La gioia

RABINDRANATH TAGORE

“Sì lo so, non è che il mio amore

questa luce d’oro che danza sulle foglie,

queste pigre nuvole che navigano in cielo,

questo vento che passa, accarezzando

la mia fronte con la sua freschezza.

La luce del mattino mi ha inondato la vista:

é questo il tuo messaggio al mio cuore.

Chini il viso, i tuoi occhi fissano i miei

il mio cuore tocca i tuoi piedi.”

– Da Canti di offerta, p. 32 –

  • Dall’ Antologia LA POESIA DELLA NATURA – Introduzione di BRUNILDE NERONI

“Molti temi ricorrono nell’opera di RABINDRANATH TAGORE: l’amore, la gioia, il dolore, l’abbandono, la solitudine, il viaggio, Dio…Solo uno però, quello della Natura, come un sentiero attraversa tutti gli altri e li accompagna, facendo loro da sfondo….

La “Gioia del verde”, uno dei molti nomi con cui Tagore chiama la Divinità, è ovunque, gratuita e splendida, pronta alla consolazione, all’ispirazione e alla fusione.

Una Natura gioiosa e benigna dunque, che s’affianca alla vita e la compenetra con la sua bellezza, una Natura che a volte distrae per consolare…

….Le stagioni dei temporali, i cieli infiniti dell’India, il “magico mormorare della primavera”, i venti furiosi e “le orme dei passi dell’estate” portano all’ispirazione che è poi la vita stessa del poeta, che sa scoprirvi il Respiro cosmico del “Mistero che tutto pervade”, mentre da viaggiatori attraversiamo il mondo…..”


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