Mamma chioccia

La chioccia (Giovanni Cena)

“La chioccia empiea di gridi la radura,

ché aveva scorto la vivanda ghiotta,

e i pulcini correan, avidi, in frotta,

quand’ella vide in ciel la macchia scura.

Grifagno roteò su la pastura

il falco, e scese, l’ali chiuse, a rotta:

ella aspettò, stridendo, irta, la lotta,

sopra i pulcini muti di paura.

O ire generose! Ma ghermita

rapidamente dentro l’unghie ladre

ascende nel tranquillo azzurro e spare.

Guardano in alto le pupille ignare.

Ed io che vidi, ho l’anima smarrita,

e, ricordando, gemo: “Madre, Madre!”

TRACCE:

Video di YOU TUBE

Poesia tratta da LA PRORA – Antologia italiana (L. Bianchi – V.Mistruzzi) –

E’ in arrivo il nuovo sito Internet di Romena

GRAZIE!

Prendi il largo

Oggi il nostro percorso in “tempore famis” è dedicato a un evento che riguarda la nostra Fraternità.
Domani pomeriggio, infatti, attiveremo il nuovo sito Internet di Romena, che potrete vedere al solito indirizzo http://www.romena.it.
In questo filmato ho provato a raccontare questa novità e a fare il punto sulle attività realizzate da Romena in queste settimane per restare vicino a ciascuno di voi, anche a distanza.

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Il profumo dei fiori

“Il dolore col suo piccone mina il cuore, ma è un artista sapiente. Approfondisce i canali per i quali possa entrare la felicità e scava nuovi loculi per nascondervi la gioia, dopo che egli se ne è andato.” (Leonardo da Vinci).

“Tremo di piacere quando penso che proprio il giorno della mia scarcerazione l’acacia e il lillà saranno fioriti nei giardini, e vedrò il vento agitare in cangiante bellezza l’ondeggiante oro dell’una e elevare la pallida porpora dei pennacchi dell’altro, così che tutta l’aria intorno sarà impregnata per me dei profumi d’Arabia.

Linneo cadde in ginocchio e pianse di gioia quando vide la prima volta la grande brughiera di qualche altipiano inglese tingersi di giallo per i fulvi fiori aromatici della comune ginestra; e io so che per me, per cui i fiori son parte della passione, lacrime sono in attesa tra i fiori di qualche rosa.

…Provo un singolare desiderio per le cose grandi, semplici e primordiali, come il mare, che per me è una madre, al pari della Terra.

Mi pare che noi tutti guardiamo troppo la natura e viviamo troppo poco con essa. Vedo una gran salute nell’atteggiamento dei Greci. Essi non ciarlavano mai di tramonti né discutevano se le ombre sull’erba fossero effettivamente viola. Ma intesero che il mare era per chi nuota e la sabbia per i piedi di chi corre. Amavano gli alberi per l’ombre che spandevano e la foresta per il suo silenzio meridiano.

…La realtà d’una cosa dipende dal modo in cui la si guarda. “Là dove gli altri, dice Blake, “vedono solo l’alba sorgere sulla collina, io vedo i figli di Dio che gridano gioia”. (Oscar Wilde)

TRACCE:

Foto scelte dalla Galleria Personale

Brani scelti principalmente da “IL SEME” di Giovanni Pastorino

#IORESTOACASA – Tag

Ringrazio Ehipenny per questa preziosa iniziativa. Sarebbe bello vedere il Post in tanti Blog amici. Sarebbe bello unire le nostre energie di speranza e fiducia, sicuri che poi…tutto sarà più vero e gioioso. Un abbraccio dal cuore! Nives

Ilmondodelleparole

Salve a tutti, a voi una piccola iniziativa. Insieme a Oltre il cancello e Citylights abbiamo avuto idea di creare questa campagna informativa coinvolgendo i blog di WordPress, per sensibilizzare la gente a rimanere a casa. Si tratterà di creare un post specifico sull’argomento, utilizzando l’immagine qui presente e, se possibile, nominare altri blog per invitarli a fare altrettanto, in un numero a piacere. A voi totale libertà di espressione, ma uniti per combattere un nemico comune. Grazie a tutti quelli che parteciperanno.

Ogni mattina il mio sguardo si posa sulla finestra, su quelle poche fessure che filtrano una tenue luce primaverile. La osservo, mentre gli occhi si abituano all’oscurità violata, e comincio a fantasticare sul mondo esterno, su quella vita che nonostante tutto continua, e ci regala ogni giorno nuove nascite, nuovi colori. Prima di andare in cucina, sollevo delicatamente la tapparella, socchiudo la finestra e lascio entrare un…

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Risveglio

“C’è tanto cinguettar d’uccelli

stamattina, tutt’attorno.

E, mentre il giorno s’apre a fatica

un varco tra le nubi,

quasi par che l’incanto

della verde campagna,

sceso dalla montagna,

sia straripato giù per la città.

Dagli alberi dei parchi,

dai lecci dei viali,

dai filari di bossi e biancospini,

uno squittir di cicaleggi, si leva,

un tramestìo di piccoli piedini,

un sommesso gridìo: quasi

un allegro cianciare di comari.

A frotte,

su le piazze e le ville,

s’inseguon le rondini,

fin sopra le terrazze delle case,

e i vicoli piccini.

Rasentan le grondaie,

i tetti ed i camini.

Scendono, salgono, planano,

discendono: si posano sui nidi

e poi ripartono.

e l’aria è tutta un fremito di stridi.

Ruderi, antri semibui,

macerie e muri in pericolo,

e qua e là qualche capanno

coperto di latta e di stracci.

Volti macilenti di vecchi,

volti tesi di adulti,

volti diafani di bimbi;

e sopra, dardeggiante,

lo stesso sole

che illumina le case dei ricchi.

Un sordo rancore

matura adagio tra le macerie.

I nervi paiono rompersi

per la tensione e l’impotenza.

I colpi di tosse degli innocenti

sono sommersi

dal rombo delle macchine

che sfrecciano,

al di là dello steccato.

Gli anni passano:

lenti ma passano.

Resta, della guerra,

questa nostra vergogna:

di non trovare l’amore che occorre

per sanare le ferite dell’odio.”  (Giovanni Pastorino)

TRACCE:

Poesia tratta dalla pag. 10 del Libro “Il Seme è per sempre”

1957 – Il Seme compie sessant’anni – 2017

Video tratti da YOUTUBE

“Tempore famis”, Maria Teresa Abignente e la mancanza degli abbracci

Grazie del tuo affetto, grazie di esserci, carissima!

Prendi il largo

Come possiamo esprimere i nostri sentimenti di affetto e di amore se non possiamo darci baci, carezze, abbracci? E’ questa la domanda intorno a cui ruota il contributo di Maria Teresa Abignente, collaboratrice storica della Fraternità di Romena per il nostro percorso di “Tempore famis”.
“La grande paura che ho – dice Maria Teresa – è che ci abituiamo a vivere senza questi gesti”. Davanti a questo pericolo, però, una via d’uscita c’è: sta nel nostro cuore: “Esercitiamoci – dice Maria Teresa – a mandare pensieri d’amore alle persone, esercitiamoci ad amare con lo sguardo, utilizziamo la nostra creatività per esprimere i nostri sentimenti. Come dice il verso di una poesia di Jan Twardovski: affrettiamoci ad amare. E’ questa la cosa più importante”.

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Se la Primavera

“Se la primavera non venisse che una sola volta nel corso della vita, se il sole si levasse e tramontasse una sola volta all’anno, se un arcobaleno apparisse una volta per secolo, se i fiori fossero come i rubini e i diamanti…oh! come tutto sembrerebbe meraviglioso!” (Lubbock)

“La natura, il vicario di Dio onnipotente.” (Geoffrey Chaucer)

PRIMAVERA

“Stanotte s’è messa in cammino

la Primavera.

D’intorno, sul capo, le svaria

un velo di stelle turchino.

Il suo profumo è un sospiro

diffuso sui freschi giardini.

La terra non ha più confini,

il mare non ha più respiro.

L’alba sorride cogli occhi

dalle lunghe ciglia di cielo.

Vibra negli orti ogni stelo

come se una mano lo tocchi.

Le strade hanno tenui tremori

di verde lungo i fossati.

Gli alberi si sono svegliati

con bianche ghirlande di fiori.” (Giuseppe Villaroel)

Conforto di primavera

“In questi giorni, o cuor, ti riconforta,

anche lo spino le sue rose porta.” (Giovanni Lodovico Uhland)