L’ultimo nato

Arrivato col Natale,

l’ultimo “stupore” della Famiglia riparte!

OLIVER BENJAMIN,

ha  sette mesi e già due passaporti!

Fra qualche giorno ritorna in Australia, dov’ è nato!

Sì, in Terra Australe è germinato il nostro nuovo “seme” !

Lì, un’esplosiva intensità di vita, colori, armonia, festa, fantasia…

l’ha nutrito e plasmato!

L’ ultimo nostro “gioiello” di Famiglia,

dall’altra parte del mondo è nato…

ed ora vi ritorna!

E’ il Cerchio della Vita!

Ciao nostro “cucciolo d’uomo”!

…………..

Vai, tenero “cittadino” del mondo!

Vai, nuova creatura “primizia” di Vita!

……………

Semina Tu, ovunque,

Innocenti sorrisi di Speranza sempre Nuova!

Nonna Tua, innamorata,

Ti accompagna e benedice!

(Nives)

Ascolta il ruscello

“Quando passi vicino ad un fiume, fermati, e fermati magari anche se quell’acqua corrente è solamente quella di un torrente o un ruscello. fermati e ascolta.

Ti pare che i grandi fiumi, che vanno lenti, non abbiano voci, nella loro marcia sonnolenta.  Ma hanno voce anch’essi, lì vicino alla riva, dove l’acqua passa tra le erbe e le canne, o lì, all’ombra, dove urta il pilone del ponte.  Più allegro e rumoroso è il ruscello: proprio come lo sono i bambini, perché i ruscelli non sono che dei fiumi-bambini.

Val Pusteria

E anche i grandi fiumi, proprio come gli uomini, sono stati bambini, sono stati dei fanciulletti che vengon giù correndo, dai prati di montagna e dai prati di collina.

Come sono allegri, i ruscelli, quando saltan giù di balza, in balza!  Ascolta la loro voce: è la più antica voce del mondo.  La terra era appena formata, nel gran mistero dell’universo: le acque erano state appena separate dalla terra, e già cominciavano a correre, allegre e spumeggianti.  Non si udiva voce di uomo o di animali, ma già si udiva questa voce d’acque.

Fiume Isarco

E il mondo cammina attraverso i cieli da millenni e da millenni, e non si ferma mai: l’acqua, nella sua corsa, non si ferma mai: e arriva, per infinite strade, al mare, e nel mare evapora e diventa altissima e leggera nuvola, e poi cade in pioggia, e la sua storia ricomincia, diventa ghiaccio, neve, e finalmente, ancora una volta, sorgente azzurra e allegro ruscello.

Diventerà fiume il ruscello?

Sì: perché di cento e di mille ruscelli si fa un fiume: così come di cento e di mille fanciulli si fa un popolo.  Ascolta questa voce.

E’ la voce della vita.”

(O. VERGANI)

Fiume Sile - TV

I Mandala

mandala nel desertoOukaimeden_graffiti_2

 Non vi è al mondo un altro disegno simbolico così universale come il mandala;compare in tempi diversi e in ogni cultura visto che il più antico mandala sin qui conosciuto è una “ruota solare” paleolitica scoperta nell’Africa del sud.

mandala

Ma mirabili esempi di mandala cristiani si trovano già nel primo Medioevo, mostrando perlopiù Cristo nel centro ed i quattro evangelisti o i loro simboli ai quattro punti cardinali.

mandala cristiano

Inoltre possiamo osservare figure mandaliche nei rosoni delle nostre chiese, nei labirinti, nelle forme di certi templi, come pure nei siti etruschi e romani.

Anche la natura attorno a noi spesso si presenta sotto forme mandaliche: nella frutta, nelle pietre, nei fiori, tra gli alberi, su nel cielo.[senza fonte] [2].

arcobaleno lunare
arcobaleno lunare

Oltre ad essere disegnati i mandala vengono anche “vissuti”: in India esiste la danza del mandala, tra gli indiani Navaho la persona da curare viene collocata al centro del cerchio disegnato sul terreno mentre in occidente l’idea del centro e del cerchio protettivo si ritrova in numerose danze popolari oltre che nel girotondo dei bambini.

mandala

 

 

I Mandala hanno una tradizione antichissima e, nello scorso secolo, anche un grande studioso della psicologia occidentale ne ha fatto uno strumento di studio delle personalità dell’uomo. Si parla dello psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung, che sull’argomento ha scritto quattro saggi dopo averli studiati per oltre venti anni.

mandala

Secondo Jung, durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire molto spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore.

mandala

Il simbolo del mandala, quindi, non è solo solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la “dispersione” e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno.[3]

mandala

Ma c’è di più: oltre ad operare al fine di restaurare un ordinamento precedentemente in vigore, un mandala persegue anche la finalità creativa di dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico.

mandala

Come afferma Marie-Louise Von Franz (allieva di Jung), il secondo aspetto è ancora più importante del primo ma non lo contraddice poiché, nella maggior parte dei casi, ciò che vale a restaurare il vecchio ordine, comporta simultaneamente qualche nuovo elemento creativo.

mandala

(Significato dei Mandala tratto da Wikipedia)

Coppia di Cigni

Fiume Sile

ORAZIO E PENELOPE

ACACIA

Ai piedi di una meravigliosa ACACIA scorre dolcemente il Fiume SILE.

Fiume Sile

Sulla sponda, sopra un lembo di terra…Penelope, teneramente cova…

Nido di cigni

Orazio torna a controllare…mentre Penelope dorme beata.

Il Sile a Casier di Treviso

Poco prima…avevo scorto Orazio che, solo e regale…dominava l’altra sponda del Fiume.

Coppia di cigni

Ora Orazio arriva al nido e Penelope saluta e copre le sue due grosse uova…

Coppia di Cigni

Assisto commossa ad uno scambio di ruoli…spontaneo e naturale

Coppia di Cigni

La cura della vita nascente… per la Coppia…sembra il massimo impegno.

Coppia di cigni

Mentre Orazio s’asciuga le candide e morbide piume…

Coppia di Cigni

Penelope raggiunge velocemente il largo…mamma cigna

…per un fresco e salutare bagno!!!

antica barca veneziana

Mentre l’antica Peata Veneziana…

Antica Peata veneziana

assiste felice…al tenero Ciclo della vita!

Il Cantico dell’acqua

Vita nel fiume Sile

“Sono la stessa che tenne insieme due miliardi di anni fa le prime molecole generate dai fulmini, dai vulcani, dal ribollire delle rocce fuse all’alba della vita. Sono la stessa che fu nei cacciatori Cro-Magnon venticinquemila anni fa; e prima ancora, nei grandi sauri, nei primi pesci, nelle prime conchiglie, mezzo miliardo di anni prima che gli uomini alzassero le spalle.

Fiume Sile

Sono in te come ero in tua madre e tuo padre, prima che nascessi. Sono stata il veicolo per lo spermatozoo che si è fuso con l’uovo di tua madre. Hai vissuto immerso in me i primi mesi della tua vita, nel liquido amniotico, la tua personalissima laguna, che ti ha cullato come un mare in bonaccia al battere di cuore di tua madre.

Sponde del Fiume Sile

Sono il veicolo degli alimenti che bruciano in te per darti l’energia per correre, pensare, parlare, amare. Ho guidato il dividersi ritmico delle tue cellule che in progressione geometrica, sono cresciute di numero miliardi di volte, componendo i mattoni della vita: aminoacidi, zuccheri, molecole complesse, tutte ricreate al momento dell’uso…solo io sono sempre la stessa.

Fiume Sile

Sono il fiume che smaltisce gli scarti del tuo metabolismo con l’urina, l’eccesso di calore di una giornata d’estate con il sudore. Sono l’ambiente dove gli ioni del sodio, del potassio, del calcio e del magnesio, instancabili staffette, portano alle cellule i segnali del mondo esterno.

Acque di Cison di Valmarino

Sono il torrente pulsante che diffonde l’ossigeno nei tuoi tessuti, e ne porta indietro l’anidride carbonica.  Anche nei tessuti più compatti del tuo corpo sono presente, legata ai sali di calcio dell’osso, anche nello smalto dei denti. Diluisco gli alimenti che mastichi con la saliva, e consento ai tuoi enzimi di prepararli alla digestione.

Bosco di Cison di Valmarino

Sono negli alimenti stessi: nella frutta, nelle verdure, nelle carni e poi in te…Io sono il ciclo primordiale, compiutosi miliardi di volte, sempre diverso, sempre uguale. Guiderò ancora una volta la tua discendenza, fino a quando potrò farlo. Non potrai mai distruggermi. Io sono ciò che è più vicino al tuo concetto di immortalità. Puoi solo deviare il mio fluire, puoi sprecarmi, puoi mettermi nella condizione di non esserti madre.

Fiume Sile

Ma non sono tua madre. Non sono la vita, non sono la tua struttura portante, non sono la tua eredità. Tu non mi sei necessario. Basto a me stessa. La tua specie può utilizzare per vivere solo una mia molecola  ogni diecimila. Non sono diversa se mescolata a molecole che per te sono velenose: non mi alterano; ma quanta fatica dovrai sciupare per liberarti da esse senza fare a meno di me.

Fiume Sile

Tu esisti perché io sono in te per il 60% del tuo peso e non un singolo fenomeno che avviene in te potrebbe avvenire senza di me.  E quando morirai, come è avvenuto infinite altre volte, io passerò in qualcun altro ancora vivo, a ripetere un ciclo sempre uguale e sempre un poco diverso. (Riccardo Arisio – patologo)

Fiume Sile