Visione stellata dell’universo

MARCELLO VENEZIANI

“Quando ti perdi nella visione stellata dell’universo hai la percezione che per una volta gli occhi del corpo e gli occhi della mente, di cui scrissero Platone e poi Spinoza, fino ai neurobiologi, coincidano. Davanti all’universo spalancato ai nostri occhi, la visuale si fa visione del mondo, lo sguardo si fa intelligenza. Se l’uomo è ciò che guarda e diventa ciò che vede, come diceva Plotino, la visione del cielo stellato rende celeste l’anima di colui che lo fissa e stellari i suoi occhi.

Il fascino di quella cupola stellare che avvolge e trasporta chi vi si perde è ancestrale, evoca i primi uomini sulla terra che alzano gli occhi al cielo e si riempiono di commossa devozione, s’illuminano di immenso. Il cielo stellato fu il primo altro regno, la prima figurazione dell’Aldilà, luogo remoto dove abitano gli dei o dimora dell’Essere. La vista del cielo stellato suscita il sentimento del divino e della preghiera.”


*Da “Nostalgia degli dei – Una visione del mondo in dieci idee” ed. Marsilio, Venezia, 2019, p. 19*

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