Quel cantiere…

….di energie e di speranze

di Pier Luigi Ricci

“Il pediatra e psicanalista inglese Winnicott diceva: “Il mondo andrà avanti finché ci sarà un adolescente a metterlo in crisi.” Mi è sempre piaciuta questa frase perché in un attimo infatti sposta l’accento da quello che noi possiamo dare e insegnare ai nostri giovani dietro l’idea che essi siano il nostro futuro, a tutto ciò che noi possiamo prendere da loro e costruire insieme a loro, in quanto essi rappresentano il nostro presente.

Ogni giovane infatti racchiude e rappresenta un universo in movimento, un bagaglio di risorse, un cantiere di energie e di speranze. E questo è vero anche quando ci provoca, anche quando non si riesce immediatamente a capire o a condividere ciò che pensa e ciò che fa.

Winnicott prosegue: “Dove c’è un ragazzo che lancia la sua sfida per crescere, là deve esserci un adulto pronto a raccoglierla. Non sarà sempre una cosa piacevole. Ma a livello profondo, nella fantasia inconscia, si tratta di una questione di vita o di morte per l’adolescente…e poi forse anche per quell’adulto.” Il mondo degli adulti muore fintanto che si rigira su se stesso. E fino a che continua a pensare di aver solo cose da insegnare ai ragazzi. Pensare che i giovani siano il nostro presente significa potersi mettere nella condizione di raccogliere quelle sfide e di percepirsi in cammino insieme a loro e in questo tragitto rivedere le nostre visioni, rinfrescare i nostri sogni, imparare i nostri significati.

Ma perché tutto ciò non sembri e non rimanga teoria vorrei sottolineare due cose. La prima è l’importanza della relazione.

 C’è relazione solo quando due soggetti, uno difronte all’altro si percepiscono alla pari, con uguale dignità. E quando si può riconoscere che l’altro di fronte rappresenta un’opportunità, un dono. Anche se ti mette in crisi. Anzi proprio perché ti mette in crisi. In quel momento entra in relazione solo chi pensa di sfruttare l’occasione e di prendere qualcosa di utile per sé e non chi pensa di essere lì unicamente per convincere e per controllare il conflitto.

Se in una relazione, forse per chiudere alla svelta la tensione, ti capita di usare troppo spesso il ruolo, hai perso, sei fuori dalla relazione. Il ruolo chiude il rapporto e va usato solo quando tensione e ansia hanno raggiunto livelli troppo alti. Credo che su questo punto ancora abbiamo tanto da camminare.

La seconda idea che vorrei proporre è quella della “scatola vuota”.

L’ho imparata da un ragazzo dal mio vecchio parroco che ogni tanto, facendo finta di non avere idee pronte e brillanti ci diceva: “Ragazzi queste mie stanze sono per voi, sono vostre. Io ci metto queste, un po’ di soldi se vi servono. E chiamatemi se avete bisogno….” Così, dopo i primi tentennamenti partimmo noi. “Sennò lui, si diceva, è uno che non fa niente.” E noi invece inventammo un sacco di cose. E siccome, erano nostre quelle idee, non si poteva neanche contrastarle.

La regola della “scatola vuota” è bellissima. L’ho sempre usata, imparando a metter su quella faccia da tonto, che poi non è cosa così difficile e poi aspettando. E i miei centri hanno sempre funzionato. Poi col tempo si cresce e ho capito anche che non era tanto una cosa tecnica, ma che poteva diventare uno stile di rapporto e uno stile educativo. E dico spesso agli educatori, ai genitori e a me stesso che non si tratta di “fare i tonti”, ma di essere semplicemente se stessi. Tanto ci sono giornate che lo siamo. Ed invece di fingere è molto meglio dire: “non so…tu che ne pensi?”

La presenza dei nostri giovani con noi non ci chiede scaltrezza e bravura, ma di essere veri. E se accettiamo questa sfida, davvero potremmo crescere insieme.”

18 responses to this post.

  1. Molto bello il concetto di ”relazione” espresso in termini di soggetti con uguale dignità.Concordo cara Nives. Bel post come sempre. Un abbraccio. Isabella

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    • Ciao Isabella, anch’io credo molto importante il concetto di “relazione” tra soggetti di pari dignità. Infatti, spesso manco nei confronti dei miei figli, perché non riesco a spogliarmi di quell’opprimente ruolo di mamma!
      Desidererei essere più delicata, sensibile e rispettosa, come dice questa poesia di Luigi Verdi:
      “E’ precario il mio cuore e il mio carattere,
      sono come le mie scarpe allacciate di corsa
      o come i miei capelli dove dimorano i venti.
      Scrivo e riscrivo il mio nome su un foglio
      per lasciare una traccia e nel nome il mio segreto.
      Cammino per la strada, con in spalla
      il mio sacco di speranze.
      Vi prego,
      non mi distruggete il domani
      che è un orizzonte di attese.”

      Un affettuoso saluto
      Nives

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  2. Mi hai fatto tornare in mente un film che ho visto tempo fa, e che parlava proprio dell’importanza di inseguire sempre i propri sogni. Il film è questo: https://wwayne.wordpress.com/2015/09/20/voglio-farcela/. L’hai visto?

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  3. Che bello saperti competente in materie socio-psicopedagogiche, ho così scoperto un altro argomento che ci accomuna, mia dolcissima Nives, l’indirizzo del mio corso di laurea era quello anche se la classe di concorso è Storia e Filosofia ( c’è sempre un po’ di incoerenza tra la burocrazia e gli esami che si danno, in effetti … ! )
    Ti abbraccio con il cuore, ringraziandoti come sempre
    Dany

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    • E’ mio l’onore, carissima, e il piacere di averti per Amica!
      Sì Daniela, avevo un po’ intuito che nelle tue più importanti scelte esistenziali, era stato il cuore a farti da guida.
      Non poteva che essere tanta umanità, ad illuminare e far fiorire d’armonia e bellezza, le persone e le cose che hai incontrato e che incontri ….e che sai curare con tanto appassionato amore!
      Anch’io mi sento attratta dall’aspetto umanistico della vita, ma mi sento così incompetente…Daniela cara!
      Mi consolano un po’ le parole di Luigi Ciotti, – l’innamorato dei giovani – che riconosce agli adulti l’importanza dell’essere accanto, in ascolto e autenticità.

      “Il mondo giovanile vive i suoi disagi, sia ben chiaro, ma ancora più gravi sono quelli che viviamo noi, siamo noi i responsabili di una società che ha messo ai primi posti l’immagine, l’apparire, il potere, il successo, la prestazione…..Quello che serve non sono adulti impeccabili, ma veri, carichi di passione, di autenticità, capaci di testimoniare con l’esempio, direttamente, e non a parole, i valori….Ciò che è importante dare ai giovani è relazione e ascolto.”
      Ecco, io spero di non mancare mai…nella relazione e nell’ascoltodei miei amati figli e nipoti.

      Ti saluto Daniela, con un grato e affettuoso abbraccio!

      Nives

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  4. Posted by Rebecca Antolini on 24 novembre 2015 at 15:15

    Non so perchè tutto e diventato cosi complicato per i ragazzio d’oggi.. io avevo un infazia bella e anche brutta, ma mai avuto problemi.. oggi c’è tropo tv con schifezze, genitori che danno troppa liberta e pocca educazione.. comunque molto bello il post.. ti abbraccio cara Nives ♥

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    • Credo che la tua serenità, creatività, libertà…nasca dalla stima che ti è stata donata e dalla fiducia in te stessa e speranza nella vita…che hai avuto la fortuna di poter ascoltare e realizzare. Forse a te sono state offerte delle opportunità…delle “scatole vuote”!
      Avendo cresciuto tre figli, umilmente penso che i giovani di oggi godono di troppo benessere e troppa solitudine…(hanno di tutto e trovano la porta chiusa….o meglio, non trovano chi o qualcosa che creda o abbia bisogno di loro).
      Credo che le normali crisi dell’età evolutiva (ansia, insoddisfazione, rabbia, noia, pigrizia, paura, ecc), in questo particolare periodo storico, non siano da noi occidentali, adeguatamente e seriamente affrontate e gestite. Forse non siamo nemmeno consapevoli del normale malessere da dover gestire!
      C’è troppo stress, troppi impegni, troppo sentimento di responsabilità, quindi non c’è tempo per la RELAZIONE, le confidenze, e quindi per più CONSAPEVOLEZZA e…saggezza!
      Ciao Pif, ti auguro una giornata di tanto bene!
      Nives

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      • Posted by Rebecca Antolini on 27 novembre 2015 at 12:04

        Ciao Nives a volte credo che ero fortunata, di non aver avuto tutto nella mia infanzia… credo mia madre biolocica non sapevo nemmenmostrare amore vero verso me.. non importa credo la mia fortuna erano i miei genitori in affidamento che mi hanno dato tanto amore che bastava anche per i anni successivi… dovevo andare vivere con mia madre naturale quando avevo sui 8 anni.. e con 18 sono tornato da loro.. oggi c’è il benessere e la noia .. hai scritto giusto …un bacio a te cara Nives♥

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        • Giorgio La Pira sui giovani ha scritto:
          “I giovani sono come le rondini:
          sentono il tempo, sentono la stagione.
          Quando viene la primavera
          essi si muovono ordinatamente,
          sospinti da un invincibile istinto vitale
          che indica loro la rotta e i porti
          verso la terra
          ove la primavera è in fiore!”

          Ciao Pif, si, concordo con te…forse alcuni giovani d’oggi non sono motivati a cercare il senso del loro vivere, e a “volare” verso la “primavera in fiore”.
          Forse hanno “scatole piene” che non stimolano domande, risposte, ricerca interiore di energie e speranze.
          Ai giovani di oggi però, viene regalata la “scatola vuota” del mondo del lavoro…forse…”non tutto il male viene per nuocere”…se noi adulti sapiamo chiedere loro: “tu che ne pensi?”

          Ti abbraccio con affetto
          Nives

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          • Posted by Rebecca Antolini on 1 dicembre 2015 at 06:08

            forse hanno scatlole vuote, ma ognuno ha sa la differena fra giusto e sbagliato.. con un pò di buon senso ognuno poi riempire con buone azioni anche una scatola vuota…

            un bacio cara Nives ♥

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  5. In questo post c’è tutto un metodo per educare nel modo più semplice e giusto i figli e nipoti. Ti dirò , cara Nives, che sono contenta di aver avuto la possibilità di “educare al bene oltre che alla conoscenza tanti bambini con il mio lavoro di insegnante elementare, però il lavoro più faticoso ed importante avviene in famiglia. I genitori ed i nonni sono coloro che lasciano ” le basi” nella mente dei ragazzi.
    Ciao e buona settimana.

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    • Concordo Lucetta, le “basi” nella mente dei ragazzi sono “gettate” da genitori, nonni, insegnanti.
      Sì, il “cantiere di energie e speranze” che giace dentro ad ogni bambino, adolescente, giovane….viene in prima istanza, accolto, ascoltato, indirizzato dalla famiglia e dalla scuola. Ma poi? Come viene gestito dalla società odierna tutto quel potenziale di risorse ed energie? La “paghetta” di Renzi ai diciottenni, può essere una buona “base di lancio e di indirizzo”?
      Umilmente credo più all’analisi di Pier Luigi Ricci, che consiglia “di prendere dai giovani e di costruire insieme a loro” …consiglia la “relazione e la scatola vuota”…più che “dare e insegnare” sempre, lasciandoli poi… SOLI a gestire tutta la loro energia e speranza…magari SOFFOCATI da cose inutili, compresa la “paghetta di Renzi”.
      Dimmi Lucetta, perché non dire loro: “Io non so…tu che ne pensi?”
      A Romena succede questo! I giovani qui trovano tanto da fare…tante “scatole vuote” che cercano di riempire con le loro idee, energie e risorse che giacciono nel profondo…speranze di bene e bellezza che premono… per essere ed esistere.
      Ciao Lucetta, ti abbraccio con affetto!
      Nives

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