Posts Tagged ‘candore’

Bianca farfalla

Risultati immagini per farfalla bianca

 

Una bianca farfalla abita il mio giardino.

Durante le ore più calde,

s’inebria di lavanda.

Risultati immagini per farfalla bianca immagini

Ma mentre annaffio…

dal fresco lauro mi guarda.

 

Vola da un fiore all’altro

e non esce mai dal cancello.

Cactus

Bacia i fiori di cactus

2013-07-05 005

 Tra mille petali bianchi

gioca felice!

Risultati immagini per farfalla bianca immagini

E’ arrivata il 24 giugno 2016

Si chiama OLLY

come il mio “piccolo re”!

(Nives)

La Ninfea

Sull’onda della leggenda

“All’epoca in cui comincia questa storia la ninfea era solo una pianta acquatica dalle grandi foglie a forma di piatto. Il suo fusto, come adesso, era immerso nell’acqua, e le radici pescavano nel fondo fangoso dello stagno. Ma quella pianta non aveva fiori, e nessuno si fermava a guardarla ammirato come accade spesso ora.

Un giorno, però,  avvenne qualcosa di nuovo. Dal folto delle canne sbucò sulle rive dello stagno un povero uccellino stanco, che non aveva più la forza di volare. E dietro a lui, subito dopo, comparve un grosso gatto dai lunghi baffi e dalla coda ritta:un grosso gatto prepotente. Il gatto inseguiva l’uccellino. I gatti, in fondo, sono delle brave bestie anche loro, ma qualche volta si comportano molto male. E scommetto che non sanno di comportarsi molto male.

Quel gatto prepotente, dunque, inseguiva l’uccellino. Il poveretto, sforzando le alucce stanche, saltava da un ramo all’altro,da un sasso all’altro, ma presto non avrebbe più avuto la forza di a scappare. E il gatto si leccava i baffi con aria malandrina.

Tutti gli abitanti dello stagno guardavano inorriditi la scena. Anche la pianta acquatica, la grande ninfea dalle foglie piatte, guardava dal centro dello stagno, e avrebbe fatto qualunque cosa, pur di salvare l’uccellino.

La povera pianta raccolse tutte le sue forze e cominciò pian piano a spostare una delle foglie verso la riva. Si tese, si snodò, si allungò finché il suo gambo sottile glielo permise, ma non riuscì a spostarsi che di pochi centimetri.

L’uccellino, intanto, stava per cadere fra le grinfie del gatto.

Con un ultimo sforzo, però, si levò improvvisamente in un breve volo, cercando una via di scampo. E andò per sua fortuna a posarsi su una foglia della grande ninfea al centro dello stagno.

Il gatto ci rimane male. Poteva inseguire l’uccellino fra i giunchi e fra le canne, sui sassi e perfino sugli alberi, ma non poteva raggiungerlo dove era ora, al centro dello stagno.

Perché devi sapere che i gatti hanno una tremenda paura dell’acqua.

Decise di aspettare e si acciambellò sulla sponda. Ma l’uccellino spaurito non si muoveva dalla foglia di ninfea, che gli si era accartocciata intorno, come un nido comodo e sicuro.

Scese la notte, l’uccellino si addormentò; si addormentò il gatto sulla sponda. Ma la pianta vegliava, trepida e commossa, sul suo ospite gentile.

All’alba il gatto era stanco di dormire, ma anche di aspettare. Sbadigliò, si stirò, poi, cercando di tenere un contegno indifferente, se ne tornò a casa sua.

L’uccellino, riposato e felice, si levò a volo con un trillo.

Ma tornò subito dopo verso la grande ninfea, per cinguettare il suo saluto: – Arrivederci, grazie! E che il Signore ti benedica! –

Allora avvenne il prodigio. La benedizione del Signore scese dal cielo sull’umile pianta acquatica, e la pianta d’improvviso si adornò di un fiore meraviglioso, candido e grande come la sua bontà.”

(VITTORIA RUOCCO – Da “Un mondo in uno stagno”)

Nymphaea alba 1 .jpg

(Immagine tratta dal web)

 

ANNA sognava d’esser un “ANGELO NEGRO”

“Ora che ti vedo con gli occhi del ricordo, il mio cuore piange e soffre per CHI ha perduto, ma s’allieta,

pensando che finalmente in cielo, sarai la stella che brilla di più.

Quand’eri con me, a causa della malattia, non riuscivi a parlarmi ma…per me e per te,

coglievi dalla meraviglia della Vita -chissà in qual modo- le cose più dolci e tenere, le frasi più belle e vere, i colori più caldi e luminosi, gli affetti più sinceri e profondi.

So che ti sentivi l’Angelo Negro che il Pittore, sull’altare provava a dipingere.  Anche se la tua pelle era bianca e trasparente come l’alabastro; i capelli lunghi e neri come l’ebano; le gote rosa come quelle di Biancaneve; le labbra rosse come ciliegie; i piedini di Cenerentola e le mani di Aurora.

Eri bimba e di loro avevi la voce e il cuore, che cantava d’amore, di bontà e di gioia.

Non hai potuto conoscere Gibran che ha detto: “La gratitudine è la timida ricchezza di chi non possiede nulla”.

Ma forse…lo aveva scritto per Te, perchè, per tutta la tua breve Vita, a chiunque, con ogni gesto e suono, ripetevi: “Grazie!-Grazie!”

Le nostre Parole diventavano sempre più difficili, così Tu, con animo mite: parlavi coi pulcini, col tuo Buby, con gli uccelli…. che, meraviglia!.. Ti capivano e d’affetto Ti riempivano. Come quel pettirosso, tra la neve della fossa imbiancata, che ti aspettava, per posarsi poi sulla “Tua” Croce.

Col Signore parlavi!  -Le mani al cuore. come fanno i bambini.- Così! …. Le  mani al cuore, anche quando gioivi o soffrivi per loro.

Desideravi restar bambina: “perchè tutti i bimbi vanno in Cielo, anche se son negri!”

Nella Solitudine del gran Silenzio, hai imparato la Sapienza che non appartiene agli uomini. Spoglia di Tutto, Essa era talmente grande che ha intenerito il cuore del pettirosso che amavi, e quello del Tuo Buby che ora  piange, quando lo chiamiamo così.

Desideravi il Cielo, così, quando la tua voce era  ancora  vivace e chiara, pregavi: “O Signore, come vorrei che ci fosse un posto anche per me!  Il Celeste era il tuo preferito perchè: il color del Cielo!

Volevi esser più bianca della neve, e con voce argentina cantavi: “Purificami o Signore, sarò più bianca della neve!!!” La STORIA dice che la neve cadde ininterrotamente,  per gli ultimi tuoi trenta giorni di Vita. Al Tuo funerale, il mondo appariva candido, come purificato dal Tuo candore. Come Segno che eri stata esaudita.

Sì ANNA!!!!  “In una trasparente e rosea aurora, nel Celeste Cielo, il Signore ti accoglieva oh:

“Angelo negro! – Cara dolce nostra Biancaneve-“

(Tua sorella)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: