Fugge l’ora

FRANCESCO PETRARCA

“Volano l’ore, i giorni e gli anni e i mesi; e insiem, con brevissimo intervallo tutti avremo a cercar altri paesi.”


MARIA MIOLI VIANELLO

“Vecchio orologio, che alla parete della deserta stanza riposi

nella tua lucida cassa d’abete, tacciono i suoni armoniosi.

Tu, testimone muto e discreto delle mie gioie, del mio dolore,

tu, col tuo squillo soave e lieto, mi ricercavi le vie del cuore.

“Ama”, dicevi, “la giovinezza passa veloce”, “passa quest’ora divina:

cogli la sua carezza, chissà, se domani verrà ancora”.

“Spera”, dicevi con voce lieve, “tutto finisce: il bene e il male,

dolore e gioia, in questa breve vita”, dicevi con moto uguale.

…Vecchio orologio, se venga l’ora che alla casa mia faccia ritorno

e con le figlie io possa ancora godervi qualche sereno giorno,

voglio che palpiti quel tuo congegno scandendo il ritmo del tempo

e nella lucida cassa di legno numeri solo giorni di pace.”

ARTURO GRAF

“Ora ed ognora fugge sonora col vento l’ora.

Non riposo, non dimora, un’altr’ora, un’altra ancora.

S’inalba il giorno, sfolgora il sole;

poi, come suole ecco l’ombra fa ritorno.

Dopo l’estate l’inverno, dopo l’inverno l’estate:

vicende innumerate, ricorso eterno.

Spuntan i fiori, cadon le fronde, passan le nubi, scorrono l’onde.

Quanto ha vita o figura tutto dilegua;

solo l’immensurabile volo del tempo dura.

Luci svanite, voci fuggenti, forme sparenti nelle tenebre infinite.

Ora ed ognora fugge col vento, l’ora.”


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