Stupore e inquietudine

GIOVANNI PASTORINO

“Sotto la neve ogni vita sembra scomparsa. Eppure milioni di gemme e di semi sono lì nel buio, in attesa della primavera. Ed è proprio la neve che li salva dal gelo inesorabile. Senza di esso, i nostri prati non si coprirebbero di fiori al ritorno della primavera: o, perlomeno non di quelli più belli e delicati.

La stessa cosa accadde per l’anima umana. La sofferenza i drammi, il buio tempo della prova sono condizione della nostra fecondità interiore. “Ad un selvaggio che non sapesse nulla di fotografia, parrebbe irragionevole che le negative si dovessero sviluppare al buio”. Il dolore e la sofferenza sono la camera oscura di Dio.

Il dolore, scrive il Sacchetti, fa nell’anima quello che fa nella terra l’aratro: la ferisce, la strazia, la rivolta sottosopra: ma, con ciò stesso, le dona la vita, vigore, fecondità.”

(Tratto da “Il seme è per sempre” – p. 69)

Stò… con i miei Sogni

Bellerefonte

“Combattiamo contro un persecutore insidioso, che lusinga: non ci flagella la schiena, ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni per la vita, ma ci arricchisce per la morte; non ci sospinge col carcere verso la libertà, ma ci riempie di incarichi nella sua reggia per la servitù: non spossa i nostri fianchi, ma si impadronisce del cuore; non taglia la testa con la spada, ma uccide l’anima col denaro; non minaccia di bruciare pubblicamente, ma accende la geenna privatamente. Non combatte per non essere vinto, ma lusinga per dominare; confessa il Cristo per rinnegarlo; favorisce l’unità per impedire la pace; reprime le eresie per sopprimere i cristiani; carica di onori i sacerdoti (….) costruisce le chiese per distruggere la fede. Ti porta in giro a parole, con la bocca (….)”.

(Angelo Casati – dal Libro: “Le paure che ci abitano”

“Basta che un uomo sogni

perché un’intera razza

profumi di farfalle.

Basta che solo uno sussurri

di aver visto l’arcobaleno di notte

perché perfino il fango

abbia gli occhi rilucenti”.

(Manuel Scorza)

Mendicanti di luce

“Ogni uomo nella sua notte

se ne va verso la luce”

(Victor Hugo)

il cieco nato

“Gesù, avvicinati a noi,

troverai parole contorte e macerie;

so che ne avrai di nuovo cura

e le spazzerai via con amore.

Amiamo sempre troppo poco e troppo tardi

e anche se i frutti dei nostri sforzi sono dolci,

senza amore non riescono nemmeno a saziare.

L’amore rende la vita attenta

ad ogni suono o profumo

alle voci e ai volti.

L’amore salva i frammenti di vita

l’amore scava pietre per costruire case

e nutre arcobaleni che aprono cammini di luce.

Luigi Verdi

Kandisky

Sincronicità e Coicidenze

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Mk5xNVLS_Do&w=420&h=315

  SINCRONICITA’ E COINCIDENZE…della mia vita.

sincronicità e coincidenze

Una scelta, lutti, uno sfratto, una malattia, una crisi esistenziale, una gravidanza difficile, difficoltà economiche, disoccupazione, abbandoni, separazioni….MURI DI DOLORE!

nuova vita

Un’incontro, figli meravigliosi, un sogno, una nuova vita, una casa propria, un’esperienza di Fede- Amicizia- Generosità, un nuovo lavoro, una Comunità…la legge Fornero, un rubino in riva al mare….CHIAMATE ALLA LUCE!

rubino

 

Dedicata al Pianeta Terra

“Apri la porta – fai inondar d’azzurro cielo liberamente – la stanza mia ed entrare dei fiori il profumo. – Lascia i primi raggi del sole – Bagnare tutto l’essere mio – e irrorarne il vigore. – “Sono vivo” – questo messaggio di saluto – fruscia tra le foglie della foresta – Lasciamelo udire – Che il mattino m’avvolga nel suo velo, – com’esso avvolge la verde terra di molle erba adorna. – L’amore che ricevetti nella vita – la sua muta voce io odo nel cielo, – nel vento. – Nelle sue pure acque mi bagno – e vedo la Verità della vita scintillante come gemma – nel cuore dell’azzurro.” (TAGORE)

“Nel giardino del condominio dove abito ormai da venti anni, c’è un abete argentato alto oltre 20 metri. Lo piantammo al nostro insediamento a futura memoria, testimone del tempo e della storia. Per averlo dovetti raccomandarmi ad un caro amico vivaista. Ora è maestoso, meravigiosamente perfetto, con i suoi rami a raggiera geometrici e protesi all’esterno verso la luce. a primavera i virgulti dei nuovi aghi, più verdi del resto, orlano tutto l’albero come ghirlande festose per la promessa di vita rinnovata. Due anni fa accadde che l’inverno a causa di una nevicata abbondante, la punta dell’albero si ruppe. Ogni volta che mi affacciavo al b alcone lo vedevo diverso, mozzo, non più orgoglioso della propria vitalità e questo per me era motivo di tristezza, perchè volevo e voglio bene a quell’albero. Ma a distanza di qualche tempo ho assistito ad un miracolo della natura che sa vincere anche le battaglie più cruente: uno dei cinque ultimi rami si è piano piano “drizzato” assumendo il ruolo di punta. E lo stupore aumentava di giorno in giorno fino a constatare che l’abete ha riconquistato la sua fisionomia originaria: chi ha stabilito che quel ramo dovesse comportarsi in quel modo, quale intelligenza, quale legge. E perchè proprio quello e non uno degli altri quattro. Ora mi sembra più bello, più vero, più vivo.”  (PAOLO GIORGI)

“La prosodia delle stelle può essere spiegata con diagrammi nelle aule scolastiche, ma la poesia delle stelle si trova nella silenziosa riunione delle anime, alla confluenza della luce e del buio, dove l’infinito imprime un bacio sulla fronte del finito, dove possiamo udire la musica del grande organo della creazione attraverso le sue innumerevoli canne, in un’armonia senza fine. E’ perfettamente evidente che il mondo è movimento. (In sanscrito il mondo è definito “Ciò che si muove”)  (TAGORE)

“…..io per me reputo la Terra nobilissima – ed ammirabile per le tante e sì diverse alterazioni, – mutazioni, generazioni, etc., – che in lei incessantemente si fanno; – e quando, senza esser suggetta ad alcuna mutazione, ella fusse tutta una vasta solitudine d’arena o una massa di diaspro, o che il tempo del diluvio diacciandosi l’acque che la coprivano – fusse restata un globo immenso di cristallo, – dove mai non nascesse né si alterasse o si mutasse cosa veruna, – io la stimerei un corpaccio inutile al mondo, – pieno di ozio e, per dirla in breve, – superfluo e come se non fusse in natura.” (GALILEO GALILEI)

il gelo

“Quand’è il momento, la notizia vola in casa, di stanza in stanza, tra colpi alle porte e grida di: – Il gelo! Il gelo! – ed anche i più pigri gettano via le coltri e corrono alla finestra.

Gli incanti del gelo si formano di solito nel silenzio e nel buio della notte. Una pioggerella sottile cade per ore e ore sui rami spogli degli alberi e si gela. In breve: tronchi, rami e ramoscelli sono rivestiti di ghiaccio solido e puro e gli alberi sembrano come di cristallo.”  (M.TWAIN)

gelo sull'auto

in cammino con i Magi

Fin da bambina…in questo periodo dell’anno… con mamma e nonna,  si andava alla scoperta delle ragioni di un antico itinerario.

Ci mettevamo in silenzio, in compagnia dei Magi…

per capire il loro entusiasmo…

per scoprire quella serena gioia senza incanti…

la loro passione per la vita:

in ogni condizione e in ogni stagione.

Attrraverso la fatica, il buio e la luce del deserto…

 chiedevamo loro il senso di quegli scrigni,

il segreto profondo del loro andare,

il nome di quella Guida…

l’itinerario della Stella!

(Il diario di un viaggio

di Agostino Clerici,

è un vecchio libricino

che risveglia in me

una struggente noltalgia infantile.

Anche ieri.. mamma ed io, abbiamo

visitato alcune rassegne di Presepi…..

Abbiamo attraversato dune

di deserti sconosciuti…

alla ricerca dei Magi e

del loro messaggio!)

Fede

il bimbo dorme

“Quando brillava il vespero vermiglio,

e il cipresso pareva oro, oro fino,

la madre disse al piccoletto figlio:

– “Così fatto è lassù tutto un giardino” –

Il bimbo dorme, e sogna i rami d’oro,

gli alberi d’oro e le foreste d’oro;

mentre il cipresso nella notte nera

scagliasi al vento, piange alla bufera.”

(Giovanni Pascoli)