei. Abbiamo una bella organizzazione. Io vengo da una grande famiglia, eravamo nove figli, una cosa oggi impensabile. Da sempre, quindi, apprezzo il valore della famiglia e per questo dico che essa è la base della società. Se le famiglie funzionano la società ha un futuro, se invece si frantumano, scende il buio.

Messner papà

Fortunatamente il Italia la famiglia ha ancora un gran peso e speriamo sia ancora così per lungo tempo. Oggi molti ragazzi, non riuscendo a mantenersi da soli, vivono nella stessa casa dei genitori anche da adulti. Sicuramente non è il massimo, in quanto non maturano l’esperienza, ma almeno restano in qualche modo legati alla famiglia. In Italia c’è tanto bisogno di famiglie con più figli.” (Reinhold Messner)

La Sposa

 

“Vergine bella, che di sol vestita,

coronata di stelle, al sommo Sole

piacesti sì che ‘n Te Sua luce ascose,

amor mi spinge a dir di Te parole;

ma non so ‘ncominciar senza Tu ‘aita,

et di Colui ch’amando in Te si pose.

Invoco Lei che ben sempre rispose,

chi la chiamò con fede.

Vergine, s’a mercede

miseria extrema de l’humane cose

già mai Ti volse, al mio prego T’inchina:

soccorri a la mia guerra,

ben ch’i’ sia terra, et Tu del ciel regina.

(Francesco Petrarca)

Fiori di Lilla

Dedicata a tutti gli amici

del cuore:

BUONA DOMENICA!

DIRITTI UNIVERSALI

AUGURI

A QUESTA DICHIARAZIONE UNIVERSALE

CHE CONSIDERO

PATRIMONIO DELL’ UMANITA’! 

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