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Un’umile meraviglia

Il maestro Vannucci spiega:

“Siamo stati seminati nella vita e ognuno di noi ha ricevuto un seme particolare che non è sostituibile da nessun altro: se noi tradiamo la nostra singolarità introduciamo nell’universo una disarmonia. Non dobbiamo imporre la nostra singolarità agli altri, ma essa deve muoversi armoniosamente con le altre singolarità. L’accettare le proprie vibrazioni, la propria intelligenza, le proprie capacità creative, è un atto di profonda umiltà, perché così diventiamo fecondi.
C’è una parte della nostra vita cristiana che consiste nel piangere i propri difetti, i propri peccati, nel battersi il petto: Signore, non son degno; Signore, non sono niente. Ma è possibile? Dio ci ha creati per la gioia e per la vita, non per piangere! Hai peccato? Va bene, il peccato è la rivelazione di quello che tu sei. Vai avanti! Cristo ti dice: «Io ho preso su di me il tuo peccato». Cristo ci vuole generosi, ci vuole coraggiosi. Il fermarsi a piangere continuamente sui nostri difetti non è sano. Noi dobbiamo ritrovare la gioia e lo slancio di vivere, la fiducia nella vita. La vita è dura, ma è forte, è solare! Non introduciamo mai delle cose che ci possano portare a un appassimento di vita, anche nella nostra chiesa.
L’umiltà è accettare la vita con gioia, con entusiasmo, desiderosi di dare la vita a tutto quello che abbiamo ricevuto e che deve maturare sul nostro terreno che, essendo “umile”, è fertile, e quanto più è umile tanto più è fertile.”
E allora lasciamoci irrigare dalla pioggia che scende dal cielo e facciamo della nostra vita un’umile meraviglia!

pietre sul cammino

il cammino è cosparso di pietre

sii delicato con le pietre

  • “La regola aurea è questa: lasciare che le cose vadano come vanno. Allorchè sono giunto alla conclusione che non c’è nulla ch’io possa fare, e che i fatti accadranno inesorabilmente, indipendentemente dal mio consenso, la ragione consiglia di accettare tutto, con calma, quasi con dolcezza.
  • Accettare significa ammettere, senza irritarsi, che l’altro è cos’ì com’è, che le cose sono così come sono. Utilizziamo indifferentemente ambedue i verbi: accettare e lasciare; e sebbene il primo abbia un tono piuttosto attivo e il secondo passivo, tutti e due si riferiscono a un medesimo atteggiamento.
  • Non lasciarti traffiggere dalle saette che piovono da ogni parte. Rasserenati, concentrati su ogni avvenimento che ti si presenta e, invece di perdere la calma, lascia che tranquillamente e coscientemente – quasi affettuosamente – ogni cosa, una per una, esista.
  • Non trattare male le pietre che troverai sul tuo cammino. Non resistere loro. Non arrabbiarti né prenderle a calci. Solamente tu ne soffrirai. Non trasferire cariche emozionali aggressive su tutto ciò che ti succede; il bersaglio di tali furie sei tu stesso, solamente tu.
  • Sii delicato con le pietre. Accettale così come sono. Le tue collere non possono levigarle. Sii affettuoso e dolce; questo è l’unico sistema perchè non ti feriscano. E se non puoi prenderle, se non le puoi caricare sulle spalle e portartele, almeno lasciale indietro, sul cammino, da amiche.

Ecco la pietra filosofale per trasformare i nemici in amici e prosciugare le innumerevoli sorgenti di sofferenza.”  (Ignacio Larran’aga)

lascia che ogni cosa esista

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