Dio dei Nostri Padri

PREGHIERA COMUNE

“Dio dei nostri Padri, Tu sei il nostro Re,

il nostro liberatore,

la nostra salvezza nella sventura, il nostro

prodigioso rifugio nei giorni di dolore.

Benedici noi con la triplice benedizione

scritta nella legge.

Che Dio ti benedica e ti custodisca.

Che Dio abbia un luminoso volto per te.

Che Dio ti guardi e ti dia Pace.”

 

Inno alla Speranza

“La Speranza” è quella cosa piumata

che si viene a posare sull’anima

canta melodie senza parole – e non smette mai.

E la senti – dolcissima – nel vento.

E dura deve essere la tempesta

capace di intimidire il piccolo uccello

che ha dato calore a tanti.

Io l’ho sentito nel Paese più gelido

e sui mari più alieni.

Eppure mai, nemmeno allo stremo,

ha chiesto una briciola – di me.

(Emily Dickinson)

 

 

 

Entrano da tutte le parti

commemorazioni

di  ANGELO PITTALUGA

2 Novembre, giorno dei morti. Il villaggio di Wau, Sud Sudan, si appresta a celebrare la messa di commemorazione e, man mano che mi avvicino alla zona del cimitero, rimango colpito dal flusso umano che si avvia nella stessa direzione. Uomini e donne escono dalle loro capanne e si riversano in strada da ogni dove, per dirigersi al camposanto.

E più mi avvicino, più quella folla cresce, si infoltisce, si anima di colori nuovi; finché arrivo al recinto del cimitero, e l’impressione è quella di un assedio, o di uno stadio poco prima di un match decisivo! Entrano da tutte le parti, scavalcano il muretto di recensione e si accalcano sotto questi alberi bassi, dalle larghe foglie, che coprono tutto lo spazio dei sepolti rendendolo un meraviglioso giardino.

Avanzo lentamente in questo movimento umano, e mi soffermo a guardare le famiglie che si stringono intorno alle tombe dei loro cari, i bambini che cautela accendono una candela, le anziane che col fare di un rituale antico rovesciano sul terreno, vicino alle tombe, tazze di latte.

Raggiungo il centro del cimitero, dove si trova l’altare per la messa, e volgendo lo sguardo intorno incontro una miriade infinita di teste, di braccia che si appoggiano ai rami degli alberi, di veli che coprono le donne (senza esagerare, sono migliaia) e di tombe composte e silenziose: nessuna abbandonata, nessuna che non abbia intorno un gruppo di donne a confortarla, o bambini agitati a rallegrare lo spirito.

La mente mi scappa per un istante al cimitero di Castagna, a Genova, dove sono i miei nonni: ricordi di desolante abbandono, solitudine, incuria, silenzio….riapro gli occhi e mi ritrovo davanti questo sorprendente spettacolo di vita. E’ difficile da descrivere: sento intorno a me un legame forte, pulsante, tra questi uomini che mi circondano e i loro antenati nel sottosuolo. Percepisco diffusamente, stretto in mezzo a loro, gomito a gomito, cosa significa essere parte di una comunità.

Essere insieme, vicini, non sentirsi mai soli: avere nel cuore quell’intima sicurezza che non saremo mai abbandonati, nessuno di noi, nemmeno da morti. e all’improvviso il sacerdote prende la parola, e tutto si fa silenzio.

Migliaia di donne, uomini, e sopratutto bambini (li vedi ovunque) che d’un tratto si trovano insieme a fissare l’altare, con solenne concentrazione: E lo so che la religiosità africana, sopratutto in questa regione, è ancora abitata da rituali magici e superstizioni, amuleti e credenze ancestrali, eppure nel cuore di quella folla, all’inizio della messa, sento con forza come tutti intorno a me riconoscano, con intima certezza, la presenza di Dio. E sento quanto può essere forte il significato di “comunione”.

Inizia il discorso, in arabo, e una suora missionaria vicino a me mi traduce le prime parole del prete: “Sono stato a Roma, in Piazza San Pietro. E non ho visto tanta gente come oggi!”. La folla si accende di un applauso fragoroso, gioioso, vedo sorrisi bianchissimi intorno, e dalle prime file fanno rullare i tamburi. Sento questa esclamazione di gioia che si leva tutta insieme verso il cielo, insieme al fumo delle candele, ai gridolini delle donne, allo spirito dei sepolti sotto di noi: tutto insieme, come un’unica preghiera. E chiudo gli occhi per gustarla meglio.”

Attaccamento

“Se un giorno andassi sulla Luna ma al ritorno…

non avessi qualcuno per raccontare,

che ci vado a fare?”

(Isahak Nyuton)

Cari Amici, domani non parto per la Luna…ma ritorno alla Pieve di Romena!

Non Vi preoccupate…tornerò carica di cose belle anche per Voi!

A martedì!

Nives

lunedì dell’Angelo….

….tutto per mamma!

Il programma prevedeva un giornata da vivere insieme, lasciandoci portare dai desideri del cuore. Volevo raggiungere…l’intimità profonda del suo cuore…dove spesso mi attende.

Di buon mattino, mamma chiede di andare al cimitero….da Evelina, Anna, papà. Aveva in mano un mazzo di primi germogli, raccolti in giardino, per loro. L’aria fresca e un cielo terso, m’ ispiravano una breve gita sulle incantate colline di Asolo e Possagno, ma ha preferito non distrarsi, e rimanere nell’affettuoso abbraccio famigliare.

Alle 11.30 eravamo già a tavola per il pranzo. Tutto era pronto! Spezzattino con polenta, radicchietti del campo e piselli novelli. (Come sempre, sono stata servita e riverita…fino al dolce e al caffè!. Come sempre, mi sono lasciata coccolare, da quel concentrato di affetto tutto per me!).

Non era ancora mezzogiorno, quando tentavamo il contatto con mio figlio, a Sidney… perchè mamma, aveva una gran voglia di vedere la sua “bellezza rara”…”che vive in un altro mondo”!!! Ma ho dovuto improvvisamente spegnere il PC, perchè un forte squillo di campanello ha annunciato una vera e grande…sorpresa di Pasqua!

Al cancello c’era RENATO, il fidanzato di EVELINA!!! (Da 35 anni non lo vedevamo….ed ora era quì, per far gli AUGURI DI PASQUA, alla suocera!!!)  Il tumulto dei nostri cuori, ci ha uniti in un silenzioso ed immenso abbraccio affettuoso…e tutti e tre, piangevamo dalla gioia, come bambini!. Muti…. i nostri occhi si scrutavano in profondità, e come una sorgente viva, sentivamo il cuore sgorgare una tenerezza infinita. Sentivamo EVELINA viva, a casa, fuori e dentro ciascuno di noi….come in un’apotéosi d’amore!

Per un’ora circa, ci siamo raccontati il vissuto di questi 35 anni…nell’assenza surreale, nel vuoto incolmabile….ma anche nel calore di una Presenza partecipativa, che di tanto bene ci colmava!

RENATO ci ha confidato che, il giorno del funerale di EVELINA, il sacerdote ha celebrato il loro MATRIMONIO!  (Avevano 21 e 20 anni)!

Tra le lacrime, ci ha raccontato di quanto in cuor suo, ci ha cercato. Di quanto esempio  ha colto dalla mia famiglia….e del desiderio cocente di godere dei miei figli! Ci ha raccontato dei loro amici, che continuano a far visita a EVELINA, ricordandola con tanta stima e affetto.

Prima di andarsene, ha abbracciato in lacrime la SUOCERA, e mi ha pregata di portare ai figli, il caro saluto dello ZIO RENATO!

La giornata con mamma, si è conclusa al Parco di San Giuliano…immerse nella verde Natura fiorita, tra gli allegri voli delle rondini, che, a gara, sfioravano le quiete acque del laghetto.