Archive for the ‘foto’ Category

Le margheritine

“Era d’aprile. I monti, tutto intorno, ancora coperti di neve, scintillavano come se, durante la notte, vi fossero nevicate sopra tutte le stelle. Il cielo era di un azzurro fresco e tenue; i prati, in fondo alla valle, già belli e verdi, si andavano popolando di peschi in fiore, di susini in fiore, di viole, di margheritine.

Ora avvenne che nel prato delle margheritine andò a passeggiare la Madonna con in braccio il Bambino Gesù. Essa aveva sulle spalle un manto azzurro ancor più delicato di quello del cielo. Il suo volto e le sue mani eran candidi come la neve. Il Bambino portava una veste rosea come i fiori del pesco.

Appena essa fu in mezzo alle margheritine, queste spalancarono gli occhi per la meraviglia: il prato fu in breve un solo battere di ciglia radiose. Le margheritine non avevano mai visto una così bella mammina, né un bimbo così grazioso. Avrebbero ben voluto domandarle chi mai fosse e donde venisse, ma non osavano; e rimanevano lì, con la domamda in gola. Alla fine, una si fece coraggio e disse timidamente.

“Chi siete voi, o signora?”

I cento occhietti intorno brillarono di curiosità e di gioia. Una farfalla intanto venne a volare intorno a Gesù. Un ruscello nascosto rideva, da lungi, nel silenzio luminoso. Tutta la campagna invece taceva, sospesa.

E la bella signora rispose, con la sua voce soave:

“Io sono la Madonna, la madre di Gesù.

Allora le margheritine, piene di meraviglia, furono felici come non erano state mai. Ma già la Madonna si allontanava lenta lenta, senza piegare l’erba sotto i suoi piedi.

Essa giunse, così andando, su una collinetta ove fioriva un altro popolo di margheritine. Qui fu lei a domandare a voce bassa, quasi in segreto, in modo che nessuno intorno udisse:

“E voi lo sapete chi sono io?”

“Ma certo lo sappiamo: tu sei la Madonna, e questo è il tuo figliuolo Gesù – risposero esse in coro, come uno stormo di bambine contente.

Allora le prime margheritine, quelle che non avevano riconosciuta la Madonna, si fecero tristi tristi, e diventarono rosse dalla vergogna. Da quel giorno in poi vi sono al mondo margheritine bianche e margheritine rosse, le une più belle delle altre, tutte fatte per la gioia di noi, poveri uomini.”

(GIUSEPPE ZOPPI)

Dall’Antologia italiana LA PRORA – volume primo – Edizione 1961

 

Chiamati dal futuro

“Il fiume comincia con la prima goccia d’acqua,

l’amore con il primo sguardo,

la notte con la prima stella,

la primavera con il primo fiore.”

(Primo Mazzolari)

Coppia di cigni

“Il futuro entra in noi molto prima che accada”

(Simone Weil)

“Il tempo vitale, il tempo vissuto,

non parte dal passato verso il presente

ma parte dal futuro verso il presente.

Il seme che cresce nei nostri campi

perché sviluppa ora le sue radici?

Perché c’è il tempo vivente

che lo chiama dal futuro,

e il grano che cresce

“sogna” la figura, la spiga,

che un giorno riuscirà a raggiungere

nella sua maturazione.

Il presente è una risposta

nella vita concreta, nel reale,

agli appelli che ci vengono dal futuro.”

(Giovanni Vannucci)

Nuova vita sul fiume Sile

Brani scelti dal libro:

“Il futuro ha un cuore di tenda”

di Ermes Ronchi

 

Il Fiore della Pace

il mio giardino

“La pace è come un fiore che sboccia

e di mattina la rugiada bagna i suoi petali,

facendola diventare sempre più grande

e quando il fiore si sta seccando

è il segno di guerra.

E quando rinasce

è il simbolo di pace in tutto il mondo.

La Pace è una bellissima cosa:

vede i cani che giocano per le strade,

i soldati prima nemici stringersi la mano,

i bambini che vanno a scuola felici

i papà giocare con i loro figli

i carri armati sparare fiori.

La Pace è come un cerchio costruito da

anziani, donne, bambini e uomini

che si vogliono bene.

E’come un usignolo che canta.

E’ come il sole sempre acceso

e pieno di speranza.

La pace è come il soffio del vento

che ti accarezza il viso.

E’ come una stella che viaggia

libera nell’universo.”

(Aurora)

AURORA

 è una mia vicina di casa.

Ha sette anni.

Ama le poesie, le filastrocche

il mio giardino.

Dipinge con gli acquerelli

e, sempre disponibile,

annaffia gli aromi del mio mandala.

Ieri è venuta per il sale aromatizzato

ma l’altro ieri,

per l’ultima poesia imparata a scuola.

cactus

Roseo il viso,

timido il dolcissimo sorriso.

Lieve la voce tepida.

Come il primo raggio di sole

  colora e risveglia la vita.

rose del mio giardino

Grazie piccolo Fiore della Pace!

(Nives)

Eccomi ancora…sono Artù!

Che attendo Babbo Natale 2014!

Artù

Qui sono al parco…con la nuova amichetta Mery!

Amici

Eccomi sui grandi pascoli….impegnato in tranquille conversazioni…

conversazioni

ma anche…in festosi tentativi di nuovi amichevoli approcci!

amici

Qui sono alla scuola guida…per la patente del camper! 

Alla guida del camper

Eccomi sfinito sulla mia zattera…dopo ore di giochi sull’acqua!

artù sulla zattera

Qui faccio il bravo e…”ubbidisco”…

Artù

 …per salutare gli amici dei miei amici…

con l’inchino!

“ARRIVEDERCI!… AL PROSSIMO ALBUM”

….

(Artù)

Coppia di Cigni

Fiume Sile

ORAZIO E PENELOPE

ACACIA

Ai piedi di una meravigliosa ACACIA scorre dolcemente il Fiume SILE.

Fiume Sile

Sulla sponda, sopra un lembo di terra…Penelope, teneramente cova…

Nido di cigni

Orazio torna a controllare…mentre Penelope dorme beata.

Il Sile a Casier di Treviso

Poco prima…avevo scorto Orazio che, solo e regale…dominava l’altra sponda del Fiume.

Coppia di cigni

Ora Orazio arriva al nido e Penelope saluta e copre le sue due grosse uova…

Coppia di Cigni

Assisto commossa ad uno scambio di ruoli…spontaneo e naturale

Coppia di Cigni

La cura della vita nascente… per la Coppia…sembra il massimo impegno.

Coppia di cigni

Mentre Orazio s’asciuga le candide e morbide piume…

Coppia di Cigni

Penelope raggiunge velocemente il largo…mamma cigna

…per un fresco e salutare bagno!!!

antica barca veneziana

Mentre l’antica Peata Veneziana…

Antica Peata veneziana

assiste felice…al tenero Ciclo della vita!

Essere nuovi

alba australiana

“Essere nuovi come la luce a ogni alba, come il volo degli uccelli

e le gocce di rugiada: come il volto dell’uomo,

come gli occhi dei fanciulli come l’acqua delle fonti:

vedere la creazione emergere di notte!

Non vi sono fatti precedenti: non parlate di millenni

o di giorni o di altri millenni. Né creatura alcuna

correrà il rischio di essere sazia: principio altro principio genera

in vite irripetibili come le primavere.

Io debbo essere un segno mai visto, ipostasi del non visto prima,

goccia consapevole o perla nella notte, il lucente attimo di Dio

che per me solamente così si riveli e comunichi.

Unico male l’abitudine e la scelta tragica: discorrere invece che intuire.”

(David Maria Turoldo)

Busch (paesaggio)

eucalipto

Milioni di acri, gran parte della quale…

pascoli

lorichetti rosa

deserto di sabbia

praterie

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dopo l'incendio

…..così aspra da non essere quasi mai visitata dall’uomo.

lago salato

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Scogliera Cangaroo Island

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