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TU, SIRIA

REGINA ORFANA

(di Asmae Dachan)

“DIMORI NEL MIO CUORE

O SIRIA

COME UNA REGINA ORFANA DI POPOLO.

REGNI SULLE MACERIE

DI PENSIERI INTERROTTI SUL NASCERE

DI DESIDERI SOFFOCATI IN PETTO

DI PASSI INCOMPIUTI NELL’IMMENSITA’

DI ECHI NEL VUOTO DI VOCI MUTE.

DIMORI NEL MIO ANIMO

COME UNA SCULTURA

MENTRE IO VAGO SENZA UNA META

ALLE PENDICI DEL MONDO.”

CANTO DI VITA

(Di Yara Al Zaitr)

“Dalla distruzione riemerge sempre un’anima libera che lotta intrepida per trasmettere al mondo un canto di vita. Un canto che si batte instancabile per ridare voce a coloro che sono stati condannati al silenzio, a coloro che son stati derubati della parola. Un canto che inutilmente la disumanità ha cercato di sopprimere sotto le macerie; una disumanità inutile nella sua illusa forza ha cercato di ammutolirne il grido. Inutilmente, poiché la voce di un uomo libero s’innalza sempre dove c’è un cuore oppresso, per essere della sua prigionia una sincera testimone, e della sua libertà una fedele compagna.”

Lamentazioni

“E’ stata abbandonata da tutti la città

prima tanto popolata…

I suoi bambini sono fatti prigionieri,

camminano spinti da nemici…

I sacerdoti sono morti nelle città

mentre cercavano un po’ di cibo per

sopravvivere…

I tuoi profeti ti hanno annunciato soltanto

 messaggi inutili e illusori.

La bontà del Signore non è finita, il

suo amore continua, la sua bontà si

rinnova ogni mattina.”

(Lamentazioni cap. 1 e 2)

VENEZIA – La Salute –

SANTA MARIA DELLA SALUTE – VENEZIA –

La peste fu portata da un ambasciatore del duca di Mantova Carlo I Gonzaga Nevers, che venne internato nel Lazzaretto Vecchio, ma gli bastò entrare in contatto con un falegname per infettare la città, a partire da Campo San Lio[2].

Il 22 ottobre 1630 il voto del patriarca Giovanni Tiepolo: «voto solenne di erigere in questa Città e dedicar una Chiesa alla Vergine Santissima, intitolandola SANTA MARIA DELLA SALUTE, et ch’ogni anno nel giorno che questa Città sarà pubblicata libera dal presente male, Sua Serenità et li Successori Suoi anderanno solennemente col Senato a visitar la medesima Chiesa a perpetua memoria della Pubblica gratitudine di tanto beneficio»[senza fonte]. Il 26 ottobre in Piazza San Marco il Doge Nicolò Contarini, ilclero e il popolo si riunirono a pregare. Quando la peste finì erano morti 80.000 veneziani, e 600.000 nel territorio dellaSerenissima, da Brescia a Trieste, dal Polesine a Belluno[senza fonte]. Fra i morti, il doge e il patriarca.

Fotografia dal Campanile di San Marco: in primo piano la Punta della Dogana e la Salute; sullo sfondo l’isola della Giudecca con la Chiesa del Redentore diAndrea Palladio.

Per fare spazio alla nuova chiesa si scelse di demolire un soppresso complesso religioso (la Chiesa della Santissima Trinità con convento e scuola) adiacente alla Punta da Màr, la dogana di Venezia. Per poter erigere in quel posto la Basilica fu necessario un gran numero[3] di pali conficcati nel terreno ed una vasta bonifica del suolo. Già il 28 novembre1631 si svolse il primo pellegrinaggio di ringraziamento.

La costruzione fu affidata dopo un concorso a Baldassare Longhena, che aveva progettato una chiesa «in forma di corona per esser dedicata a essa Vergine», e venne finita quando il patriarca Alvise Sagredo il 9 novembre 1687 la benedisse.

Ogni 21 novembre dell’anno si festeggia la Festa della Madonna della Salute in cui i veneziani attraversano un ponte, per secoli fatto di barche, ora galleggiante fissato su pali, che va da San Marco alla basilica e vi si recano a pregare. Insieme alla Festa del Redentore, è ancora oggi una delle feste popolari più amate e partecipate dai veneziani. In tale occasione, tradizionalmente, i veneziani consumano la “castradina“, un piatto a base di montone.

Venezia

In questo solenne giorno, la Città di Venezia ha pregato la Madre

dell’unico Dio,

per la Pace e la Salute di tutta l’umanità

sconvolta

dall’odio, dalla vendetta, dalla guerra.

GONDOLA

gondola

Creata da esperti maestri artigiani,

la gondola è un’autentico gioiello

di arte e architettura

Venezia

simbolo veneziano per eccellenza!

Sestieri-di-Venezia-nel-ferro-della-gondola

Il Sile abbraccia Treviso

Cari Amici, con queste bellissime foto scattate il 1° novembre 2014,

Vi giunga un  caro saluto e augurio di Buona Domenica!

Nives

INVITO al Ponte Storto

http://www.alpontestorto.com/

Cari Amici, se avete voglia di fare una “capatina”… NELLA ROMANTICA VENEZIA…

….e se siente interessati alla PITTURA…

oggi vi aspetto al PONTE STORTO, alle ore 18

per un’ANTOLOGIA DI OPERE del Pittore Veneziano

“ENNIO MORETTI”

http://enniomoretti.com/

Nell’accogliente OSTERIA DI ALBERTO E NICOLA…

sarò felice di fare la Vostra conoscenza!

Nives/Rita

A Venezia

DEDICATA ALLA MIA ILLUSTRE CITTA’

(Oggi…così vergognosamente sporcata!)

Venezia

“E’ fosco l’aere,

il cielo è muto,

ed io sul tàcito

veron seduto,

in solitaria

malinconia

ti guardo e lacrimo,

Venezia mia!

Canaletto

Passa una gondola

della città:

“Ehi, della gondola,

qual novità?”

“Il morbo infuria,

il pan ci manca,

sul ponte sventola

bandiera bianca!”.

claude_monet_056_impressione all Alba

No, no, non splendere

su tanti guai,

sole d’Italia,

non splender mai;

e su la vèneta

spenta fortuna

si eterni il gemito

della laguna!

Venezia

Venezia! L’ultima 

ora è venuta;

illustre martire

tu sei perduta…

Il morbo infuria,

il pan ci manca,

sul ponte sventola

bandiera bianca!

(A. FUSINATO)

Venezia tempo grigio

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