Il Filugello

La falena della seta (il baco da seta) | Briciolanellatte Weblog

 

PIETRO BARGELLINI

“Alla frontiera cinese, il fraticello fu frugato.

  • Avete oro? – gli chiesero le guardie.
  • No.
  • Avete argento?
  • No.
  • Avete seta?

Il fraticello rimase un istante perplesso. Non voleva dire il falso. Ma rispose poi francamente:

  • No.

Non volevano che gli altri popoli della terra conoscessero il segreto di quel preziosissimo filo, col quale fabbricavano un bellissimo tessuto, lucido e morbido.

  • Passate pure – gli dissero allora le guardie.

Il frate raccolse il suo bastone di bambù e passò la frontiera.

TRAMA E ORDITO - il blog della moda: SETA

Cammina, cammina, sempre appoggiandosi alla sua canna, giunse finalmente al suo paese.

  • Ho portato un tesoro!
  • Dov’è?

Credevano fosse oro, argento, pietre preziose. Il pellegrino sorrise.

Gli abitanti del paese lo guardarono increduli. Era povero, non aveva bagagli, e pensarono che durante il lungo viaggio avesse smarrito la ragione.

Il frate allora mostrò il suo bastone.

  • E’ qui dentro.

Gli altri risero di lui. Ma il frate ruppe la canna di bambù e mostrò alcuni semini scuri.

Il baco da seta | Redazione Web – Anno Scolastico 2011-2012

  • Ecco il tesoro – disse.

Tutti credettero che si volesse burlare di loro. Gli voltarono le spalle e lo lasciarono solo.

Allora il frate mise i semini al caldo. Dopo pochi giorni dai semini, che erano uova, uscirono alcuni bachini neri. Il frate li pose con grande cura sopra una foglia tenera di gelso. I bacolini cominciarono a mangiare e ridussero la foglia alle sole nervature.

In poco tempo i bacolini ingrossarono e diventarono chiari, lucidi e mollicci.

Durmìi de la quarta", un prezioso ricordo di famiglia

  • Venite a vedere il grande tesoro – diceva la gente. – Quattro o cinque bachi che fanno ribrezzo!

Il frate sorrideva:

  • Aspettate – diceva, – aspettate e vedrete.

I bachi crescevano sempre di più. Quando furono grossi come un fuscellino, smisero di mangiare e si misero a dormire.

  • Sono morti – disse la gente.

Invece, dopo poco tempo, ripresero a mangiare. Quando furono grossi come un dito indice s’addormentarono nuovamente.

Intanto il fraticello aveva cercato un rametto di scopa secca; vi fece salire i suoi bachi e disse ai suoi increduli paesani:

  • Ripassate fra qualche giorno e vedrete!

Invertebrati: Bombice del gelso - Sapere.it

Dalla bocca dei bachi usciva un filo d’oro, che le bestiole appiccicavano nei diversi punti della scopa. Poi cominciarono a girarsi su loro stessi tessendo un finissimo bozzolo dentro il quale restarono prigionieri.

Quando la gente chiese di vedere il prodigio, il fraticello mostrò il rametto di scopa dal quale pendevano tanti bozzoli d’oro.

S’alzò un grido di meraviglia!

  • Sono frutti d’oro?
  • No – rispose il frate, – sono semplicemente bozzoli di seta.

Così anche gli Europei allevarono il filugello e produssero come i Cinesi i preziosi tessuti lucidi e resistenti.”

(Da “Bellariva” – Vallecchi, Firenze) – (Letture per le Scuole Elementari – Classe 3° – Anno 1963)

il Filugello (@ilFilugello) | Twitter

 

Il Dono

“Solo la luce che ininterrottamente

discende dal cielo fornisce ad un albero

l’energia che fa penetrare a fondo

nel terreno le possenti radici.

In verità l’albero è radicato nel cielo.

Solo ciò che proviene dal cielo

è in grado di imprimere realmente

un marchio sulla terra.”

(Simone Weil)

Chi non dà…

…non gode.

albero di mele quadro

“Un uomo mangiava un pomo così di gusto da non accorgersi che un bimbo lo stava a guardare. -Danne un boccone anche a me-, gli disse infine il bambino. – Deve essere ben dolce quel pomo!  Ma l’uomo continuò a mangiare, e non buttò via che il torsolo. – Con la sete che ho, – disse – se ne davo a te non mi sarebbe rimasto niente-.  Si asciugò la bocca col dorso della mano e se ne andò. Ritornò da quelle parti dopo molti anni. Era una giornata calda e aveva sete. Vide una bella pianta carica di pomi e sulla pianta un fanciullo.

albero di mele quadro

– Buttami un pomo, che ho sete. – Il bambino gli disse: – Vieni a prenderlo – L’uomo si alzò in punta di piedi ma i frutti erano una spanna più alti di lui. Allora con gran fatica andò a prendere un sasso e lo portò vicino all’albero per arrivare ai frutti. Ma i pomi erano ancora una spanna più in alto di lui. Prese un altro sasso, lo mise sul primo e si alzò, ma pareva che l’albero nel fratempo fosse cresciuto di un’altra spanna. L’uomo era disperato. Allora il bambino gli disse:

albero di mele

– Ricordi tanti anni fa? Proprio qui mangiavi un pomo e buttasti via il torsolo. Ma nel torsolo c’erano i semi. Dai semi è nata una pianta. – Ah, – disse l’uomo – allora la pianta è mia! – Prendila se è tua! – Sicuro che la prenderò! – E cavata un’accetta, cominciò a menar colpi sul tronco. Al rumore che faceva, un contadino saltò fuori da una casa vicina a vedere che succedeva. L’uomo, senza cessare di picchiare, gli raccontò ogni cosa.

albero di mele

– E dove lo prendeste il pomo che avete mangiato? – Da quel campo laggiù. – Allora, andiamo adagio, perché quel pomo l’avete rubato a me e la pianta è mia. – I due cominciarono ad azzuffarsi, e ne nacque una rissa così rumorosa e violenta che tutta la gente del paese vicino corse a vedere e ciascuno, per dare un giudizio, volle assaggiare di quei pomi. In breve la pianta fu scaricata d’ogni frutto. Non ne rimase che uno sul ramo più alto e l’uomo finalmente poté prenderselo.

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Lasciò che la gente se ne andasse e già si disponeva a mangiarlo, quando s’accorse che un bambino lo guardava. Allora gli disse: – Vuoi dare un morso anche tu?- Il bambino prese il pomo e a piccoli morsi se lo mangiò tutto. L’uomo lo guardava e non faceva nessun gesto per dirgli: – Ora tocca a me –

cesto di mele

Disse invece: – Io ne ho assaggiato un boccone, eppure solo a vederti mangiare, mi sono levato la sete. –

alberi di mele

– Perché – disse il bambino – si gusta più il boccone che si dà, che il boccone che si nega. –

Renzo Pezzani

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una poesia sui cachi

C’è una Poesia che racconta di…….. “lumicini accesi,  appesi ai rami spogli di un’albero”.  E’ una Poesia bellissima…carica di doni e di dolci e nostalgiche emozioni.

Parla di un frutto dolce come il miele!

Di un frutto dorato come il sole….che sembra lì appeso…per illuminare la notte.

Amici cari..per gentilezza, aiutatemi a ritrovare la Poesia! Altrimenti…regalatemi la vostra perchè…più dolce sarà il sapore del caco! (Nives)

albero benedetto

         

“Fra tutte le piante amo gli agrumi e, sopra tutti questi, il limone.

Lo amo perchè è un albero bello, elegante, ricco di vita e di profumi.

Cresce lento, ma è di vita tenace, e le sue foglie sono sempre verdi,

ed è tutto un profumo dalla radice ai frutti, anzi ha profumi diversi e tutti deliziosi:

odorose le foglie, fragrantissimi i fiori, fragrante il frutto; ed il succo  suo è il più simpatico

di tutti gli acidi del mondo vegetale.

E poi io amo il limone per un’altra ragione: lo amo,  perchè è una di quelle rare piante,

che in ogni stagione dell’anno ha sempre sui suoi rami i fiori, frutti verdi e frutti maturi.

Il limone non ha i lunghi riposi e le lunghe stanchezze di tutti gli altri alberi

che una volta sola all’anno fioriscono, una volta sola ci porgono i loro frutti.

Il limone è sempre giovane e sempre in festa: non contento di non svestirsi mai del suo verde manto

di foglie odorose, sempre fiorisce e sempre matura i suoi frutti.”

(PAOLO MANTEGAZZA)

gli agrumi

agrume d'oro
agrume d'oro

“Durante l’inverno, quando gli alberi, nudi e tristi, sembrano privi di vita, l’arancio conserva intatta la sua chioma:

e dalle fronde, di verde smalto, pendono i frutti maturi come globi rossi, i globi d’oro dell’albero di Natale.

Interi boschi di aranci ornano la nostra terra, che è tutta un bel giardino sul mare.

E nel giardino crescono rigogliosi anche il limone, il cedro, il mandarino: gli agrumi insomma, dalle foglie che non cadono.

Cadono, invece, i fiori o, meglio, i petali candidi; cadono come falde di neve, e ricoprono di un lieve mantello profumato

i prati intorno. Quella parte del fiore che rimane sui rami, diviene a poco a poco il frutto, dalla buccia grossa,

vivamente colorata, dalla polpa succosa, divisa in numerosi spicchi.

il sole d’Italia matura questi frutti meravigliosi…per la tua gioia, bambino!”

(Conosci il luogo ove il limon fiorisce,

splendon fra oscure foglie arance d’oro,

dal cielo azzurro lene vento spira,

placido il mirto ed alto sta l’alloro?)

…W. Goethe….

agrumi
globi rossi

il castagno

albero di notevoli dimensioni
il castagno da frutto

” …..nel suo tardo

cuore di legno

sente e gode

il tornare

delle stagioni.”

(P. Levi)

il pane dei poveri
la castagna

Secolo XV- “Libro de arte coquinaria”

Torta di castagne

“Farai cocere le castagne allesso et un pocho pistate le passerai par la stamegna con un pocho di bon lacte,

giungendoli tutte l’altre spitiarie et cose che intrano nel pieno et compositione

de la torta del farro sopra scripta et farala gialla con lo zafrano.)

(Maestro Martino da Como)