Il salto libero

Maria Madre di Gesù

(Maurice Bellet)

“Il risultato della rinuncia è solitamente la fine

del carattere conflittuale che l’inizio del processo

di rinuncia riveste. Non che si passi a una

semplice tranquillità, senza più né ansie né ferite,

si passa piuttosto alla forza, a una forza diventata

libera, libera per la relazione, libera per tutto ciò

che vi è connesso.

confidenza in Dio

Se la rinuncia conservasse un carattere di repressione,

se restasse un conflitto bloccato, questo sarebbe

segno di fallimento.

Si deve andare oltre, senza rimuovere la rinuncia.

Il processo della rinuncia è altro dal cambiamento

positivo che si scontra con le resistenze del modo

di essere di prima.

Si capisce rinunciando come la rinuncia sia così

prossima a quell’altra operazione che è la liberazione,

la salvezza.

mitezza

6 pensieri riguardo “Il salto libero

  1. In queste parole, secondo la mia intelligenza media, si nasconde o meglio è chiaro un concetto che si apprende con il tempo….io sono riuscita a farlo mio solo con l’età. Solo ora mi accorgo che le mie rinunce mi rendono sempre più libera.

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    1. E’ vero Lucetta, non è semplice sentire con il cuore il valore della rinuncia!
      Forse è troppo alto, troppo grande..che, solo i “piccoli” lo comprendono senza ragionamento.
      Leggendo il pensiero di Maurice Bellet, al momento non sono riuscita a trovare
      esempi luminosi che mi parlassero della rinuncia.
      Poi ho pensato a quella fanciulla pura e semplice chiamata Maria, e poi a Dio Creatore che sceglie di farsi Bambino per Amore delle Sue Creature, e poi, per amore, si lascia mettere in croce senza reagire. Poi ho pensato alle piccole rinunce di tanti bambini che…per un valore più alto, rinunciano a giocare, studiare, ecc.
      Mai poi ho pensato a chi sceglie la vita consacrata, le missioni, alcune professioni che si fanno prossimo verso i sofferenti, alle donne che rinunciano alla loro vita sociale per un’armonia e una serenità famigliare. Ho pensato a Santa Beretta Molla, ma poi a Papa Benedetto XVI, a San Francesco…a tutte quelle persone che rischiano la vita (Don Ciotti, Don Mazza, Falcone, Borsellino,ECC…)

      E’ altissima la scelta di rinunciare a se stessi, ma è difficile… perché la ragione sembra contraria, e viene vissuta quasi come un’ingiustizia verso diritti sacrosanti della persona.

      “Si capisce rinunciando come la rinuncia sia così prossima a quell’altra operazione, che è la liberazione, la salvezza.”

      Ciao cara amica Lucetta, ti abbraccio forte!

      NIves

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