VENEZIA – La Salute –

SANTA MARIA DELLA SALUTE – VENEZIA –

La peste fu portata da un ambasciatore del duca di Mantova Carlo I Gonzaga Nevers, che venne internato nel Lazzaretto Vecchio, ma gli bastò entrare in contatto con un falegname per infettare la città, a partire da Campo San Lio[2].

Il 22 ottobre 1630 il voto del patriarca Giovanni Tiepolo: «voto solenne di erigere in questa Città e dedicar una Chiesa alla Vergine Santissima, intitolandola SANTA MARIA DELLA SALUTE, et ch’ogni anno nel giorno che questa Città sarà pubblicata libera dal presente male, Sua Serenità et li Successori Suoi anderanno solennemente col Senato a visitar la medesima Chiesa a perpetua memoria della Pubblica gratitudine di tanto beneficio»[senza fonte]. Il 26 ottobre in Piazza San Marco il Doge Nicolò Contarini, ilclero e il popolo si riunirono a pregare. Quando la peste finì erano morti 80.000 veneziani, e 600.000 nel territorio dellaSerenissima, da Brescia a Trieste, dal Polesine a Belluno[senza fonte]. Fra i morti, il doge e il patriarca.

Fotografia dal Campanile di San Marco: in primo piano la Punta della Dogana e la Salute; sullo sfondo l’isola della Giudecca con la Chiesa del Redentore diAndrea Palladio.

Per fare spazio alla nuova chiesa si scelse di demolire un soppresso complesso religioso (la Chiesa della Santissima Trinità con convento e scuola) adiacente alla Punta da Màr, la dogana di Venezia. Per poter erigere in quel posto la Basilica fu necessario un gran numero[3] di pali conficcati nel terreno ed una vasta bonifica del suolo. Già il 28 novembre1631 si svolse il primo pellegrinaggio di ringraziamento.

La costruzione fu affidata dopo un concorso a Baldassare Longhena, che aveva progettato una chiesa «in forma di corona per esser dedicata a essa Vergine», e venne finita quando il patriarca Alvise Sagredo il 9 novembre 1687 la benedisse.

Ogni 21 novembre dell’anno si festeggia la Festa della Madonna della Salute in cui i veneziani attraversano un ponte, per secoli fatto di barche, ora galleggiante fissato su pali, che va da San Marco alla basilica e vi si recano a pregare. Insieme alla Festa del Redentore, è ancora oggi una delle feste popolari più amate e partecipate dai veneziani. In tale occasione, tradizionalmente, i veneziani consumano la “castradina“, un piatto a base di montone.

Venezia

In questo solenne giorno, la Città di Venezia ha pregato la Madre

dell’unico Dio,

per la Pace e la Salute di tutta l’umanità

sconvolta

dall’odio, dalla vendetta, dalla guerra.

13 pensieri riguardo “VENEZIA – La Salute –

    1. Grazie a te, Quarc!
      Con l’amore del Petrarca per la Città di Venezia, ti auguro una serena domenica!

      « […] quale Città unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita: Città ricca d’oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra saldi marmi fondata ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile e, meglio che dal mare ond’è cinta, dalla prudente sapienza de’ figli suoi munita e fatta sicura. »

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  1. Ti ho immaginata presente alla cerimonia. Che la Madonna veramente ci protegga e soprattutto ci faccia sentire il desiderio di pace prima dentro di noi e poi fuori.
    La Pace comincia da noi e se gli uomini se ne rendessero conto profondamente, la pace finalmente regnerebbe. Buona domenica INES.

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    1. Scusa dimenticavo di dirti grazie per le notizie e le foto su Venezia. Ci sono stata varie volte anni fa, ma una volta in particolare mi è rimasta nel cuore: con delle amiche mi recai in un isolotto “San Francesco del deserto” dove c’era un convento di frati per un ritiro spirituale. Chissà se esiste ancora!!!!

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      1. San Francesco del deserto è un’isola di Venezia, chiamata così perché sembra che abbia soggiornato San Francesco di ritorno dall’Oriente.
        Sembra che l’Eremo, tutt’ora esistente, sia stato fondato da Lui stesso.
        Per i bambini veneziani rimane tutt’oggi una gita scolastica interessante, per il contatto con la Natura e la pace che si respira.

        Un abbraccio

        Nives

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    2. La Festa della Salute, per noi veneziani è come una voce, un richiamo, un bisogno che giunge dal profondo più intimo.
      E ci spinge…verso quel luogo dove ci si sente a casa, nudi, al sicuro, tra le braccia più tenere e sicure, e belle.
      Non sempre è possibile andare dove chiama il cuore….e si rimane frustrati, in ansia, con un peso, un desiderio sospeso…in attesa del dolce incontro.
      Lucetta cara, è così che si sente stasera il mio cuore.
      Nives

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    1. Ciao Pif, come va?
      Ti immagino creativa ed entusiasta…come ogni anno in questo periodo d’attesa del Natale!
      Presto passo da te…perché…m’incuriosisci!!!
      Serena notte!
      Nives

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