Obbedire e Studiare

Torna il piccino dalla sua scuola; sono i primi giorno che la frequenta. E’ una scoletta di un bellissimo paese di alta montagna. Tutt’intorno sono piante e cime maestose già coperte di candida neve. La mamma aspetta il suo piccolo scolaro che arriva a passo lento, sicuro, da montanaro che non corre mai in salita. “Ebbene?” chiede la mamma. “Tutto bene, siamo nella stessa aula dell’anno scorso, con la stessa maestra. Presto si accenderà la stufa…”E che cosa ti ha detto la maestra?”. “Che devo obbedire e studiare.”

 

Un bambino dalla pelle molto scura, vestito di bianco, va alla piccola scuola della Missione, in un paese semi-selvaggio. E’ una scoletta aperta da buoni frati, accanto ad una chiesetta. Lo scolaretto va a piedi nudi; passa sotto palme altissime sulle quali saltano le scimmie e gridano i pappagalli. A scuola siede su una stuoia. Quando ritorna, lo aspetta suo padre: “Ebbene, come è questa scuola?””Bella! Ci sono tanti bambini. I padri sono buoni; mi hanno dato da mangiare”. “E che cosa ti hanno detto?”“Che devo obbedire e studiare”.

 

L’ascensore arriva al quinto piano e si ferma. La porta si apre e ne esce un bambino. Insieme si apre l’uscio di un alloggio elegante, l’alloggio di una grande casa, in una grande città di questo mondo. Si affaccia una mamma. “Ebbene?” chiede. “Eccomi” dice il piccolo che si sente atteso. “Com’è la nuova scuola?”. “Bella! Molto bella! Stanze grandi, calde, con finestroni e tante piante sui davanzali. Abbiamo la radio in classe, la sala per le proiezioni e il teatrino, una bella palestra per la ginnastica…”. “E che cosa ti ha detto il maestro?”. “Che devo obbedire e studiare”.

(Brano tratto da “Bosco fiorito” – Corso di Letture per gli alunni di 5* Classe Elementare – anno1965/66?)

(Immagini tratte dal web)

6 responses to this post.

  1. Beh, noi maestre ancora oggi proviamo a dire
    Obbedire e Studiare
    Noi ci proviamo e gli alunni sorridono furbetti. :-)

    Però è vero che il primo giorno di scuola è sempre emozionante, lo è anche in questo nuovo millennio. I bambini sembrano già grandi, forti e saputelli, ma sono quei piccoli di sempre, aperti al mistero e alla curiosità, sensibili a un abbraccio e a una carezza sui capelli, desiderosi di stare insieme ai coetanei e di crescere in fretta.Obbedienti? Beh, ma si, dai, ….quasi come lo eravamo noi da bambini. :-)

    Un abbraccio
    Mariro’

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  2. Magari i vari maestri insieme alle parole “obbedire e studiare” ne avranno dette anche delle altre più “carezzevoli” come stare insieme, fare amicizia, giocare alla ricreazione, imparare cose nuove in modo divertente….altrimenti i bambini il giorno dopo sarebbero rimasti a casa.
    Non so oggi quali siano le parole che i maestri usano per invitare i bambini a considerare la scuola come un luogo non solo dove si obbedisce e si studia ma anche piacevole da frequentare.

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    • Ricordo ancora la solennità e l’emozione del mio primo giorno di scuola!
      Sento ancora il profumo dei quaderni, delle matite, dei gessi sulla lavagna…e dell’inchiostro nero dove intingevamo il pennino. Persino il grembiule nero e il fiocco rosso odoravano di scuola!
      La maestra era come un’angelo che faceva magie! Riempiva l’aria di poesia, di canto, di significato! Sapeva scrivere e disegnare benissimo! In un semplice foglio bianco…si poteva vedere il mondo a colori…i problemi risolti…scritto il nome delle stelle…!
      “Obbedire e studiare” non era per me una costrizione, anzi, significava crescere, conoscermi, scoprire quel mondo meraviglioso a cui appartenevo e che piano piano…diventava sempre più affascinante! Sentirmi interpellata con l’interrogazione…mi faceva sentire importante.
      “Obbedire e studiare”….oggi sembra un’ordine, una costrizione, forse sono parole che potrebbero essere intese come punizione, e potrebbero scatenare l’effetto contrario.
      Secondo me, oggi, è molto più difficile essere maestre/i che “fanno magie”.
      Sopratutto qui, in queste nostre ricche città, dove i bambini e i ragazzi sono dei piccoli “principi”…super coccolati!
      Eppure, la scuola ha sempre il suo fascino…e come ogni anno, a metà settembre ogni “scolaro” si prepara a nuove emozioni, sensazioni, scoperte!
      Viva la Scuola!
      Nives

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  3. Che bell’idea!
    “Obbedire e studiare”.
    Buona notte.
    Quarc

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