Passato e Futuro

Crescere sul passato di altri

(p. Odorico)

“Abbiamo avuto un passato intenso e fecondo: avremo un avvenire ricco di realizzazioni stupende. Noi siamo nel mezzo. Siamo gli eredi di un tesoro inestimabile, siamo i preparatori di un’epoca meravigliosa. Non abbiamo il diritto di lagnarci, di chiuderci, di sciupare. La Provvidenza ci ha affidato un ruolo unico. Ha messo nelle nostre nostre mani il tesoro di domani. Siamo come il filamento luminoso di una lampada. La corrente è la ricchezza della giornata di ieri; la luce è lo splendore della giornata di domani. Noi siamo il filamento che si deve lasciar percorrere dalla corrente per diventare luce. Ed è nostro il fremito della forza che investe e che consuma, è nostro il dramma della resistenza istintiva, del tentativo di ribellione, la voglia della opacità inerte e sicura; è nostra la “sconfitta rassegnata”, è nostra l’ebbrezza di essere divenuti calore incandescente, di sentirsi bruciati, mentre la luce brilla e si diffonde. E’ in questo momento che “nostro” diventa il passato e “nostro” diventa l’avvenire.

Vedo tanta luce intorno a me. E’ la luce del domani che esplode nella misura nella quale io mi so lasciar bruciare. 

Chi dice che il domani è oscuro non ha capito o non ha accettato la ricchezza di ieri. 

Ieri abbiamo amato, abbiamo gioito, abbiamo pianto, abbiamo odiato. Siamo stati grandi, siamo stati commoventi, siamo stati miserabili. E tutto ciò è grazia. E’ la grazia di ieri. Abbiamo avuto una determinata misura dell’agire e dell’essere, un modo specifico di percepire i valori e di viverli, una nostra maniera di esprimere la giustizia e la bontà, di intendere la dignità, di interpretare la sofferenza, la gioia, la libertà, l’amore, perfino la verità. 

Adesso andare oltre non significa rinnegare nulla; significa piuttosto salvare tutto.

Il domani è la maturazione, lo sviluppo logico delle premesse di ieri.

Non aver fiducia nel domani significa squalificare, significa non credere in ciò che abbiamo fatto ieri, significa svuotare la nostra vita e la nostra esperienza, significa tradire ciò che ieri abbiamo servito e che ci ha costruito, significa tradire noi stessi. Significa RINUNCIARE AD ESSERE UOMINI. Significa accettare il ruolo di BURATTINI.

Non lo possiamo fare. Ci sono troppe lacrime, c’è troppo sangue, ci sono troppe gioie, c’è troppa VITA nel nostro passato. Per tutto questo l’avvenire è bello, è sicuro, è solido. Può darsi che a volte si delineino esuberanze incomposte; ma è soltanto segno di vitalità e di sanità. Può darsi che a volte la maturazione vada così avanti che noi non vi riconosciamo più i nostri valori. Ma, ancora una volta, dobbiamo ricordare che non accettare le conseguenze significa tradire le premesse. Noi crediamo nelle nostre premesse, CREDIAMO NEL NOSTRO PASSATO. 

Abbiamo vissuto consapevoli di non essere i primi arrivati, di non creare nulla da soli, DI CRESCERE SUL PASSATO DI ALTRI.

La vita è il domani, e il domani avrà luce se il nostro bruciare avrà saputo ACCENDERSI.

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