Nascere di nuovo

“La speranza è fame di nascere del tutto, di

portare a compimento ciò che portiamo

dentro di noi solo in modo abbozzato. In questo

senso la speranza è la sostanza della nostra vita, il

suo fondo ultimo; grazie a essa siamo figli dei

nostri sogni, di ciò che non vediamo e non possiamo

verificare.

Affidiamo così il compimento della nostra vita a

qualcosa che non è ancora, a un’incertezza.

Per questo abbiamo tempo, siamo nel tempo: se

fossimo già formati del tutto, se fossimo già nati

interamente e completamente, non avrebbe senso

consumarsi in esso.

La speranza da alla vita umana un carattere angoscioso,

le trasmette la sua ansia sempre insoddisfatta,

il suo sforzo illimitato, dato che nessuna fatica è

sufficiente per colmare quella speranza che geme.

Perciò è necessario nascere sempre di nuovo: non

si finisce mai di nascere, e non è dato una volta

per sempre il proprio mondo, il proprio luogo:

ciascuno deve incessantemente partorire se stesso

e la realtà che lo ospita.”

(Maria Zambrano)

fiorisce la speranza

Petali bianchi di Speranza

Omaggio alle Vittime di Tutte le Guerre e all’Umanità Ferita

2 responses to this post.

  1. Ciao Daniela, grazie a te per l’attenzione e la cura che dedichi alle mie impegnative condivisioni.
    La scelta di questo Post è nata dall’ansioso bisogno di sperare…in tanti…insieme!
    Perché sperare è…”un continuo rinascere” (come dici tu)!. Sperare è un “andare”, è “agire”, è “fidarsi” del sogno che illumina il futuro. (Come San Francesco, che non ha tardato e ha cercato il Sultano, e gli ha parlato del Dio dell’Amore.
    Dopo i gravissimi attentati alla pace di questi giorni, mi sembra di udire il lamento silenzioso degli “ultimi del mondo”…degli “innocenti e indifesi”, che hanno la sfortuna di trovarsi proprio in quello spazio e in quel tempo…
    Cara Daniela, ti lascio questo pensiero trovato sul web, sperando di farti cosa gradita:
    Ricambio di cuore l’affettuoso abbraccio
    Nives

    Pubblichiamo la lettera di Massimo Greco, docente.

    Ai miei studenti, in un momento difficile.

    Voi siete giovani, e vivete le paure e le speranze che sono di tutti i giovani, quale che sia il contesto che c’è attorno. La speranza di avere una buona vita. di incontrare la persona giusta, di essere felici, di fare cose belle e buone. Voi avete diritto a un mondo migliore di questo, non perché questo mondo sia brutto, ma perché il mondo può sempre essere migliore, c’è sempre qualcosa da fare, quando le cose vanno male, ma anche quando vanno bene.

    In questi giorni notizie terribili ci parlano di giovani come voi la cui vita è stata spezzata da un odio cieco, ancora peggiore perché si nasconde dietro una motivazione di fede. Ebbene, io credo che la prima cosa che dobbiamo fare sia sempre quella di capire, e questo è un compito in cui gli adulti, e la scuola in primo luogo, devono essere al vostro fianco.

    Ma per poter cercare di capire, per cercare le ragioni, per poter sperare è necessario essere liberi, e voi non dovete permettere a chi uccide giovani come voi di privarvi della vostra libertà. Quella di poter dire la vostra opinione, ma anche quella di poter andare a un concerto, a una partita di calcio o a bere qualcosa con gli amici senza che la vostra vita sia messa in discussione dal fanatismo e dall’odio.
    La vostra libertà ha una storia, studiatela per non farvela portare via, la vostra libertà si esercita nel diritto a conoscere, mentre quelli che hanno ucciso a Parigi sono gli stessi che uccidono chi cerca di avere un’istruzione. Perché senza istruzione non c’è libertà.

    Chi odia la libertà odia la parte migliore dell’essere uomo, chi odia la libertà tenta di togliervi la speranza. Non lasciatevi togliere la speranza, ma soprattutto non lasciate che l’odio vi contamini: imparate a distinguere tra il conflitto affrontato con rispetto e democrazia e l’odio che rende il conflitto insanabile e mortale.
    Prendete posizione, non vi nascondete, ma siate gentili anche quando siete arrabbiati.

    Siate migliori di chi predica e pratica una cultura di morte.

    .

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  2. Certo, siamo un continuo rinascere, di fronte ad ogni nuova esperienza, di fronte ad ogni nuova gioia, ogni fallimento, ad ogni disillusione, ad ogni speranza, proprio perché siamo immersi nel fluire del tempo … la cosa più bella sarebbe rinascere ogni volta arricchiti dalla nuova esperienza fatta, positiva o negativa che essa sia, in modo che il rinascere sia di volta in volta costruttivo … per me è questo il senso profondo ed ultimo dell’esistere.
    Grazie mia cara per le riflessioni che sempre stimoli in me, grazie per la tua sensibilità profonda, grazie per la gentilezza del tuo animo !
    Che la tua settimana sia serena, carissima Nives, te lo auguro con un forte abbraccio colmo di stima e di affetto,
    Dany

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