Alessandro D’Avenia – Perché mi hai abbandonato?

“Consolati!”: emanava un potere magico da questa parola, anzi no, non una parola ma una risposta, la risposta di Dio, che scendeva dai cieli fino al suo cuore dolente. «Consolati», resuscita l’anima al suono di questa parola creatrice, generatrice!-

Un figlio non-nato, altri potentissimi lutti, la crisi esistenziale e di coppia, il divieto ad avere altri figli…
Per me non la parola “Consolati” ma…le parole “La fatica di vivere”… sono state la risposta di Dio che mi chiedeva FEDE nel “DIO DELLA VITA”. Mi chiedeva una risposta di vita.

Ed ecco il mio SI’ alla VITA. Alla VITA già nel grembo, (ma proibita dai medici). Ecco il “passaggio”…il mio SI’ alla VITA.

-La Pasqua è proprio l’opera che Dio fa per restituirci la somiglianza con Lui: ESSERE CREATORI DI VITA!
Dopo tanta desolazione, perdite e morte…come dire NO alla vita che chiedeva il suo diritto di esistere?

Accettare il MISTERO della VITA e rimettere tutto nelle mani del DIO DELLA VITA E DELLA MORTE.
Accettare di morire per Amore. Lasciare senza mamma le due creature già nate. Dire NO al marito e SI a DIO…

-Questo abisso è in realtà un «passaggio» (questo significa Pasqua in ebraico): anche Cristo sperimenta il muro invalicabile della solitudine, ma lo trasforma in apertura. Il Figlio infatti chiede al Padre perché l’abbia abbandonato con le parole iniziali del profetico Salmo 21, che non sono un urlo disperato, ma l’atto di fiducia di chi, non potendo più confidare nelle proprie forze, si affida, come mostrano le sue ultime parole: «Padre, nelle tue mani metto la mia vita». Voler ricevere la vita dal Padre: questa è la fede, dono dato a chiunque accetti di non potersela dare da solo. –

Rita

Comboni2000 - Spiritualità e Missione

Attualità e Cultura

La cosa di cui più sono grato a Dio è che posso attingere sempre alla fonte da cui sgorgano l’inventiva, l’iniziativa, il coraggio tipici di chi è innamorato… Noi ci realizziamo portando a compimento le potenzialità della vita nostra e altrui, ciascuno nel suo ambito, ma le nostre energie creative sono spesso bloccate. Fatti per ricevere e dare vita (creare e crescerehanno la stessa radice), quando creiamo qualcosa di vero, bello e buono, anche minimo, cresciamo e facciamo crescere il mondo. Se invece siamo preda di forze distruttive, tendiamo a strappare la vita a cose e persone: de-cresciamo e facciamo de-crescere il mondo.

desc imgdi Alessandro D’Avenia | 06 aprile 2020

«Spense la luce, avanzò a tentoni nella camera da lettoe si lasciò cadere sul giaciglio: le lacrime sgorgarono. Soltanto dormire, solo dimenticare, non essere. In preda all’angoscia giaceva accasciato sul letto. Nulla poteva più…

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