I Mandala

mandala nel desertoOukaimeden_graffiti_2

 Non vi è al mondo un altro disegno simbolico così universale come il mandala;compare in tempi diversi e in ogni cultura visto che il più antico mandala sin qui conosciuto è una “ruota solare” paleolitica scoperta nell’Africa del sud.

mandala

Ma mirabili esempi di mandala cristiani si trovano già nel primo Medioevo, mostrando perlopiù Cristo nel centro ed i quattro evangelisti o i loro simboli ai quattro punti cardinali.

mandala cristiano

Inoltre possiamo osservare figure mandaliche nei rosoni delle nostre chiese, nei labirinti, nelle forme di certi templi, come pure nei siti etruschi e romani.

Anche la natura attorno a noi spesso si presenta sotto forme mandaliche: nella frutta, nelle pietre, nei fiori, tra gli alberi, su nel cielo.[senza fonte] [2].

arcobaleno lunare
arcobaleno lunare

Oltre ad essere disegnati i mandala vengono anche “vissuti”: in India esiste la danza del mandala, tra gli indiani Navaho la persona da curare viene collocata al centro del cerchio disegnato sul terreno mentre in occidente l’idea del centro e del cerchio protettivo si ritrova in numerose danze popolari oltre che nel girotondo dei bambini.

mandala

 

 

I Mandala hanno una tradizione antichissima e, nello scorso secolo, anche un grande studioso della psicologia occidentale ne ha fatto uno strumento di studio delle personalità dell’uomo. Si parla dello psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung, che sull’argomento ha scritto quattro saggi dopo averli studiati per oltre venti anni.

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Secondo Jung, durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire molto spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore.

mandala

Il simbolo del mandala, quindi, non è solo solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la “dispersione” e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno.[3]

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Ma c’è di più: oltre ad operare al fine di restaurare un ordinamento precedentemente in vigore, un mandala persegue anche la finalità creativa di dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico.

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Come afferma Marie-Louise Von Franz (allieva di Jung), il secondo aspetto è ancora più importante del primo ma non lo contraddice poiché, nella maggior parte dei casi, ciò che vale a restaurare il vecchio ordine, comporta simultaneamente qualche nuovo elemento creativo.

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(Significato dei Mandala tratto da Wikipedia)

L’universale al centro del cerchio

SIMBOLI

Testo di    Franco Cardini

“Dal centro al cerchio, e sì dal cerchio al centro”: in questo modo, e con l’uso di due sostantivi che si direbbero complementari, Dante (Paradiso XIV,1) descrive l’ordinamento di uno spazio chiuso, perfettamente concepito come tale. Così l’universo aristotelico-tolemaico, ch’è in effetti concepito come sferico, appare circolare quando viene rappresentato bidimensionalmente. E se la Terra ne è il centro immobile, la sua periferia circolare (in realtà sferica) è rappresentata da tutti i punti equidistanti da essa che costituiscono il confine del Primo Mobile, il cielo che velocissimammente ruota allinterno dell’Empireo in quanto a muoverlo è l’Amore, il quale vorrebbe che tutti i punti della superficie di un cielo fossero a un tempo congiunti con tutti i punti dell’altro: cosa che costituisce manifestamente un adynaton, un’impossibilità, ma che dà il senso della vorticosissima velocità di quel rotare all’interno d’un cielo perfettamente immobile, il quale a sua volta è infinito, e difatti “solo Amore e Luce ha per confine” (Paradiso XXVIII,54).

Per quanto si debba esser cauti prima di definire qualcosa come “universale”, presente in tutte le culture e in tutte le epoche, bisogna riconoscere che la nozione di centro (e quella, complementare, di cerchio) è una delle poche e forse l’unica a poter ambire a tale qualifica. Un bastone fissato in un qualunque punto della terra, se lo si usa come perno e lo si collega tramite una corda a un altro bastone, farà sì che quest’ultimo tracci sul suolo un cerchio perfetto, se si sceglie un terreno piano e liscio. Allo stesso modo, facendo passare per il centro due linee perpendicolari, si forma una croce perfetta.

Cerchio e croce sono alla base di qualunque costruzione geometrica e archittonica: esse hanno, come origine o come punto di convergenza, un centro. Il centro è pertanto presente a livello ideale in tutte le forme simboliche la cui funzione sia assiale, concepita come pieno (roccia, pertica, albero, montagna, onfalo, menhir) oppure come vuoto (lago, pozzo, cisterna, caverna).

Un cerchio con al centro un punto costituisce l’antica raffigurazione astrologico-alchemica del sole come sorgente dell’energia e simbolo divino (come dice Francesco d’Assisi di Frate Sole: “de Te, Altissimo, porta significatione”).

Un punto o un cerchio possono essere immagine dell’onnipotenza e dell’immensità divine: circolari s’immaginano il Paradiso e l’Eden, circolare è l’aura sulla testa dei santi dall’India al mondo cristiano. Il Deus Geometra creatore è raffigurato con un compasso nella destra.

Circolari sono le raffigurazioni dell’universo e delle terre emerse circondate dall’anelo oceanico nella tradizione cartografica medievale.”