Il profumo del mirto

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“V’è chi dona gioia.

E’ come il mirto laggiù nella valle,

che sparge il suo profumo.

Dio parla attraverso le mani di costoro

e dietro i loro occhi egli sorride.” 

(Gibran Kalil)

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Detto con franchezza donare e donarsi non è di moda. Sembra un cedimento, una pericolosa scivolata quasi autolesionista. In un mondo di lupi, gli agnelli fanno una brutta fine! Se però si supera lo stato di intimidazione conformista che ci attanaglia, si riesce ad entrare in un altro pianeta, il pianeta della generosità e dell’altruismo, e si diventa altro da quelli che si era prima,decisi, semplificati, attenti, liberi dal potere altrui e dall’altrui riconoscenza, più seri e più ottimisti.

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E’ come aver piantato le radici di un albero nuovo, un albero che cresce dando ossigeno e vita e persino profumo. Questi nuovi “alberi” sono una benedizione di Dio per l’umanità. Egli infatti porta se stesso attraverso quel profumo di dolcezza e di tenerezza, uno dei tantimiracoli poco notati dalla massa, ma un miracolo di cui usufruiscono tutti.

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Cosa sarebbe l’esistenza senza quei mirti profumati?

Fa paura solo pensarci. Perché allora non tentare di diventare un po’ di più dei mirti profumati? Perché facciamo tanta fatica ad essere il sorriso di Dio per gli uomini? Dalla risposta a queste decisive domande dipende spesso la nostra e l’altrui felicità.” (da Vita Nuova -Trieste-)

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