Aratro

nebbia autunnale

“O contadino, l’uva bianca e scura

non ride più sui tralci. Aggioga i bovi.

Occorre che il tuo vomere rinnovi

le dure zolle. E’ tempo di aratura.

buoi

L’autunno è dolce; il suo languore sfibra

e versa un molle oblìo nel nostro cuore.

Ma già ti chiama all’opera, o aratore,

l’alba che sorge tra la nebbia pigra.

mattino autunnale

Ti chiamano mugghiando dalla stalla

i vasti bovi candidi e severi.

Parti fischiando. Sui tuoi ricci neri

si posa lieve qualche foglia gialla.

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La terra dorme stanca e intorbidita,

sotto il mantello delle foglie spente,

ma la riscuote il vomere tagliente

con la durezza della sua ferita.”

(P. RUOCCO)

terra arata

Elogio della campagna

campagna

“Usciamo o cuore, dalle fredde mura

della città di candido cemento;

moviamo, o cuore, verso la natura,

andiamo incontro al cielo, al sole, al vento.

campagna 7

Lasciamo questa via per il sentiero

dove non s’ode rombo di motore

né si sente l’odor d’asfalto nero.

Cerchiam la terra che abbia in bocca un fiore.

stagno

Camminiamo, che i colli son vicini

e si sentono gli uomini ed i bovi

condur l’aratro e fare i solchi novi

che odorano di là dai biancospini…

lavandaia

In riva al fosso c’è una lavandaia 

che lava e stende. Fischia lungi un treno…

E c’è nell’aria il buon odor di fieno

raccolto in un gran cumulo sull’aia.

sunset-at-eragny-camille-pissarro

Grugnisce un maialetto e la gallina

racconta a tutti come ha fatto l’ovo.

Ogni cosa festeggia il tempo nuovo

con voce fresca ed anima bambina.

cortile

Dove il sentiero in due sentier si sparte

c’è una Madonna con Gesù Bambino.

Se fosse sopra un muro cittadino

la gente riderebbe di quell’arte.

capitello 3

Qui pieghiamo i ginocchi. E l’orazione

che dondolò la nostra culla, nasce

per quella Donna e per quel Bimbo in fasce,

povero e santo dono di espiazione.”

(R. PEZZANI)

affidamento