Il Padre nostro

 

Dal Libro Pregare di Giovanni Vannucci – (Collana “Germogli” Ed. Fraternità di Romena)

(A cura di Massimo Orlandi)

Pregare: Amazon.it: Vannucci, Giovanni: Libri

“Pregare non è mendicare,

ma rendere più intensa

la nostra vita.”

(Giovanni Vannucci Frate nell’Ordine dei Servi di Maria)

 

“Padre Giovanni, com’era, allora, in origine, il Padre Nostro?”

“Io vorrei tanto suggerire a questi giovanotti di studiare l’ebraico…Nell’ebraico ci sono due lingue: la lingua ebraica ufficiale – gli Ebrei parlano l’Ebraico, che è la lingua delle comunicazioni ordinarie – ma poi c’è la lingua sacra, che è differente, e va riscoperta pazientemente, tenacemente, attentamente, ma sopratutto nel silenzio e nell’ascesa del nostro essere. Ora, la lingua sacra ebraica, conosce soltanto due tempi: lo stato di perfezione e lo stato di imperfezione: il frutto maturo che tende verso il marcimento per poter deporre sulla terra il seme, e il frutto non maturo che tende verso la maturità. Quindi c’è un perfetto e un imperfetto (ma non nel nostro senso grammaticale) di una realtà compiuta perfettamente che poi ad un certo momento scoppia per dare origine ad un’altra realtà.

Così nel Padre nostro non c’è il congiuntivo e l’ottativo, ma c’è soltanto un’affermazione di fede: non “venga il tuo Regno”, ma il tuo Regno viene. Non “sia fatta la tua volontà”, ma la tua volontà è fatta in cielo e in terra. Non “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, ma tu dai a noi il pane di oggi e quello di domani (quotidiano significa questa). Tu perdoni a noi i nostri debiti quando noi li perdoniamo ai nostri debitori. Tu non ci induci in tentazione, ma ci liberi dal male. Sono tutte affermazioni di fede, perché, se crediamo in Dio…Cristo dice: “Il Padre vostro che è nei cieli sa benissimo quello di cui abbisognate”; quindi non è necessario chiedere! Però abbiamo bisogno di questa affermazione. “Tu dai a noi il nostro pane di oggi e di domani: Tu non ci induci in tentazione, ma, quando ci troviamo nella prova, ci liberi dal male.” Vedete, è differente…

“Padre nostro che sei nei cieli

Santo è il tuo nome

il Tuo regno viene

la Tua volontà è fatta in cielo e in terra

Tu dai a noi il pane di oggi e quello di domani

Tu perdoni a noi i nostri debiti quando noi li perdoniamo ai nostri debitori

Tu non ci induci in tentazione ma ci liberi dal male.”

 

“Il Viaggio più lungo è quello interiore. Non si nasce umani….si diventa umani.”

(Lidia Maggi – Pastora della chiesa battista di Varese)

Tracce:

Video di You Tube

Edizioni@romena.ithttp://www.romena.it

Il profumo dei fiori

“Il dolore col suo piccone mina il cuore, ma è un artista sapiente. Approfondisce i canali per i quali possa entrare la felicità e scava nuovi loculi per nascondervi la gioia, dopo che egli se ne è andato.” (Leonardo da Vinci).

“Tremo di piacere quando penso che proprio il giorno della mia scarcerazione l’acacia e il lillà saranno fioriti nei giardini, e vedrò il vento agitare in cangiante bellezza l’ondeggiante oro dell’una e elevare la pallida porpora dei pennacchi dell’altro, così che tutta l’aria intorno sarà impregnata per me dei profumi d’Arabia.

Linneo cadde in ginocchio e pianse di gioia quando vide la prima volta la grande brughiera di qualche altipiano inglese tingersi di giallo per i fulvi fiori aromatici della comune ginestra; e io so che per me, per cui i fiori son parte della passione, lacrime sono in attesa tra i fiori di qualche rosa.

…Provo un singolare desiderio per le cose grandi, semplici e primordiali, come il mare, che per me è una madre, al pari della Terra.

Mi pare che noi tutti guardiamo troppo la natura e viviamo troppo poco con essa. Vedo una gran salute nell’atteggiamento dei Greci. Essi non ciarlavano mai di tramonti né discutevano se le ombre sull’erba fossero effettivamente viola. Ma intesero che il mare era per chi nuota e la sabbia per i piedi di chi corre. Amavano gli alberi per l’ombre che spandevano e la foresta per il suo silenzio meridiano.

…La realtà d’una cosa dipende dal modo in cui la si guarda. “Là dove gli altri, dice Blake, “vedono solo l’alba sorgere sulla collina, io vedo i figli di Dio che gridano gioia”. (Oscar Wilde)

TRACCE:

Foto scelte dalla Galleria Personale

Brani scelti principalmente da “IL SEME” di Giovanni Pastorino

L’altra faccia del cielo

AUGURI A TUTTE LE DONNE

“Vanno le donne di ieri, provviste di oli profumati.

Vanno, anzi no, corrono, le donne di ieri

per smuovere il masso dalla tomba,

per lenire ferite indelebili, per profumare

il corpo straziato del loro Maestro.

Vanno, e nell’intimo un presentimento

antico e sempre nuovo:

la loro audacia obbligherà il Dio della Vita

a svuotare i sepolcri, a inventare la risurrezione,

ad affidare loro, oggi come ieri,

la gioia di raccontare al mondo

la bella notizia e cantare,

nel cuore dell’umanità, inni alla vita

che non muore.”

suor Elisa Kidanè – (Eritrea)

Solo vita

“L’incarnazione di Dio è la certezza che la nostra carne in qualche sua radice è santa, che la nostra storia in qualche sua pagina è sacra. E guardando il fratello nessuno potrà più dire: qui finisce Dio, qui comincia l’uomo, perché il Creatore e creatura sono abbracciati. Finito ed infinito sono dentro di noi in miscela prodigiosa per intensità di progetti, per vigore di trasformazione.

Dio si è fatto uomo perché l’uomo si faccia Dio.” (Ermes Ronchi)

Visione immaginale

“Un sogno sembra un sogno

fino a quando non si comincia

da qualche parte,

solo allora diventa un proposito,

cioè qualcosa di infinitamente

più grande.”

ADRIANO OLIVETTI

 

 

“Per perdere una cosa

occorre averla

prima posseduta.

Noi non abbiamo

mai avuto nulla

di nostro

in questa vita,

nulla da fare

se non cantare, cantare

con la gola, la pancia, la

testa, il cuore, lo spirito,

con tutta la polvere

delle nostre

anime innamorate.”

CHRISTIAN BOBIN

 

Tratta…OSARE LA SPERANZA

Rita Giaretta, da più di venticinque anni è suora delle Orsoline SCM. Ha fondato con altre consorelle nel 1995 a Caserta la Comunità Rut che accoglie donne, sole o con figli, in situazioni di difficoltà e vittime della tratta degli essere umani. Ha scritto Non più schiave. Casa Rut, il coraggio di una comunità, Marlin, Cava de’ Tirreni 2006.

“La sofferenza non è che un aspetto della gioia e l’una e l’altra si susseguono immancabilmente.”

M. K. GANDHI

http://www.associazionerut.it/

“Grotta di Pietro,

Chiesa dei sandali

senza bastone

né due tuniche,

Nuda fede,

la tua, Pietro,

ombra che guarisce.

Noi,

Chiesa delle due tuniche,

lucentezza senza guarigione.”

(A. CASATI, Nel silenzio delle cose, Qiqajon, Magnano 2007, 31)