Educare significa ferirsi

ERALDO AFFINATI   (Insegnante – Scrittore)

– TESTIMONIANZA –

Educare

“Dietro ogni adolescente, dietro ogni ragazzo diffcile c’è sempre una bellezza, un tesoro, una motivazione che noi dobbiamo scoprire. Dobbiamo accendere un fuoco dentro questi studenti per farlo divampare. Però è un lavoro che richiede impegno, forza, consapevolezza anche degli ostacoli che si trovano, perché non tutte sono storie belle.

Ci sono anche fallimenti, ci sono amarezze, ci sono momenti di sconforto e l’insegnante deve sapere che educare significa ferirsi. Ferirsi perché quando insegni ti devi mettere in gioco. Non puoi essere solo il depositario di un regolamento da applicare.

Educare vuol dire condurre mano per la mano il ragazzo lungo un’esperienza conoscitiva. E’ un percorso a ostacoli, lui si può rifiutare, ti può anche combattere. E tu devi essere amico, nel momento in cui condividi i suoi entusiasmi e le sue malinconie, ma devi essere anche maestro, cioè portarlo a capire che la libertà, per ogni persona, non consiste nel superamento, ma nell’accettazione del limite.

I ragazzi e la scuola

I ragazzi di oggi sono cresciuti in un vuoto dialettico, per questo non hanno ancora preso coscienza della loro identità e spesso non hanno senso del limite. Il loro smarrimento denuncia una crisi antropologica. Questi ragazzi hanno avuto una deflagrazione del desiderio. Tutto è possibile, tutto è accessibile. L’informazione? Vai su google e trovi tutto. Ma poi chi ti mette in squadra questo mare magnum, chi ti ristabilisce le gerarchie di valori?

La scuola ha questa responsabilità. Dobbiamo far amare di nuovo ai nostri ragazzi il processo conoscitivo. La scuola deve recuperare quello che un tempo si chiamava lo spirito critico.

La responsabilità della parola

Quando chiesero ad Albert Camus nei “Discorsi in Svezia” perché scrivi? Lui rispose: “Io scrivo in nome di chi non può farlo”. Quando lessi questa frase a 17 anni capii che la letteratura deve essere questo, deve parlare a nome di chi non può farlo.

Scrittore e insegnante sono custodi della parola. La responsabilità della parola è fondamentale sia per chi scrive che per chi insegna. Quello che dici e che fai in aula può incidersi in maniera indelebile nella percezione dell’adolescente. Le parole sono importanti. Se tu non hai un sistema verbale, come fai ad esprimere un’emozione? Quell’emozione resta un grumo emotivo, non si traduce in niente, in nessuna forma espressiva. Insegnare le parole è importante per condurre alla maggior età i ragazzi che hai di fronte.

Il futuro

La scuola italiana corrisponde soltanto in minima parte alla sua immagine mediatica. Vedo professori che non si limitano a svolgere il mansionario.

Esistono ragazzi e ragazze che sono spugne, pronte ad assorbire l’acqua che tu riesci a versare. La nostra provincia è vitale. Le metropoli sono piene di giovani attivi.

Per questo non dobbiamo mai soccombere alla brutalità e alla volgarità del nostro tempo, ma provocare un contagio, dando luce a quest’Italia più bella e più vera. Un’Italia che spesso non compare, che non viene rappresentata in Tv. Ma che esiste.

Ed è questa l’Italia in cui credo. Se non avessi fiducia in quest’Italia non entrerei in classe ogni mattina.”

 

(Sintesi dell’incontro “Osare passi nuovi”)

(Giornalino Fraternità di Romena – n° 3 – 2014)

Pieve di Romena - Arezzo

 

11 responses to this post.

  1. Testimonianza che consola e ridona speranza. Se ci sono insegnanti così che non mollano ed hanno capito cosa vuol dire “educare” allora non tutto è perduto. Ciao Nives.

    Mi piace

    Rispondi

    • Ciao Lucetta, sì, credo anch’io che insegnanti e scrittori come Eraldo Affinati, fanno ben sperare per il futuro.
      Hanno “occhi e cuore” attenti ai cambiamenti in atto ma sopratutto, sono veri innamorati della vita e dell’umanità!
      Con la forza innovativa delle loro idee e dell’ardente coraggio, sapranno parlare ai cuori di molte persone e società.
      Risveglieranno le coscienze, ristabiliranno relazioni e consapevolezze perdute.
      Sapranno individuare i frutti buoni e sapranno ostacolare quelli cattivi.
      Ma….
      occorre sostenerli e appoggiarli…
      e dovremmo essere in tanti!

      Un caro abbraccio

      Nives

      Liked by 1 persona

      Rispondi

  2. Grazie cara Nives per questa testimonianza bellissima, intensa e molto significativa. Spero che insegnanti poco motivati la leggano. Condivido appieno questo modo di vedere, perché è quello in cui credo fermamente anch’io. I ragazzi e ragazze se ben educati a recepire ed ascoltare sono straordinari. Sarebbe un dare e ricevere che farebbe bene sia all’insegnante che all’alunno. Spero che si vada in questa direzione sempre più per il bene di tutti. Un caro abbraccio e ancora grazie. Isabella

    Liked by 1 persona

    Rispondi

    • Grazie per il commento cara Isabella!
      Sì, hai ragione, a volte è una fortuna per i ragazzi trovare insegnanti motivati ed appassionati! Specialmente oggi!
      La scarsa frequentazione e collaborazione di genitori e famiglie, a mio modesto parere crea un “vuoto” educativo, ma anche un “pieno” di contraddizioni!
      Gli insegnanti devono inanzitutto “capire” la dimensione in cui si trovano i ragazzi; devono “individuare” le vere aspettative dei genitori sui loro figli. (Agonismo artistico o sportivo).
      Valutare poi il lavoro scolastico, la dispersione, il potenziale rischio e se la possibilità di successo educativo esiste in verità!
      Gli insegnanti di oggi, sopratutto con i ragazzi “nostrani”, dovrebbero “togliere molto”… (afferma Affinati, ed io condivido!)
      Se ne sta rendendo conto anche mia figlia…con i suoi ragazzi di 12 e 13 anni che ogni giorno, sempre di più….discutono, sfidano, pretendono, rischiano…sembrano sfuggire di mano!
      Per fortuna si può (ancora) far leva su valori inalienabili….profondamente riscontrati e radicati nel loro profondo!
      (A mia figlia spesso ricordo che questa età è paragonabile alla prima infanzia. Richiede costante presenza…per la verifica, da lontano, della novità della sperimentazione di libertà, creatività, fiducia.)

      Sì Isabella, credo che tutto l’entusiasmo degli insegnanti, la loro competenza e passione….spesso trova riscontro e successo solamente in ragazzi senza famiglia, o con famiglie presenti e collaborative, oppure con ragazzi giunti in Italia perché scappati dalla disperazione. Purtroppo è questa la realtà più frequente!.

      (Vedi la scelta della Scuola e della proposta educativa di Affinati, di Don Bosco, di Don Milani, ecc… che semina abbondantemente in terreno fertile e oggi tanto vasto!)

      Umilmente credo che il compito degli Insegnanti di oggi, non sia mai stato così difficile. Inevitabilmente può presentarsi il rischio della naturale defezione del loro ruolo!

      Un caro abbraccio, dolce Isabella!

      Nives

      Liked by 2 people

      Rispondi

      • Anch’io penso che il loro compito oggi sia gravoso . Da una parte potrebbe essere secondo me molto gratificante insegnare,viste le tante opportunità oggi di conoscenze. Dall’altro si scontrano con una massa di studenti che trovano molto più interessanti i social che i libri dove studiare. Ecco questo è l’aspetto , trovo, più preoccupante : capire come agire con giovani che sono più attratti dalle tastiere di un telefonino che non dai libri di scuola. La cultura è un bene prezioso cara Nives. Aspetto fiduciosa che tutti, non solo i ragazzi ma anche gli adulti , arrivino a comprenderne l’importanza. un caro abbraccio. Isabella

        Liked by 1 persona

        Rispondi

  3. Che bello quello che hai scritto, quanta verità: dovrebbero leggerlo in molti <3

    Mi piace

    Rispondi

    • Ho scelto e scritto la TESTIMONIANZA di Eraldo Affinati, da mamma “ferita”….confermando che…”educare significa ferirsi”.

      La ferita può diventare “oro” oppure no….quel che conta è la strada percorsa insieme, (anche con insegnanti, animatori ed educatori).
      Conta l’affascinante individuazione ed emersione di quell’unica ed irreppettibile particolarità (pregio e difetto) che distingue e caratterizza l’individuo.
      Conta la serena verifica della qualità degli “strumenti” scelti e proposti… accettati oppure no, che dovrebbero aiutare i ragazzi a non disperdersi, ma a divenire pienamente se stessi in verità.
      Certo, non è facile, anzi! Sopratutto quando il rischio di perdere l’affetto e tutte le conquiste, è alto e vicino. Ma quando intuisci che è quello il momento di agire…occorre assummersi la responsabilità e tentare anche l’impossibile!

      Come mamma, devo ammettere l’intrigante collaborazione tra insegnanti, animatori, genitori…che facevano il tifo…per i loro e miei “effervescenti” ragazzi!

      Sai Libera….è bello vedere ora mia figlia alle prese con l’educazione dei suoi due ragazzi di 12 e 13 anni!….(Mamma mia….Si salvi chi può!)
      E’ soddisfazione notare che non teme “ferirsi per educare”!

      Un abbraccio grande!

      Nives

      Liked by 1 persona

      Rispondi

      • Dolce Nives, mi hai commossa ed ancor di più sento la mancanza di una famiglia, di un “qualcuno” che si fosse accorto di me, delle mie domande, implorazioni di attenzione… Ma ormai è fatta, non c’è più tempo e mi piace oservare in disparte ciò che vorrei fosse stata la mia “crescita”

        Mi piace

        Rispondi

        • Ti capisco, Libera! E mi dispiace di averti turbato!
          Anch’io non ho avuto molte attenzioni da piccola, però… la famiglia, gli affetti, la presenza…per mia fortuna, non sono mancati!
          Carissima…dev’ essere stata per te un’impresa, che a pensarci, ha dell’incredibile!
          La costante e tenace ricerca della bellezza, dell’armonia, della gratuità… emerge primaria sulle turbolenze delle varie tappe dell’età evolutiva. Come è possibile?
          Quella lucida fedeltà a te stessa!
          Nonostante sofferenze, solitudini, abbandoni. Come può sussistere?

          Ok, quell’attaccamento insondabile ai valori esistenziali essenziali, che resiste fin da bambina nonostante tutto, deve pervenire a noi da molto lontano.
          Forse è innato, forse Qualcuno lo ha protetto e difeso…non so!

          Quello che so è che oggi, dall’intimo profondo, quegli stessi Valori traspaiono maturi nel Tuo luminoso Blog!

          Perché dici “ormai è fatta”… “non c’è più tempo” ?
          La “crescita” che constato…umilmente non me la so spiegare!
          Forse vuoi dire che…ormai, le “ferite” son fatte, esistono…e non è più possibile cancellarle?
          Sì, purtroppo è vero! Nessuno mai riuscirà a risarcirti dell’amore leggittimo non ricevuto! E di tutte le fatiche ingiuste che la vita ti ha chiesto!

          Ma se permetti Libera…vorrei ricordarti ancora che…
          “Quella luminosa e rara perla cresciuta dentro la conchiglia ferita…” è Opera solo e tutta Tua!
          Oggi esiste, c’è, è unica, preziosa, inestimabile…Sei Tu!
          Nessuno possiede ed E’ tanto, te lo assicuro!

          PERLA sei!…
          E’ forse per questo che…il Tuo Tesoro si chiama PERLA?

          Ciao Libera, grazie per la condivisione, ti abbraccio con affetto!

          Nives

          Mi piace

          Rispondi

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: