Posts Tagged ‘bellezza’

La primavera

“Quando il cielo ritorna sereno

come l’occhio di una bambina,

la primavera si sveglia. E cammina

per le mormoranti foreste,

sfiorando appena

con la sua veste

color del sole

i bei tappeti di borracina.

Ogni filo d’erba reca un diadema,

ogni stilla trema.

Qualche gemma sboccia

un po’ timorosa,

o porge la boccuccia color di rosa

per bere una goccia

di rugiada…

Nei casolari solitari

i vecchi si fanno sulla soglia

e guardano la terra

che germoglia.

La capinera prova una canzonetta

ricamata di trilli

e poi cinguetta

come una scolaretta.

I grilli

bisbigliano maliziose parole

alle margherite

vestite

di bianco. Spuntano le viole…

A notte le raganelle

cantano la serenata per le piccole stelle.

I balconi si schiudono

perché la notte è mite,

e qualcuno s’oblia

ad ascoltare quel che voi dite

alle piccole stelle,

o raganelle

malate di malinconia.”

(UGO BETTI)

BUONA NUOVA PRIMAVERA ALLA VITA!

Personalità infinita

“La natura entro cui siamo nati, è solo una verità imperfetta, come la verità del seno. La verità completa consiste nel fatto che siamo nati nel grembo della Personalità infinita e che il nostro vero mondo non è il mondo delle leggi della materia e della forza, ma il mondo della personalità. Quando comprendiamo appieno ciò, si realizza la nostra libertà. Allora noi comprendiamo ciò che dice l’Upanisad.

“Conosci tutto quello che si muove nel mondo in moto come avvolto in Dio, e godi di quello che viene da Lui.”

Rabindranath Tagore – Da Il mondo della personalità

Grandezza d’animo

“La bellezza è il fiore,

ma la virtù è il frutto della vita.”

(Lorenzo Giustiniani)

 

Occhi di Miele

“Guarda dentro

ancora più dentro

finché avrai gli occhi di Dio

finché amerai

col cuore di Dio.”

(Luigi Verdi)

Seb e Tito

https://occhidimiele.org/

***

Grazie Sébastien!

Grazie per “quegli” occhi

per “quel” cuore…

per il tuo naso rosso

per quella sciarpa “arcobaleno”.

***

Grazie Sébastien…

Per la dolce tua “Figura”.

Per il chiaro sorriso…

d’un  raggio di luce,

in un giorno d’inverno!

***

Ciao Sébastien!

Fraternità di Romena

(Rita/Nives)

 

 

 

 

Semplicemente fedeli

Via della Resurrezione - Fraternità di Romena - Toscana

“Credo nella durata,

credo nel crescere delle querce

lento e sicuro,

credo nella fedeltà

di chi sta dentro un percorso

che è tutto un “adesso”.

Credo a chi lotta

per un po’ di dignità e un po’ di cibo,

a chi rimane semplice

come un albero nella tempesta,

come una foglia

che vibra sull’albero,

come il primo fiore dell’anno.

Semplicemente fedeli

a curare ogni gemma,

vegliare tenendo acceso

il fuoco d’inverno,

dormire accanto

al canto della Sua Fonte.”

(Luigi Verdi)

“La fedeltà è resistente pazienza,

tenacia, dignità virtuosa.

Fedeli alla bellezza

che ti lavora dentro,

a giorni cuciti nella speranza

di vederci un po’ più chiaro,

a dissodare ogni zolla

del tuo terreno,

a non buttare

nemmeno una briciola

di ciò che la vita ti dà,

a portare a compimento

ciò che l’amore può fare.”

(Luigi Verdi)

 

La bellezza

“La gioia è un fatto spirituale  perché è consapevolezza di possedere un bene e soddisfazione nel suo possesso. Se il bene caduco è limitato, altrettanto lo è la gioia. E, se il bene è materiale e solo materiale, non  può rispondere appieno alle esigenze dell’uomo che è anche spirito.”

(Luigi Borzone)

 “Un’idea di bellezza deve entusiasmare l’uomo per tutta la vita.”  

(Franz Schubert)

La Ninfea

Sull’onda della leggenda

“All’epoca in cui comincia questa storia la ninfea era solo una pianta acquatica dalle grandi foglie a forma di piatto. Il suo fusto, come adesso, era immerso nell’acqua, e le radici pescavano nel fondo fangoso dello stagno. Ma quella pianta non aveva fiori, e nessuno si fermava a guardarla ammirato come accade spesso ora.

Un giorno, però,  avvenne qualcosa di nuovo. Dal folto delle canne sbucò sulle rive dello stagno un povero uccellino stanco, che non aveva più la forza di volare. E dietro a lui, subito dopo, comparve un grosso gatto dai lunghi baffi e dalla coda ritta:un grosso gatto prepotente. Il gatto inseguiva l’uccellino. I gatti, in fondo, sono delle brave bestie anche loro, ma qualche volta si comportano molto male. E scommetto che non sanno di comportarsi molto male.

Quel gatto prepotente, dunque, inseguiva l’uccellino. Il poveretto, sforzando le alucce stanche, saltava da un ramo all’altro,da un sasso all’altro, ma presto non avrebbe più avuto la forza di a scappare. E il gatto si leccava i baffi con aria malandrina.

Tutti gli abitanti dello stagno guardavano inorriditi la scena. Anche la pianta acquatica, la grande ninfea dalle foglie piatte, guardava dal centro dello stagno, e avrebbe fatto qualunque cosa, pur di salvare l’uccellino.

La povera pianta raccolse tutte le sue forze e cominciò pian piano a spostare una delle foglie verso la riva. Si tese, si snodò, si allungò finché il suo gambo sottile glielo permise, ma non riuscì a spostarsi che di pochi centimetri.

L’uccellino, intanto, stava per cadere fra le grinfie del gatto.

Con un ultimo sforzo, però, si levò improvvisamente in un breve volo, cercando una via di scampo. E andò per sua fortuna a posarsi su una foglia della grande ninfea al centro dello stagno.

Il gatto ci rimane male. Poteva inseguire l’uccellino fra i giunchi e fra le canne, sui sassi e perfino sugli alberi, ma non poteva raggiungerlo dove era ora, al centro dello stagno.

Perché devi sapere che i gatti hanno una tremenda paura dell’acqua.

Decise di aspettare e si acciambellò sulla sponda. Ma l’uccellino spaurito non si muoveva dalla foglia di ninfea, che gli si era accartocciata intorno, come un nido comodo e sicuro.

Scese la notte, l’uccellino si addormentò; si addormentò il gatto sulla sponda. Ma la pianta vegliava, trepida e commossa, sul suo ospite gentile.

All’alba il gatto era stanco di dormire, ma anche di aspettare. Sbadigliò, si stirò, poi, cercando di tenere un contegno indifferente, se ne tornò a casa sua.

L’uccellino, riposato e felice, si levò a volo con un trillo.

Ma tornò subito dopo verso la grande ninfea, per cinguettare il suo saluto: – Arrivederci, grazie! E che il Signore ti benedica! –

Allora avvenne il prodigio. La benedizione del Signore scese dal cielo sull’umile pianta acquatica, e la pianta d’improvviso si adornò di un fiore meraviglioso, candido e grande come la sua bontà.”

(VITTORIA RUOCCO – Da “Un mondo in uno stagno”)

Nymphaea alba 1 .jpg

(Immagine tratta dal web)

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: