“Guard rail morale”

Gino Covili mangia la mela

Giacomo Samek Lodovici

“Le norme negative assolute enunciano le esigenze morali minimali e rappresentano come una sorta di “guard rail morale”: come un conducente si danneggia fisicamente se oltrepassa il guard rail, così l’essere umano che si autoconduce a trasgredire queste norme negative si danneggia moralmente, e talvolta anche fisicamente (se si droga, se si suicida, ecc). Dal canto loro le norme affermative esprimono le esigenze morali più alte: ciò vale in particolare per le norme relative all’amore. E, ancora, se già le norme affermative hanno il primato nella vita umana, perché le norme non sono fini a se stesse, bensì indicano all’uomo come raggiungere la sua fioritura, il suo compimento: se sono valide e non infondate, sono come dei segnali stradali, perciò non sono la destinazione dell’umano cammino verso il proprio compimento, né sono sufficienti per giungerci, comunque indicano la direzione per arrivarci. Solo che la indicano a grandi linee:  per comprendere più precisamente le tappe del viaggio e pervenire sia alle varie tappe sia al fine ultimo dell’uomo, abbiamo bisogno delle virtù etiche, della saggezza (imprescindibile per sapere come agire moralmente bene in una situazione concreta), della grazia soprannaturale, a volte anche della filosofia morale, dell’educazione buona e di altri fattori.”

(Da “Filosofia-Formazione”; in “Il Timone”, Milano, marzo 2017, p. 42)

Virtù

 

(Le immagini sono tratte dal Web)

Costanza

vecchia barca

“Un pescatore si lamentava perché la sua barca era troppo vecchia. -Non mi arrischio ad andare al largo, e prendo poco pesce. Per di più, perdo tempo e fatica a vuotare continuamente acqua.

vecchia barca

– Che cosa dovrei dire io? – osservò Martino. – La mia barca ha cinque anni più della tua, e un giorno o l’altro mi si sfascerà in mezzo al mare. Ce ne vorrebbe una nuova…

lire

– E chi ci dà i denari? – ribattè Natale. – Siamo due disgraziati. (Per dimenticare le disgrazie, Natale fumava tutto il giorno, e di sera, quando non era in mare, andava all’osteria.)

pescatore

Là, in quello stambergone, si ritrovavano molti pescatori a bere e a giocare. Anche Martino per molto tempo aveva frequentato quella compagnia, ma poi non lo videro più. Il padrone della vecchissima barca incontrava Natale sulla riva o in mare.

– Quanto hai speso ieri sera? – gli domandava.

– Duecento lire di vino, e trecento perdute a scopone.

– E per il fumo?

– Duecento lire i  tutto il giorno. Faccio economia.

lire italiane

La moglie di Natale, qualche volta, si sfogava con Martino a proposito di quelle economie. – In casa ci manca tutto, – diceva – e a lui non bastano sette o ottocento lire al giorno per i vizi. ( Povera donna! Aveva un viso sparuto da far pietà.) Passarono due anni.

barca da pesca

In una luminosa mattinata di maggio, si è radunata una folla sulla spiaggia per godersi lo spettacolo di una bella barca nuova che scendeva in mare. Era grande, verniciata di azzurro e di bianco. Toccò felicemente le onde, si risollevò, dondolò beata; a bordo stava il padrone: Martino. Il ragazzo spiegò la vela, e la barca si allontanò dolcemente: sul fianco spiccava il suo nome: COSTANZA.

moneta d'oro

Quando si incontrarono in mare, Martino rideva, e Natale sulla sua barcaccia sconquassata non finiva di meravigliarsi. – Ma come hai fatto? – Ho fatto con i tuoi soldi, – rispose Martino – e perciò ti devo ringraziare! Mi spiego: giorno per giorno, ho messo da parte tutto quello che tu spendevi in fumo, in vino, in giuoco. Ci è voluta della pazienza e ho dovuto fare dei sacrifici…Caspita! Che vita dura bisogna sopportare per divertirsi come fai tu! Basta! Ci sono riuscito; e senza guastarmi la salute all’osteria, ho raggranellato quanto occorreva per comprare questa bella barca.

monete anticchissime

Natale sospirò. Guardava la barca nuova con ammirazione. Lesse il suo nome e disse: – E’ proprio quello che ci vorrebbe a me: la costanza! – Prova! ribattè Martino. – Se non si comincia, non si finisce mai!

Fortitude

Il Risparmio

monete

RISPARMIO

“Dice la sabbia fine in riva al mare:

-Unisci granellino a granellino,

e avrai la spiaggia immensa

dove l’occhio si perde a riguardare. –

Dice una stella in cielo: – Che son io?

 Un lumicino. Ma con le sorelle

divento un firmamento,

lodo in eterno la bontà di Dio. –

E la formica dice: – Non è tutto

questo chicco che porto a casa mia!

Ma insieme ad altri chicchi

è la provvista per il tempo brutto. –

E in cuor all’uomo la saggezza dice:

-Tu spendi oggi la piccola moneta,

che un giorno, unita a mille,

potrà bastare a renderti  felice. –

Frena addesso un capriccio e un giorno avrai

un bene vero: chiudi nella terra

oggi un chicco soltanto,

e una spiga domani troverai. “

(M. Dandolo)

salvadanaio

il tesoro

“Quanto a tesori, un’altra se ne narra…

C’era una volta un vecchio contadino

che aveva un suo campetto e la sua marra

e tre figliuoli. Giunto al lumicino,

volle i tre figliuoli accanto al letto.

“Ragazzi” disse, vado al mio destino,

ma vi lascio un tesoro: è nel campetto…

E non potè dire altro, o non volle.

A mente i figli tennero il suo detto.

terra incolta

Quando fu morto, quelli il piano, il colle

vangano, vangano, vangano: invano.

Voltano al sole e tritano le zolle:

niente! Ma pel raccolto, quando il grano

vinse i granai, lo videro il tesoro

che aveva detto il vecchio. Era in lor mano.

Era la vanga dalla punta d’oro.”

(GIOVANNI PASCOLI)

i nonni zappano