VOLO SULL’ITALIA

 

“Un ragazzo sogna di compiere un volo meraviglioso, in diverse tappe, in varie parti del mondo, seduto su un aquilone trainato da un germano. Adesso i due amici, il ragazzo e il germano, lasciata l’incantevole Sardegna, stanno sorvolando la Sicilia verso la penisola italiana.

La partenza avvenne al primo sole. – Verso Ponente, ora – gridò Avioletto. – Presto. Il volo procedeva veloce. – Dove siamo? – Aspetta…vedi quell’alto monte coperto di neve? Ha un filo di fumo sulla cima…Ma sì, è il vulcano Etna; siamo in Sicilia, Paperetto mio, la più grande isola italiana.

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Dopo un voletto intorno all’Etna, i due ardimentosi puntarono verso il Nord. – Stiamo sorvolando lo Stretto di Messina. Guarda una nave traghetto; trasporta un treno tutto intero. – E dove andiamo? In Calabria. Quanti monti boscosi, e che vista magnifica! Di qua il Mar Ionio, di là il Mar Tirreno. Com’è bella l’ITALIA! – Continuiamo sempre diritto? – Ecco: tu segui il crinale dell‘Appennino. Vedi, la Lucania selvaggia è qui sotto; più a Est, oltre il Golfo di Taranto, si profila la verde piana di Puglia, in riva all’Adriatico. – Ecco là un altro Etna! – esclama Paperverde. – Ma che dici! Quello è il Vesuvio. Un altro vulcano, vuoi dire, ma più piccolo.

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 E di fronte riposa Napoli, la bella città della Campania. – quante montagne, ora, qui sotto! – Avvicinati al Tirreno. Oh! – Che c’è? – Ma quella è Roma! E tacque commosso. In breve furono sopra la Città Eterna. – Vedi San Pietro: la cupola, la basilica, la piazza. Ecco la Città del Vaticano, dove abita il Papa. – E quel fiume? – chiese Paperverde, sempre interessato ai corsi d’acqua. – E’ il Tevere perbacco. Che meravigliosa città! Ecco qui il Gianicolo verde, il Colosseo e il bianco Altare della Patria, i palazzi e le chiese, le piazze e le rovine. Salutiamola, Paperverde, è la capitale d’ITALIA.

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Il volo continuò verso il Nord sopra innumerevoli monti e vallate. – Quanti filari di cipressi e quante vigne! – Dovremmo essere in Toscana.

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Sì sì. Vedi Firenze Vecchio.  Animo, Paperverde: scavalchiamo gli Appennini e saremo nella Pianura Padana. Vedi quei due ruscelletti? Sono il Tevere e l’Arno, che nascono su questi monti e poi si ingrosseranno, via via che si avvicinano al mare. Dopo aver attraversato il Po, solenne nel suo maestoso cammino, videro all’orizzonte, in riva al mare, Venezia,

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la fiabesca città che sorge dall’acqua coi suoi cento palazzi e i suoi canali tortuosi, nei quali si specchiano le cupole delle chiese e le cupidi dei campanili. Silenziose gondole nere se ne andavano lente di casa in casa. – Su, in alto in alto, Paperverde, che voglio salutare e mandare un bacio a Trieste, che riposa là in fondo, oltre l’Adriatico. Passarono sulla Piazza San Marco, salutati da vicino da uno stormo di piccioni color piombo, che ritornarono però ben presto sulla piazza a cercarvi il becchime.

-Verso Occidente, Paperverde. Ormai siamo vicini a casa. Belle pianure verdi, solcate da fiumi e da canali, si perdevano all’orizzonte, in due ampie cortine di monti. – Vedi le famose città della Pianura Padana? Padova e Vicenza ormai le abbiamo sorpassate: ecco Verona sull’Adige; questo fiume ci porta il saluto di Trento, ch’esso ha visitato prima di giungere qua. Ecco davanti a noi il Lago di Garda.

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Passarono sulla forte Brescia, dominata dal Castello turrito. – Ora siamo in Lombardia, la più ricca regione d’Italia; ben presto saremo a Milano. Dopo qualche tempo infatti Paperverde disse: – E’ quella Milano? – Proprio.

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Si vede il Duomo, con le sue cento guglie e la Madonnina dorata. Vedi più in là, nel verde, il Castello Sforzesco, con le sue torri e le sue mura merlate. Ora pieghiamo verso Sud. Vorrei vedere il Mar Ligure, prima di arrivare a casa.

Paperverde deviò e dopo un po’ stava sorvolando l’Appennino Ligure.

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– Ecco Genova con i suoi palazzi arrampicati sul monte e il suo porto popolato di navi. Torniamo.

Rivalicarono gli Appennini e furono di nuovo sulla Pianura Padana. – Torino!

Guarda la Mole Antonelliana e il Po, e i castelli e i giardini e le officine. Ma ormai si fa sera. Ancora un ultimo sforzo e siamo finalmente a casa.”

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TRACCE:

Brano tratto da: Letture per le Scuole Elementari – Franco Reiteri Editore – Classe 3° – Anno Scolastico 1964- 1965)

(Si dichiara che cinque esemplari del presente libro sono stati depositati presso il Ministero della P.I. e presso l’Assessorato P.I. della Regione Siciliana secondo le norme vigenti.)

PROMESSA firmata (Evelina anni 8)

“Terrò con cura questo libro che lo Stato mi ha donato e che l’Insegnante ha scelto per me.”

 

 

BUON COMPLEANNO ITALIA!

 

 

 

2 pensieri riguardo “VOLO SULL’ITALIA

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