Archive for the ‘STORIA’ Category

Una pagina bianca

Nella storia c’è

una pagina bianca

che siamo chiamati

a scrivere.

E’ Dio che ci dice:

“Scrivila tu”.

(Luigi Ciotti)

KOREA

Saranno le OLIMPIADI 2018 DI PYEONGCHANG  il momento più felice

per la creazione dell’armonia e della pace?

I sorrisi, la determinazione e la gioia dei giovani atleti…

saranno il cambiamento necessario per il futuro di una KOREA finalmente unita?

(Nives)

Le Visioni dei Bambini

 

Storia vera di Trudi Birger

Fonte: Wikipedia

Nata da una famiglia ebrea agiata, l’infanzia di Trudi Birger a Francoforte fu interrotta bruscamente nel 1934 dall’avvento del nazismo. Con l’avvio delle persecuzioni contro gli ebrei, la sua famiglia visse nascosta per diversi anni prima di essere catturata e inviata a un campo di sterminio. Trudi riuscì a sopravvivere in modo miracoloso, come racconta ella stessa nella sua autobiografia .

Alla fine della guerra si sposò e si trasferì con il marito e la madre nel neonato stato di Israele, dove lavorò come microbiologa. Durante la sua attività, iniziò anche a occuparsi dei problemi fisici e psicologici indotti nei bambini dai problemi dentali che lei stessa aveva sofferto in campo di concentramento in seguito alle percosse di uno dei guardiani che le ruppe tutti i denti.

Nel 1980 fondò la clinica no-profit Dentisti volontari per Israele e l’anno successivo ricevette il Premio Presidenziale per il Volontariato.

Nel 1991 venne dichiarata cittadina emerita di Gerusalemme, dove proseguì nella sua attività di volontariato a favore dei bambini poveri, senza discriminare tra ebrei e palestinesi.

Nel 1992 pubblicò il libro autobiografico Ho sognato la cioccolata per anni, in cui raccontò la sua terribile esperienza nel campo di sterminio, in particolare della rinuncia a salvarsi per stare a fianco della madre, di come riuscì a evitare la morte e di come fu in quell’occasione che promise a sé stessa di occuparsi dell’infanzia sofferente se fosse sopravvissuta (lei stessa, infatti, ne parla nel suo libro “Da bambina ho fatto una promessa”, continuazione del suo primo libro).

 

Da “Gli ebrei di Vilna – Una cronaca dal ghetto: 1941 – 1944” , ed. Giustina, Firenze, 2002, tr. Paola Buscaglione Candela, p. 84)

“5 luglio 1942. Non c’è nel ghetto una sola famiglia cui il terribile uragano non abbia strappato dalle radici un albero o più di uno. Qua hanno portato via il padre, il marito o i figli, spesso con addosso la sola biancheria, senza cappello, così come sono stati acciuffati; là spesso hanno trascinato a Ponary, per fucilarle, la moglie, la madre, la figlia, la sorella, catturate durante la”provocazione” o portate via dal ghetto in assenza del marito, del padre, del fratello.

Quanti cuori dilaniati, quante lacrime sparse, che dolore infinito. Ma più terribile di tutto era il destino dei bambini ormai senza padre né madre, completamente soli, rimasti miracolosamente vivi in quel mare di morte.

Ecco uno di loro, un bambino di sei anni. Lo hanno nascosto nella soffitta di una famiglia che lo ospita; sdraiato su un tavolaccio si addormenta raccontandosi ad alta voce una tenera fiaba, borbottando parole come casetta, lettino, mammina; mani assassine gli hanno ucciso papà e mamma, due fratelli e una sorella. Il bimbo, con voce bassa e monotona continua a parlottare finché non si addormenta. Che cuore dovrebbe avere uno per non piangere?…Scesi dalla soffitta dove dormiva il bimbo e arrivato in strada non potei trattenere le lacrime.”

 

 

Annaleise Frank

 

Da “Obbedire solo alla felicità” di Roberto Mancini

“Ricordo infine il coraggio di non credere nella morte e nell’assurdità, non perché sappiamo prevedere e descrivere il mondo che verrà, ma perché vediamo già ora con certezza che il valore di ogni vivente è eterno e che la salvezza è per tutti. Dove c’è autentica visione, vengono meno lo scoramento, l’indifferenza, la rassegnazione. Dove c’è visione, lì c’è anche l’azione che non rinuncia a cambiare quello che va cambiato.”

 

HUMAN AWARD

(HUMAN AWARD di Rebecca Antolini da condividere)

 

Grazie Pif, in questa Giornata della Memoria 2018, condivido molto volentieri il tuo  bellissimo AWARD, che considero vero e delicato Omaggio al Rispetto e alla Pace. (Nives)

  SHOAH (da Fonte Wikipedia)

Il termine Olocausto indica, a partire dalla seconda metà del XX secolo, il Genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli Ebrei d’Europa e, per estensione, lo sterminio nazista verso tutte le categorie ritenute “indesiderabili”, che causò circa 15 milioni di morti in pochi anni, tra cui 5-6 milioni di ebrei, di entrambi i sessi e di tutte le età.

 

Il Milite disperso

Poesia di P. Rocco
Milite Ignoto

Non sappiamo il tuo volto, o Sconosciuto,
non il tuo nome rude di soldato,
è ignoto il luogo che santificato
fu dal tuo sangue quando sei caduto;
ma il tuo viso fu bello e fu divino:
forse un imberbe viso giovinetto…
Lo veggo all’ombra fosca dell’elmetto
sorridere con occhi di bambino.
Fu nostro sangue il sangue tuo vermiglio…
Sei senza nome, ed ogni madre, ignara,
inginocchiata presso la tua bara
singhiozza un nome, il nome di suo figlio;
il nome inciso in tutti i monumenti
e che risuona in tutte le fanfare…
Hai la tua casa in ogni casolare,
ed appartieni a tutti i reggimenti.
Sente ogni madre il suono della voce
nota al suo cuore, eppure tu sei muto..;
e là, sul campo dove sei caduto,
tutte le croci sono la tua croce.
Da quelle tombe un mònito e un saluto
con severo silenzio tu ci porti:
son tutti i cuori dei fratelli morti
chiusi nel cuore tuo, o Sconosciuto!

Nel 1921 Roma è tutta un fremito. Un affusto di cannone trasporta una bara di quercia coperta dal Tricolore.
E’ la salma del Milite Ignoto, che va a prendere dimora sull’Altare della Patria perchè in lui gli Italiani ricordino tutti i Caduti della prima guerra mondiale.

4 novembre, Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate in ricordo del 4 novembre 1918.

………………………….

Si chiamava Pietro, era nato a Venezia nel gennaio del 1898.

Fratello della Nonna materna, aveva gli stessi grandi dolci occhi.

A 17 anni fu chiamato alle armi e diventò Bersagliere dell’Undicesimo Reggimento.

Non è più tornato a casa…

e nessun effetto personale fu trovato mai!

………………….

Dopo cent’anni abbiamo saputo che è

Morto e Disperso in Combattimento,

sul CARSO,

il 18 Agosto 1917

Sarà Lui, Pietro…. il MILITE IGNOTO….. dell’Altare della Patria?

O forse Pietro riposa con i 60.330 MILITI IGNOTI del…SACRARIO DI REDIPUGLIA?

……………

Fratello senza nome e senza volto,
da una verde trincea t’han dissepolto.
Dormivi un sonno quieto di bambino.
Un colpo aveva distrutto il tuo piastrino.
Eri soltanto un fante della guerra,
muto perchè t’imbavagliò la terra.
Ora dormi in un’urna di granito
sempre di lauro fresco rinverdito.
E le madri che più non han veduto
tornare il figlio come te caduto,
nè sanno dove l’abbiano sepolto,
ti chiamano e rimangono in ascolto
se mai la voce ti donasse Iddio
O mamma il figlio tuo son io!

4 novembre 1918

(Renzo Pezzani)

PREGHIERA

O Dio, Creatore e Padre dell’Universo,

che con Tuo Figlio Gesù

ci hai insegnato che la Salvezza passa anche attraverso il corpo,

accogli e benedici la vita e il sangue di Pietro e dei 60330 Militi Ignoti

che riposano nel Sacrario di Redipuglia.

Vite donate e sangue sparso per la Libertà e l’Unità d’Italia,

ma sopratutto per la Salvezza eterna di tutta l’Umanità!

Amen.

(Nives)

 

TU, SIRIA

REGINA ORFANA

(di Asmae Dachan)

“DIMORI NEL MIO CUORE

O SIRIA

COME UNA REGINA ORFANA DI POPOLO.

REGNI SULLE MACERIE

DI PENSIERI INTERROTTI SUL NASCERE

DI DESIDERI SOFFOCATI IN PETTO

DI PASSI INCOMPIUTI NELL’IMMENSITA’

DI ECHI NEL VUOTO DI VOCI MUTE.

DIMORI NEL MIO ANIMO

COME UNA SCULTURA

MENTRE IO VAGO SENZA UNA META

ALLE PENDICI DEL MONDO.”

CANTO DI VITA

(Di Yara Al Zaitr)

“Dalla distruzione riemerge sempre un’anima libera che lotta intrepida per trasmettere al mondo un canto di vita. Un canto che si batte instancabile per ridare voce a coloro che sono stati condannati al silenzio, a coloro che son stati derubati della parola. Un canto che inutilmente la disumanità ha cercato di sopprimere sotto le macerie; una disumanità inutile nella sua illusa forza ha cercato di ammutolirne il grido. Inutilmente, poiché la voce di un uomo libero s’innalza sempre dove c’è un cuore oppresso, per essere della sua prigionia una sincera testimone, e della sua libertà una fedele compagna.”

Sana e Robusta COSTITUZIONE

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AL SICURO, GRAZIE ALLA COSTITUZIONE

(a cura di Duccio Facchini, giornalista di Altreconomia)

“Un punto che è importante definire è il cambiamento nello statuto politico dei cittadini e del popolo, che era un tempo il depositario della sovranità. Nello Stato di sicurezza si assiste a una tendenza inarrestabile verso una depolicizzazione progressiva dei cittadini, la cui partecipazione alla vita politica si riduce ai sondaggi elettorali. Questa tendenza è tanto più inquietante, in quanto era stata teorizzata dai giuristi nazisti, che definivano il popolo come elemento essenzialmente impolitico cui lo Stato doveva garantire protezione e crescita.” 

(Giorgio Agamben, 23 dicembre 2015)

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“PERCHE’ SIAMO PREOCCUPATI”

(Appello di 56 costituzionalisti)

Siamo anzitutto preoccupati per il fatto che il testo della riforma – ascritto ad una iniziativa del Governo – si presenti ora come risultato raggiunto da una maggioranza (peraltro variabile e ondeggiante) prevalsa nel voto parlamentare (“abbiamo i numeri”) anziché come frutto di un consenso maturato fra le forze politiche; e che ora addiritura la sua approvazione referendaria sia presentata agli elettori come decisione determinante ai fini della permanenza o meno in carica di un Governo. La Costituzione, e così la sua riforma, sono e debbono essere patrimonio comune il più possibile condiviso, non espressione di un indirizzo di Governo e risultato del prevalere contingente di alcune forze politiche su altre. La Costituzione non è una legge qualsiasi, che persegue obbiettivi politici contingenti, legittimamente voluti dalla maggioranza del momento, ma esprime le basi comuni della convivenza civile e politica……

….si è configurato un Senato estremamente indebolito, privo delle funzioni essenziali per realizzare un vero regionalismo cooperativo: esso non avrebbe infatti poteri effettivi nell’approvazione di molte leggi più rilevanti per l’assetto regionalistico, né funzioni che ne facciano un valido strumento di concertazione fra Stato e Regioni. In esso non si esprimerebbero le Regioni in quanto tali, ma rappresentanze locali inevitabilmente articolate in base ad appartenenze politico-partitiche…

….configurazione di una pluralità di procedimenti legislativi differenziati a seconda delle diverse modalità di intervento del nuovo Senato…con rischi di incertezze e conflitti.

L’assetto regionale della Repubblica uscirebbe da questa riforma fortemente indebolito…Si è rinunciato a costruire strumenti efficienti di cooperazione fra centro e periferia. Invece di limitarsi a correggere alcuni specifici errori della riforma del 2001, promuovendone una migliore attuazione, il nuovo progetto tende sostanzialmente, a soli quindici anni di distanza, a rovesciarne l’impostazione, assumendo obbiettivi non solo diversi ma opposti a quelli allora perseguiti di rafforzamento del sistema delle autonomie.

Il progetto è mosso anche dal dichiarato intento (espresso addirittura nel titolo della legge) di contenere i costi di funzionamento delle istituzioni (costi sui quali è giusto intervenire…) ma… il buon funzionamento delle istituzioni non è prima di tutto un problema di costi legati al numero di persone investite di cariche pubbliche…bensì di equilibrio fra organi diversi, e di potenziamento, non di indebolimento, delle rappresentanze elettive. …questi non sono modi adeguati per garantire la ricchezza e la vitalità del tessuto democratico del paese…

Sarebbe ingiusto disconoscere che nel progetto vi siano anche previsioni normative che meritano di essere guardate con favore: tali la restrizione del potere del Governo di adottare decreti legge, e la contestuale previsione di tempi certi per il voto della Camera sui progetti del Governo che ne caratterizzano l’indirizzo politico; la previsione (che peraltro in alcuni di noi suscita perplessità) della possibilità di sottoporre in via preventiva alla Corte costituzionale le leggi elettorali, così che non si rischi di andare a votare (come è successo nel 2008 e nel 2013) sulla base di una legge incostituzionale; la promessa di una nuova legge costituzionale (rinviata peraltro ad un indeterminato futuro) che preveda referendum propositivi e di indirizzo e altre forme di consultazione popolare.

Tuttavia questi aspetti positivi non sono tali da compensare gli aspetti critici di cui si è detto. Inoltre, se il referendum fosse indetto – come oggi si prevede – su un unico quesito, di approvazione o no dell’intera riforma, l’elettore sarebbe costretto ad un voto unico, su un testo non omogeneo, facendo prevalere, in un senso o nell’altro, ragioni “politiche” estranee al merito della legge….

Per tutti i motivi esposti….l’orientamento che esprimiamo è contrario, nel merito, a questo testo di riforma.

(Aprile 2016)

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Francesco Amirante, Magistrato; Vittorio Angiolini, Università di Milano Statale; Luca Antonini, Università di Padova; Antonio Baldassare, Università LUISS di Roma; Sergio Bartole, Università di Trieste; Ernesto Bettinelli, Università di Pavia; Franco Bile, Magistrato; Paolo Caretti, Università di Firenze; Lorenza Carlassare, Università di Padova; Francesco Paolo Casavola, Università di Napoli Federico II; Enzo Cheli, Università di Firenze; Riccardo Chieppa, Magistrato; Cecilia Corsi, Università di Firenze; Antonio D’Andrea, Università di Brescia; Ugo De Siervo, Università di Firenze; Mario Doglioni, Università di Torino; Gianmaria Flik, Università LUISS di Roma; Franco Gallo, Università LUISS di Roma; Silvio Gambino, Università della Calabria; Mario Gorlani, Università di Brescia; Stefano Grassi, Università di Firenze; Enrico Grosso, Università di Torino; Riccardo Guastini, Università di Genova; Giovanni Guiglia, Università di Verona; Fulco Lanchester, Università di Roma La Sapienza; Sergio Lariccia, Università di Roma La Sapienza; Donatella Loprieno, Università della Calabria; Joerg Luther, Università Piemonte orientale; Paolo Maddalena, Magistrato; Maurizio Malo, Università diPadova; Andrea Manzella, Università LUISS di Roma; Luigi Mazzella Avvocato dello Stato; Alessandro Mazzitelli, Università della Calabria; Stefano Merlini, Università di Firenze; Costantino Murgia, Università di Cagliari; Guido Neppi, Università di Torino; Walter Nocito,Università della Calabria; Valerio Onida, Università di Milano Statale; Saulle Panizza, Università di Pisa; Maurizio Pedrazza Gorlero, Università di Verona; Barbara Pezzini, Università di Bergamo; Alfonso Quaranta, Magistrato; Saverio Regasto, Università di Brescia; Giancarlo Rolla, Università di Genova; Roberto Romboli, Università di Pisa; Claudio Rossano, Università di Roma La Sapienza; Fernando Santosuosso, Magistrato; Giovanni Tarli Barbieri, Università di Firenze; Roberto Toniatti, Università di Trento; Romano Vaccarella, Università di Roma La Sapienza; Filippo Vari, Università Europea di Roma; Luigi Ventura, Università di Catanzaro; Maria Paola Viviani Sclein, Università dell’Insubria; Roberto Zaccaria, Università di Firenze; Gustavo Zagrebelsky, Università di Torino.

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La bibliografia essenziale

AA.VV. “Costituzione bene comune” (Ediesse/Comitato per il no).

Scritti di Azzariti, Besostri, Carlassare, Ferrara, Gallo, Grandi, Pace, Rodotà, Villone, Zagrebelsky.

Andrea Aurelio Di Todaro “Referendum costituzionale. 20 domande, 20 risposte” (Ediesse/Comitato per il no)

Gustavo Zabrebelsky con Francesco Pallante “Loro diranno, noi diciamo” (Laterza)

Marco Travaglio, Silvia Truzzi “Perché no”.  (PaperFirst)

V. Onida, G. Quagliarello “Perché è saggiodire no: la vera storia di una riforma che ha cambiato verso” (Rubbettino)

Arturo Carlo Jemolo “Che cos’è la Costituzione) (Donzelli)

PaoloBarile “Tra Costituzione e riforme” (Passigli)

Emilio Gentile “Il capo e la folla” (Laterza)

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I link ai materiali

Il testo della riforma costituzionale:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/04/15/16A03075/sg

Il testo dell’Italicum

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/05/08/15/G00066/sg

La sentenza n. 1 2014 della Corte costituzionale sul Porcellum

http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2014&numero=1

Vademecum sulle ragioni del no:

http://www.libertàegiustizia.it/wp-content/uploads/2016/07/Vademecum-LeG-v.2.pdf

Brani tratti da “Le RAGIONI del NO” Guida al voto per il referendum costituzionale 

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“L’informazione corretta, non falsificata,

è premessa indispensabile per il voto consapevole

dei cittadini, e chi ha le conoscenze necessarie

devemetterle a disposizioni di tutti.”

(Stefano Rodotà)

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