Posts Tagged ‘crisi economica’

Non abbiamo perso l’interesse…

NAOMI KLEIN

Dice Naomi Kein : “….abbiamo perso ma, non abbiamo perso l’interesse!

“A partire dal momento in cui ci immergiamo nella dimensione della passione,

possiamo spostare le montagne.

E qualcosa dentro di noi lo sa.” (Christiane Singer)

Piccole “oasi” di Solidarietà

poveri della città

“Guardare la città con gli occhi dei poveri è un’esperienza strana. Lo sguardo non si lascia catturare dalle vetrine ammiccanti, ma scruta gli angoli in cerca di un posto dove posare i cartoni per la notte. Le altre persone non sono un fastidio, per il traffico, per la folla nello shopping, ma una risorsa quando si fermano a dare una mano o scambiare una parola, oppure un pericolo quando alzano la voce per insultare, per giudicare, per scacciare. E la città dei poveri è un luogo spesso inospitale, dove è difficile orientarsi. Un deserto, in cui oasi di aiuto sono rare come un miraggio.

fraternità

Ed è proprio per aiutare chi affronta momenti di difficoltà ad orientarsi tra i luoghi di aiuto e solidarietà genovesi che la Comunità di sant’Egedio ha pubblicato la quindicesima edizione della guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, un’agile pubblicazione che qualcuno, con gioco di parole ironico ma efficace, ha chiamato “La guida Michelin dei poveri”

poveri

…Sfogliando il libretto, ci si imbatte nella galassia ampia e variegata della solidarietà a Genova, scoprendo come, in tempi di crisi del volontariato, la nostra città “tiene”, perché le strutture e il personale sono evidentemente più numerosi che in altre città italiane. Si trova chi a Genova offre cibo, accoglienza, posti per lavarsi e cure mediche alle persone in difficoltà, ma anche importanti informazioni su temi quali la detenzione, la tossicodipendenza, l’immigrazione, l’accesso alla casa, alla pensione e al lavoro.

pasto per i poveri

Ma è sopratutto la nutritissima sezione dei centri di ascolto, oltre ottanta, che disegna la mappa di una città solidale, che anche in tempo di crisi non dimentica chi è povero, in modo particolare grazie alle parrocchie e ai vicariati. “La povertà cresce con la crisi, ed è ormai forse inutile distinguere tra nuovi e vecchi poveri” afferma Roberta Graffione, che per la Comunità di sant’Egidio coordina le attività del Centro Genti di Pace, “quando ormai al nostro centro si intrecciano storie di stranieri, di anziani, di disagio psichiatrico e di povertà. e chi è aiutato a sua volta, appena possibile, aiuta altri”.

disagio

 Il problema è che la povertà aumenta e cambia e le risposte di oggi non possono essere le stesse di ieri. Il boom di persone aiutate nei centri sant’Egidio, mostra che le necessità crescono più dell’aiuto: se nel 2007 le persone che si recavano in via Vallechiara per ricevere il pranzo al sacco erano circa venti ogni giorno, oggi sono centocinquanta. Una domanda chiara, per i volontari della Comunità: “Questo dimostra che a Genova c’è bisogno di una nuova mensa” spiegano, “che fornisca invece che panini, un pasto caldo, che fa più piacere e ha un costo minore. Noi ci attendiamo che le istituzioni ci diano un locale, poi al personale e all’organizzazione, possiamo pensarci noi.” SERGIO CASALI  (Da “Guida sant’Egidio per i senza dimora”) 

pasto per i poveri

IMPORT-EXPORT

testo di GIUSTO CAVINATO

Beurs van Berlage

“Ad Amsterdam c’è un vecchio palazzo rimodernato dove una volta c’era la sede della Borsa del grano. Oggi sul palco del Beurs van Berlage si fanno le premiazioni delle scoperte più sensazionali dell’anno nel campo della ricerca, presente tanto di Regina Beatrice d’Olanda che ha recentemente deciso di ritirarsi dalla reggia e, da pensionata, presenzia le cerimonie importanti con un monte di premi e medaglie.

Premiazioni della Regina d'Olanda

Quest’anno il premio per la categoria Ricerca dell’European Inventor Award per la migliore invenzione nel campo scientifico è stato consegnato a due ricercatori italiani:

Luigi Cattel-Barbara Stella

Luigi Cattel e Barbara Stella

La loro scoperta riguarda le nanotecnologie e cioè la scienza che progetta e realizza dispositivi piccolissimi che sono in grado di svolgere un compito. Al lavoro da dieci anni, hanno inventato una mini capsula settanta volte più piccola di un globulo rosso che, messa in circolazione nel sangue, trasporta un medicinale specifico che va a colpire con estrema precisione le cellule cancerogene.

cellule cancerogene

Vorrei fermarmi un attimo a spiegare a chi non lo sa che un globulo rosso ha un diametro di 7 millesimi di millimetro e che costruire una molecola settanta volte più piccola vuol dire che bisogna metterne diecimila in fila per fare un millimetro.

migliore invenzione 2013

Ebbene queste mini capsule vengono caricate come un camion di un certo medicinale, viene dato loro un indirizzo e partono nell’autostrada di vene, arterie e capillari vari per arrivare dove devono e scaricare il medicinale nel punto dove ci sono le cellule cancerogene altrimenti irragiungibili con altri tipi di terapia. Le terapie attuali, infatti, dovrebbero essere usate in modo massiccio per raggiungere certi organi malati e diventerebbero devastanti per l’organismo. Una scoperta sensazionale dunque, che apre nuove strade verso terapie oncologiche, ma utilizzabili anche in molte altre applicazioni e in moltissime patologie difficilmente curabili.

Quando ho letto le motivazioni del premio mi è presa una vampata di orgoglio nazionale al pensiero che, in tempi di crisi e quando tutti ci considerano un paese ormai del terzo mondo, ecco che il genio italiano scaturisce come una medaglia d’oro delle Olimpiadi e ci riempie di soddisfazioni e speranza per il futuro.

orgoglio italiano

Perchè il bisiness che si svilupperà attorno a questa invenzione toccherà, nei prossimi anni, i cento miliardi di euro. Ho detto cento miliardi di euro, vi rendete conto? Una cosa fantastica che potrebbe dare un rilancio all’economia italiana ed una spinta alla ricerca. Semplicemente fantastico. Sì, ma ho detto potrebbe, perchè non vi ho raccontato tutto. Il professor Luigi Cattel ed il suo gruppo riescono, una decina di anni fa, a sintetizzare questa nano capsula rivoluzionaria e, definite le specifiche, devono brevettarla per mettere al sicuro l’invenzione. Ma il brevetto costa centomila euro e l’Università italiana per cui lavorano non li ha. Bussano a varie aziende farmaceutiche e alle istituzioni statali ma nessuno ha i soldi per investire non solo i centomila del brevetto ma anche altri cinque milioni di euro negli anni successivi per completare le ricerche. A questo punto il professor Cattel non ha molte strade da percorrere. Approfittando del fatto che la sua collaboatrice Barbara Stella sta facendo un dottorato presso l’Università di Parigi, chiede ai francesi se sono interessati o meno al progetto.

Patrick Couvreur

Non ci mise molto l’equipe del professor Couvreur a capire che quel professore italiano dalla zazzera bianca gli stava servendo su un piatto d’argento un’occasione unica. Che l’Università di Parigi non si lasciò certo sfuggire.

Università di Parigi

E così sul palco del Beurs van Berlage ad Amstardam l’altro giorno c’era, per primo, il professor Patrick Couvreur a ricevere l’ambito premio e, dietro, il professor Luigi Cattel e Barbara Stella. E nei comunicati diffusi dal comitato organizzatore il primo nome è del nanotecnologo professore francese e i nostri due, inventori del tutto, solo dietro. Grande, grandissima soddisfazione, ma un’immensa amarezza dovuta all’ennesima incapacità delle nostre istituzioni di saper valorizzare i geni che abbiamo a disposizione. E tutto per cinque milioni di euro che sono quisquilie rispetto ai centocinquantanove milioni di rimborsi che i partiti politici riceveranno dopo queste ultime elezioni.

politica italiana

Ma sono io che non capisco, non capisco questa nuova economia che la nostra politica ha costruito nel nostro Paese in questi ultimi anni: importiamo badanti perchè l’assistenza costa e esportiamo cervelli perchè non abbiamo i soldi per permetterceli.”

denaro

La ciliegia di Marostica

Il ciliegio della casa paterna, ogni anno a giugno, ci regalava qualcosa di spettacolarmente dolce, rosso, croccante, abbondante….persino poetico. Erano le ciliegie dette “marosticane”!  Quel maestoso albero che ci invitava a festeggiare la fine della scuola e l’inizio delle vacanze estive, mi ha regalato momenti di grande serenità e benessere, lasciandomi nel cuore una grande nostagia.

Per questo, nei primi giorni di giugno, ci rechiamo alla vicina città di Marostica e di Mason Vicentino, dove si svolge la Festa dei Duroni.

La giornata di ieri, 9 giugno 2013, non la dimenticherò mai, tanto mi ha sconvolto.

Dopo aver pranzato al fresco di una pergola e visitato la città di Thiene, abbiamo percorso la via dei Colli Euganei, detta “Nuova Gasparona” , tradizionalmente allestita da colorate bancherelle di privati produttori di ciliegie, che tentano di vendere le loro rosse primizie, ricavandone qualche piccola soddisfazione.

IERI pomeriggio, un’improvvisa tempesta ci ha obbligati a fermarci sul ciglio della famosa strada, resa impraticabile. Improvisamente, una quantità inaudita di piccoli chicci di ghiaccio copriva tutto,  sfasciato tende e bancherelle. I pochi contadini coraggiosi…accompagnati da mogli, figli, parenti… incuranti di tutto, cercavano di salvare il loro prezioso lavoro.

Lungo la via dei dolcissimi Colli, eravamo senza parole! I vigneti, i frutteti, il grano, le aiuole di fiori, i verdissimi prati, le auto….la gente….TUTTA MARTORIATA DAL TEMPO IMPIETOSO!

Pensando alla crisi economica, al coraggio di tanti veneti che cercano di resistere in tutti i modi possibili….pensando a tutta quella grazia rovinata…siamo tornati con tanta desolazione nel cuore!

ciliegie di Marostica

San Martino di Castrozza

TRENTINO

Questa Città incastonata nel cuore delle DOLOMITI, è un’autentico gioiello, una perla delle più belle.

In questi giorni sembra abbandonata a se stessa. Le case, gli alberghi, i negozi sono tutti chiusi, sporchi, fatiscenti.

Solamente un bar e un giornalaio che vende anche il pane, aprono il negozio per qualche ora, per la gente di passaggio.

Eppure le rondini sfiorano l’acqua allegra del torrente che attraversa la città.

Le nevi si sono ritirate e il cane San Bernardo si gode piacevolmente il tepore del sole di mezzogiorno.

I bucaneve trapuntano i prati quasi “bevendo” l’ultima neve.

bucaneve

Che bello sarebbe abitare qui e godere sempre tanta bellezza!

Purtroppo la città vive solo di Turismo e per pochi mesi all’anno.

Che tristezza infinita guardarla che inutilmente dorme!…

Resa ignara, purtroppo, della VITA che  rinasce beata!

Resa tanto preziosa e proibita alla gente comune che ne ignora l’esistenza.

rondini

Chissà se con la crisi economica  degli uomini di questi tempi…

le sarà consentita almeno la gioia della calda estate e del ghiacciato inverno!

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