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Castelli in aria

“Guardate come il vento, con le sue carezze ora lievi ora affannose, consola la prigionia degli alberi, come dolcemente muove foglie e fiori e rami per far dimenticare la perpetua schiavitù che lega il tronco al suolo con le funi forti delle radici. L’aria crea nelle piante l’illusione di moto e della negata libertà.

 

 

 

 

 

 

 

L’aria non è così fievole, cedevole, sfuggevole come i semplici credono. Sopra il solido terreno dell’aria noi tutti fabbrichiamo le più ospitali abitazioni del mondo, le più umane e sovrane architetture. Sono i “castelli in aria” unica proprietà inalienabile e inalterabile dei poveri. I “castelli in aria” son fatti della stessa preziosa materia dei sogni, dunque eterni e, talvolta, divini. Non sarebbero più saldi se fossero fondati sulla roccia.

 

Le nuvole si smagliano, i cumuli si sfaldano, i cirri son mangiati dal sole ma i nostri castelli s’innalzano assai più su, nella purezza libera dell’aria superiore, con torri che toccano le stelle, con porte che si spalancano sull’infinito.”

 

 

(Da”La Badia”, a cura di Nicola Lisi, Pietro Parigi, Giorgio La Pira. Ed. Fiorentina, Firenze, 1992, p. 176)

Elogio della campagna

campagna

“Usciamo o cuore, dalle fredde mura

della città di candido cemento;

moviamo, o cuore, verso la natura,

andiamo incontro al cielo, al sole, al vento.

campagna 7

Lasciamo questa via per il sentiero

dove non s’ode rombo di motore

né si sente l’odor d’asfalto nero.

Cerchiam la terra che abbia in bocca un fiore.

stagno

Camminiamo, che i colli son vicini

e si sentono gli uomini ed i bovi

condur l’aratro e fare i solchi novi

che odorano di là dai biancospini…

lavandaia

In riva al fosso c’è una lavandaia 

che lava e stende. Fischia lungi un treno…

E c’è nell’aria il buon odor di fieno

raccolto in un gran cumulo sull’aia.

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Grugnisce un maialetto e la gallina

racconta a tutti come ha fatto l’ovo.

Ogni cosa festeggia il tempo nuovo

con voce fresca ed anima bambina.

cortile

Dove il sentiero in due sentier si sparte

c’è una Madonna con Gesù Bambino.

Se fosse sopra un muro cittadino

la gente riderebbe di quell’arte.

capitello 3

Qui pieghiamo i ginocchi. E l’orazione

che dondolò la nostra culla, nasce

per quella Donna e per quel Bimbo in fasce,

povero e santo dono di espiazione.”

(R. PEZZANI)

affidamento

Come le rondini

Come rondini che cercano il sole…

gli Sposi partono per luoghi lontani.

Animati da coraggio e tanta fiducia…

Spinti dal desiderio di cieli tersi ed aria pura…

voleranno verso il sole caldo d’Australia.

Verso un nido sicuro e già pronto

per la nuova Famiglia.

 Amore, Passione, Speranza….e Determinazione

  faranno sorridere la Vita!

VIVA GLI SPOSI!

La signora del Vajolet

IN QUESTO MOMENTO VORREI ESSERE

LA SIGNORA DEL VAJOLET

PER “TOCCARE” IL PARADISO!

dove canta la vita

CARI SALUTI DALL’AUSTRALIADSCN0759DSCN0749DSCN0730DSCN0755DSCN0756 DSCN0743DSCN0733

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pausa pranzo a Sidney

 http://vimeo.com/29522237

….un po’ di gioco, musica, verde e aria pulita…

….come integrazione all’uffico e al PC!

All’alba però…un po’ di corsa in collina e un tuffo nelle…

calde acque dell’Oceano!

 ….naturalmente, con rigoroso rispetto a….pescecani e coccodrilli!!!)

c’è una voce….

c'è una lingua in ogni foglia

c'è una voce

“C’è una lingua in ogni foglia,

                                                                                                    ha una voce ogni ruscello!

(Una voce che parla dovunque,

nell’aria e nel fuoco, in terra e tra i flutti)

una lingua che non ha riposo!

E in questo è il Grande Spirito, diffuso dappertutto,

legato al nostro animo da cose misteriose

(la Vita e poi la Morte, l’Eternità e il Tempo)

lo Spirito che permea quello che vediamo.”

(Caroline Anne Bowles)

qui velo e celo

quì velo e celo

“Quì le più fragili mie foglie, eppure quelle che dureranno più a lungo,

quì velo e celo i miei pensieri che non mi piace rivelare,

eppure essi mi rivelano più d’ogni altra mia poesia.”

(Walt Whitman)

baratro di luce!

calarmi nella tua purezza

“Oh, cielo su di me, puro! fondo! baratro di luce!

Nel contemplarti fremo di desideri divini!

Gettarmi nella tua altezza, questa è la mia profondità!

Calarmi nella tua purezza, questa è la mia innocenza.”

(Friedrich Wilhelm Nietzsche)

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