Figli della violenza

DAVID MARIA TUROLDO

“Non dubitate o sacerdoti e pontefici:

ci sarà sempre religione sulla terra

finché ci sarà una donna

che custodirà nel suo cuore

il tesoro della tenerezza e della pietà.”

SILVANA DE MARI

“I figli di una violenza convivono fra la tremenda crudeltà del padre e la compassione della madre che, nonostante tutto, ha deciso di andare avanti. Ha saputo riconoscere un bambino per quello che è e ha deciso di metterlo al mondo in ogni caso per avere un’esistenza piena. Anche se la ferita non si risanerà. Ci vorrà fatica, tanto grande da essere sofferenza, ma potrà farcela. Essere nati da uno stupro vuol dire avere nella propria storia la crudeltà più immonda e la compassione più grande: una madre che ti ha riconosciuto per quello che sei: un bambino, il suo bambino.”

Da “Il dizionario di Silvana”; in “La Verità”, Milano, 2 dicembre 2019, p. 17


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