il lavoro delle api

Il sole diventa ogni giorno sempre più caldo. Gli uccelli si svegliano sempre più presto e cantano.  Il mio giardino è tutto un fiore! Rose rosa fioriscono ogni giorno e incorniciano la ringhiera della scala esterna…Profumano l’aria, addolciscono l’anima,  il cielo…e il palato delle API!

Due splendide API REGINA, hanno pensato bene di tenere al caldo le loro LARVE..pensate un po’! Proprio dentro la Casetta degli attrezzi!

Che devo fare??? Dalla minuscola finestrella, vanno e vengono api operaie in continuazione!  E’ tutto un DARE-AVERE tra rose e api….che meraviglia! Ma posso permettermi questo? Io non so raccogliere il miele!!! Non so nemmeno dove sono i loro nidi!!! Forse dentro lo zoccolo in legno? Forse dentro il portaombrelli? O nel vaso dei bulbi e dei sementi? Oppure tra le pieghe delle tendine? …..Ma come raggiungerli se non posso aprire la porta?

Qualcuno mi ha suggerito di chiudere tutto…persino la minuscola finestrella! Per la verità…. non me la sento di spegnere tanta VITA! ….Aspetterò! Aspetterò…e vedrò che succederà!

Intanto l’erba del giardino cresce, cresce…..e aspetta il tagliaerba….diventato forse….CASA DELLE API!!!

Sogni, speranze….

“Sono convinto che l’uomo davvero forte sia quello che conosce le proprie paure e debolezze, ma le sa capire, accettare, vincere. Conosce i suoi dubbi e tuttavia opera delle scelte.  (Akira Kurosawa)

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“Allorchè sul far della notte veggo la moglie del castaldo che recita il rosario col suo figliuoletto più grandicello fra le ginocchia seduta accanto al fuoco che cuoce la minestra, dimenando col piede la culla in cui dorme il suo bimbo, mi pare che la preghiera di quella buona donna, calma, serena, piena di riconoscenza per la felicità prodigatele dal buon Dio, debba salire a Lui assai più pura della mia.” (Giovanni Verga)

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“Noi abbiamo conversato in francese stentato,

mangiando banane abbrustolite, quella sera ai bordi della laguna.

Abbiamo usato vecchie parole dense per tutti e due, delle stesse immagini.

Lui mi ha parlato di sua madre, la sua è bianca la mia è nera,

ma hanno lo stesso gesto per accarezzare.

Io gli ho parlato del mio villaggio il suo è di pietra, il mio in paglia,

ma gli antenati hanno gli stessi silenzi.

Mi ha parlato della sua infanzia, lui l’ha vissuta sulla neve, io sulla sabbia.

Gli ho parlato del dolore, lui l’ha conosciuto ed anch’io.

Ma abbiamo le stesse lacrime per placarlo.

Gli ho parlato dell’aldilà, c’è il sole nel suo e dell’acqua nel mio,

ma là entrambi speriamo di incontrarci ancora.

La notte discreta ha inghiottito le nostre parole,

di noi non restava ai bordi della laguna, che la luce degli occhi

e l’oro delle banane. (Jean Dodo – Poeta della Costa d’Avorio)

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“Lo scopo della mia vita era di diventare come il babbo e la mamma, puro e limpido come loro, come loro ordinato e superiore, ma la strada che conduceva a questa meta era lunga ed esigeva che si frequentassero scuole, si studiasse e si dessero esami; e quella strada attraversava sempre anche l’altro mondo, quello oscuro, nel quale poteva accadere di indugiare e sprofondare: Esistevano storie che narravano di figli perduti ai quali ciò era accaduto e io le avevo lette con passione. Vi si raccontava sempre di un solenne ritorno a casa e al padre come di una redenzione; io capivo benissimo che solo in ciò risiedeva il giusto, il buono, l’auspicabile.” (Hermann Hesse)

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“L’educazione della scuola! Ma una mezza bricconeria indovinata in famiglia, una scenetta vista nel buco di una serratura, una pagina di un libro dimenticato dal padre, distruggono gli effetti di sei mesi di morale parlata del maestro: e questo accade tutti i giorni.

Che serve che sentano di discorrere di virtù un’ora al giorno, se sentono, vedono, fiutano delle brutture da tutte le parti per le altre undici ore! Caro professore, una generazione non ne educa un’altra che con quello che fa, non ne otterrà mai nulla con quello che dice.” (Edmondo de Amicis)

“Il ragazzo che fin da principio comprende che il lavoro è la legge della vita, colui che sa, di buon’ora, che il suo pane non potrà essere guadagnato se non con il sudore della fronte, precetto della Bibbia, che è la regola dell’umanità, è probabilmente predestinato a grandi cose, perchè avrà un giorno, con la volontà, la forza di compierle.” (Jules Verne)

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“Bisogna considerare che, in ciascuno di noi sono due i principi che ci governano e ci guidano, e ai quali andiamo dietro dovunque ci conducano; l’uno, innato, che è il desiderio dei piaceri, e l’altro, acquisito, che è l’opinione avente di mira il meglio.

Questi due principi in noi sono talvolta concordi, talaltra in lotta; e talvolta vince l’uno e talaltra l’altro. Quando dunque l’opinione, che mediante la ragione ci guida verso il meglio, prende il sopravvento, a tal sopravvento si dà il nome di equilibrio; quando invece il desiderio ci trascini, contro la ragione, ai piaceri e sia diventato in noi dominante, esso prende il nome di sfrenatezza.” (Platone)

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  “Sii volontariamente quello che l’albero è involontariamente” (Goethe).

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chi è Gesù?

E’ questo un volantino di invito, consegnato a mano dai Testimoni di Geova,   durante la Settimana Santa celebrata dai fedeli cattolici.

Non ho partecipato a questo incontro di “scuola di pensiero”….comunque ho accettato la provocazione e mi sono personalmente interrogata, sulla Persona di Gesù e sulla relazione che ho con Lui. Non sull’immagine, convinzione, pensiero, o storia di un Uomo Misterioso, vissuto tanto tempo fa,….. ma su Colui che vive, mi ascolta e consola, tutti i giorni della mia vita.

Confesso che non ho un sereno rapporto con i “Capi” o “Maetri” della Congregazione dei Testimoni di Geova, sopratutto in questo periodo di dolore,  per la sofferenza e la perdita del caro cugino Graziano….(di fede agnostica).

La sorella di Graziano invece, è una fervente sostenitrice e una brillante studiosa…..che segue alla lettera ogni indicazione proclamata, per non sentirsi…..(addiritura)… un’IMPURA!

Per questo ha scelto per suo fratello, il funerale Geoviano. Ossia, l’accompagnamento della salma  dall’obitorio al cimitero, e la semplice lettura e sermone da parte di un loro “Maestro”, di un passo della loro Bibbia.

Pure per la mamma (credente-praticante della fede cattolica), aveva scelto il funerale Geoviano! Ossia.. la più pura e vera risposta di fede, ai comandamenti di Geova.

Mia cugina Lilli, vive nella tristezza, nella paura, nell’ansia dell’attesa dell’Apocalisse……non festeggia niente: né compleanni, anniversari, Natale o Pasqua o carnevale o ferie….Si è affidata ai “fratelli”, in caso di ricovero ospedaliero, bisogno di sangue, lettura del testamento delle sue volontà, dopo la  morte. Mia cugina attende la resurrezione dei corpi, quì sulla Terra, come “schiavi felici” di un potente Re.

Con lei non è possibile  un sereno dialogo, una comunicazione, un reciproco rispetto di un leggittimo pensiero. La “predicazione” è un suo dovere…per salvare il più possibile persone dannate, e in balìa dell’Angelo del Male.

Cosa ne pensate Voi, cari Amici, di questa Congregazione e di questa “Fede” dei Testimoni di Geova?

Ho bisogno di qualche consiglio….per il bene di mia cugina Lilli, rimasta sola e depressa…

Che si allontana dai parenti di altre confessioni, sempre di più. ….dicendo che anche Gesù, quand’era in vita, ha fatto così!

Purtroppo, il suo cuore è colmo di tristezza….non conosce la  gioia del cuore di San Francesco…..e non se ne accorge!!!!