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Custodi dei semi

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Chiara Spadaro

 Giornalista, collabora con il mensile Altreconomia e con il settimanale Carta.

E’ laureanda in antropologia culturale. –

Civiltà contadina

Il crack finanziario non preoccupa i “custodi dei semi”. Almeno non quelli che – come i soci di Civiltà Contadina –  alle “banche del germoplasma”, blindate e inaccessibili, hanno preferito un’“Arca dei semi”, senza porte né chiavistelli, dove i semi ritrovati di antiche varietà siano a disposizione di tutti.

L’Arca dei semi di Civiltà Contadina raccoglie oltre 2 mila varietà ed è uno spazio biodiverso da condividere: chi vuole (anche chi non è socio dell’associazione) può portare i propri semi (o spedirli per posta) e prenderne in cambio degli altri, da diffondere e riseminare. L’impegno minimo che Civiltà Contadina chiede ai suoi soci, infatti, è di fare la propria parte nel lavoro collettivo di salvaguardia delle varietà antiche e del patrimonio culturale che i semi portano con sé. Ognuno deve difendere almeno una varietà di antiche ortive, piantando il seme, riproducendolo e conservandolo, oppure fare ricerca su quella particolare varietà, o ancora- se non ha a disposizione un pezzetto di orto da coltivare – può aiutare in altro modo, mettendo a disposizione dell’associazione le proprie capacità (ad esempio per tenere la contabilità, o impaginare il giornalino che viene spedito ai soci). Tutti sono volontari e la responsabilità non è delegabile a nessuno: ognuno deve fare qualcosa di concreto per la salvaguardia della biodiversità, nel suo piccolo. Grazie a questo lavoro collettivo, l'”Arca” di Civiltà Contadina è diventata nel tempo un vero e proprio “archivio vivente”, un centro di ricerca e documentazione sulle antiche varietà locali, con libri, enciclopedie agrarie, manifesti e materiali multimediali che ne raccontano la storia, le ricette, gli usi e le tecniche di coltivazione.

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L'”Arca dei semi” è solo una delle attività realizzate da Civiltà Contadina, che dal 1996 è impegnata nella salvaguardia della biodiversità rurale”: un patrimonio che racchiude le piante selvatiche e i semi delle piante alimentari, gli alberi da frutto e quelli boschivi, ma anche le erbe spontanee e gli animali che un tempo avevano un ruolo fondamentale nelle piccole economie locali e famigliari.

I soci oggi sono più di 400, impegnati nella riscoperta dei sapori, colori, forme dei frutti di un tempo; una ricerca che riparte dai territori, dai nodi locali dell’associazione sorti in diverse Regioni, che coordinano e organizzano le attività locali di Civiltà Contadina (tutti i riferimenti si trovano sul sito dell’associazione).

Tra questi, c’è chi conserva nell’orto antichi alberi da frutto, chi si sporca le mani di terra nell’orto della scuola, chi porta in tavola i sapori perduti, chi organizza uno scambio di semi in condominio. Sopratutto l’associazione fa dei “prestiti” di semi ai soci che vogliono diventare “custodi” di vecchie varietà. I semi vanno restituiti a fine stagione con il doppio della quantita prestata. Ma essendo un compito delicato, Civiltà Contadina non lascia soli i contadini custodi ma ha pubblicato sul suo sito alcune preziose guide, esperienze di coltivazione dell’orto conservativo ecologico, consigli, istruzioni per l’uso e tutto ciò che ci aiuterà nel costruirci un orto che rispetti la biodiversità: www.civiltacontadina.it/modules/smartsection/

Via posta, potete mandare i semi (e richiederne a vostra volta) a: Alberto Olivucci, via Varco Biforca 7 – 61010 (RN)

Civiltà Contadina (segreteria)

Via Gadda 300 – 47023 Cesena

tel 0363 709777, associazione@civiltacontadina.it

www.civiltacontadina.it

 

Voglio ancora…

“Domani, figlio mio, tutto sarà diverso.

L’angoscia uscirà per la porta di fondo

e la chiuderanno, per sempre,

le mani di uomini nuovi.

Regnerà il contadino sulla sua terra

-piccola ma sua-

fiorita al bacio del suo lavoro gioioso.

Non finiranno prostitute le figlie dell’operaio,

né quelle del contadino;

pane e vestito riveleranno il loro lavoro onorato;

le lagrime della famiglia proletaria si asciugheranno.

Domani, figlio mio, sarà tutto diverso.

Senza frusta, senza carcere,

né fucile che sopprimono le idee.

Camminerai per le vie della tua città,

senza paura, con i figli, la mano nella mano,

come ora io posso fare per te.

Non sarà il carcere né la guerriglia

a chiudere i tuoi anni giovanili come ha chiuso i miei;

non morirai in esilio con gli occhi spaventati,

anelando di rivedere i paesaggi felici della tua patria,

come è morto mio padre.

Domani sarà tutto diverso, figlio mio!

(E. Castro – Nicaragua)

L’isola che non c’è

“Nel profondo, è una nuova umanità che vuole farsi,

è il moto irresistibile della storia.

Di contro a sconcertanti e forse transitorie esperienze

c’è quello che solo vale ed al quale bisogna inchinarsi,

un modo nuovo di essere nella condizione umana.

E’ l’affermazione di ogni persona,

in ogni condizione sociale, dalla scuola al lavoro,

in ogni luogo del nostro Paese,

in ogni lontana e sconosciuta regione del mondo;

è l’emergere di una legge di solidarietà,

di eguaglianza, di rispetto

di gran lunga più seria e coerente

che non sia mai apparsa nel corso della storia.”

(Aldo Moro)

“La giustizia cammina con la pace e sta con essa in relazione costante e dinamica.

Giustizia e pace mirano al bene di ciascuno e di tutti, per questo esigono ordine e verità.

Quando una è minacciata, entrambe vacillano; quando si offende la giustizia,

si mette a repentaglio anche la pace.”

(Giovanni Paolo II)

Giorno verrà

“Verrà un giorno

più puro degli altri

e scoppierà la pace sulla terra

qual sole di cristallo.

Di fulgore nuovo

si vestiranno le cose

e canteranno camminando

gli uomini liberi ormai dall’incubo

della morte violenta.

Il grano crescerà

sopra i rottami delle armi distrutte;

più nessuno verserà sangue fratello.”

(Jorge Carrera)

CORDOGLIO PER I MORTI DELLA TURCHIA!

Non voglio più andare

 

 

“Signore, non voglio più andare alla loro scuola.

Fa, te ne prego, che non ci vada più.

Voglio seguire mio padre tra i sentieri della foresta,

dove si muovono gli spiriti che ogni alba viene a cacciare.

Voglio camminare a piedi nudi

attraverso i sentieri della terra rossa.

Voglio fare la mia siesta appoggiato ad un mango

e svegliarmi quando, laggiù, fischia la sirena dei bianchi.

Signore, non voglio più andare alla loro scuola.

Fa,te ne prego, che non ci vada più.

Dicono che è necessario che un piccolo africano ci vada

perché diventi uguale ai signori della città,

a quei signori “come si deve”.

Preferisco…ascoltare nella notte

la voce rauca di un vecchio che, mentre fuma,

racconta le storie di Zamba e di compare Coniglio

e molte altre che non sono nei libri…

E poi, è troppo triste la loro scuola…

triste come quei signori della città,

quei signori “come si deve”

che non sanno più danzare la sera,

che non sanno più camminare a piedi nudi,

che non sanno più narrare i racconti durante le veglie.

Signore, non voglio più andare alla loro scuola.”

Guy Tirolien

(di Lakota, Costa d’Avorio)

 

Lamentazioni

“E’ stata abbandonata da tutti la città

prima tanto popolata…

I suoi bambini sono fatti prigionieri,

camminano spinti da nemici…

I sacerdoti sono morti nelle città

mentre cercavano un po’ di cibo per

sopravvivere…

I tuoi profeti ti hanno annunciato soltanto

 messaggi inutili e illusori.

La bontà del Signore non è finita, il

suo amore continua, la sua bontà si

rinnova ogni mattina.”

(Lamentazioni cap. 1 e 2)

Solamente se…

“Se…

Se tu credi che un sorriso è più forte di un’arma

Se tu credi alla potenza di una mano offerta

Se tu credi che ciò che unisce gli uomini è più importante di ciò che li divide

Se tu credi che essere differenti è una ricchezza e non un pericolo

Se tu sai guardare il prossimo con un filo di amore

Se tu sai cantare la felicità degli altri e la loro gioia

Se tu puoi ascoltare lo sfortunato che ti fa perdere tempo e gli doni un sorriso

Se sai accettare la critica e ne trai profitto senza ritorcerla

Se sai accogliere e adottare un parere differente dal tuo

Se…

Se tu stimi che tocca a te fare il primo passo piuttosto che al tuo prossimo

Se lo sguardo di un fanciullo riesce ancora a disarmare il tuo cuore

Se tu puoi godere della gioia del tuo vicino

Se l’ingiustizia che colpisce gli altri ti fa reagire come quella che subisci tu

Se per te lo straniero è un fratello che ti viene proposto

Se tu sai donare gratuitamente un po’ del tuo tempo per amore

Se tu sai accettare che un altro ti renda servizio

Se sai dividere con gli altri il tuo pane e sai aggiungervi un po’ del tuo cuore

Se tu credi che un perdono arriva più lontano di una vendetta

Se…

Se tu rifiuti di battere la tua colpa sul petto degli altri

Se per te l’altro è sempre un Fratello

Se la collera è per te una debolezza e non una prova di forza

Se tu preferisci essere danneggiato piuttosto che fare torto a qualcuno

Se tu rifiuti che dopo di te sia il diluvio

Se tu parteggi per il povero e l’oppresso senza ritenerti un eroe

Se tu credi che l’amore è la sola forza di discussione

Se tu credi che la pace è possibile…

Allora ci sarà un mondo nuovo più bello e più umano.

(Autore ignoto)

 

(E la terra non sarà più a pezzettini)

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