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Desiderare l’infinito

 

“Davanti alla bellezza ci si ferma, non per consumarla, ma perché ci promette qualcosa di più grande, di infinito. E’ a questo livello di esperienza che Dio ci viene incontro, incontro a questa tendenza in noi allo stupore di fronte al bello, che lui stesso ha disposto nel nostro cuore creandolo: “Fermatevi, sappiate che io sono Dio.” (Sal 45,11).

L’atteggiamento dell’uomo che si lascia sorprendere dalla bellezza del reale è allo stesso tempo sosta e desiderio verso l’infinito. Una cultura del bello è così anche una cultura della calma e del desiderio, del silenzio e dell’ascolto, della pace e del fervore.

Una cultura dove il gusto di possedere, di gioire è dato dall’attesa dell’infinito. Ecco: una cultura della bellezza è l’attesa dell’infinito, l’attesa dell’eterno. Questo non vuol dire un’attesa infinita, disperante, ma l’attesa di un bene che non si esaurirà mai. C’è nel nostro cuore umano uno spazio di desiderio che sarà sodisfatto, che sarà sodisfatto dall’infinito, che quindi non finirà mai di essere sodisfatto. C’è nel nostro cuore un vuoto, che solo l’infinito può colmare, e che quindi non finirà mai di essere colmato. Credo che sia questo ciò che ci dà l’esperienza della bellezza.

Recentemente facevo una passeggiata con una giovane famiglia nei dintorni dell’abbazia, con due bambini. Quel che mi ha colpito era l’incapacità di questi bambini di fermarsi in un’esperienza di novità, di sorpresa. Bisognava continuamente passare da un’esperienza alla successiva, e non erano mai contenti di nulla. Scoprivano le vacche: trenta secondi di stupore, poi bisognava correre al fiume. Al fiume abbiamo tirato i sassi nell’acqua, abbiamo fatto loro vedere che si poteva farli rimbalzare. Ma due minuti dopo se ne erano stancati. Allora andiamo fino alle rocce in fondo al sentiero, uno spazio misterioso dove, alla loro età e anche più tardi, io avrei potuto giocare delle ore, inventandomi mille avventure. Anche là la cosa non è durata che qualche minuto. Volevano rientrare per bere, poi per tornare a casa, chiaramente passando da un supermercato per comprare un giocattolo col quale si sarebbero divertiti tre minuti. Ero inorridito…Possibile che il bambino che rimane a bocca aperta davanti alle novità del reale sia diventato una specie rara, un animale in via di estinzione del quale bisognerebbe conservare qualche esemplare in uno zoo?

La cultura dei mezzi di comunicazione e d’informazione odierni ha la sua responsabilità in questo fenomeno. E’ la cultura del tutto e subito. Non c’è più posto per l’attesa, non c’è più posto per desiderare l’infinito.”

(p. Mauro Giuseppe Lepori)

 

L’amore è un’altra cosa

MAL D’AMORE

(di Valerio Albisetti – Edizione del 1994)

Quando gli uomini dominano le donne

“Esistono diverse ipotesi sul dominio maschile. Una teoria di tipo psicologico è questa: si pensa che attraverso il possesso il maschio manifesti un bisogno di rivalsa nei confronti della donna, che sente essere più dotata nell’ intuito, nella creatività, sopratutto nella capacità di procreare. Si può ben dire che l’uomo, inconsciamente, provi una profonda invidia e un timore reverenziale nei confronti del potere di procreazione.

Più recentemente altri autori hanno ipotizzato che il ragazzo che c’è interiormente in ogni uomo cerchi di respingere la madre, di negare l’attaccamento e la forte dipendenza che prova nei suoi confronti…Fa ciò rimuovendo tutto quello che sente come femminile dentro di sé e, ancor peggio, denigrando qualsiasi aspetto che egli consideri femminile. Il desiderio adolescenziale, quindi, di affermare la propria autonomia dalla madre continua ad influenzare per tutta la vita il comportamento dei maschi adulti.

D’altra parte, gli stessi genitori incoraggiano i figli maschi a controllare le emozioni, le figlie femmine ad esprimerle. Ai ragazzi viene insegnato, per esempio, che un eccesso di sensibilità non è degna di un uomo. I maschi spesso imparano che è loro consentita ua ristretta gamma di emozioni: l’agressività, la competitività, il dominio. Debolezza, confusione, paura, vulnerabilità, tenerezza sono concesse, in genere, solo alle ragazze. Un ragazzo che esibisca emozioni del genere verrà chiamato femminuccia. Oggi si cerca di evitare stereotipi, ma la maggior parte di noi è condizionata dal proprio vissuto infantile.

Gli uomini agiscono sotto impulsi trasmessi da generazioni e sono condizionati dai genitori e dalla società. Mi rivolgo alle donne: immaginatevi l’uomo della vostra vita negli anni in cui ragazzino, davanti al televisore a guardare un film. Tutti dipingevano gli uomini come esseri forti, freddi, privi di emotività, sempre controllati, senza paura. I sentimenti di intimità erano possibili con un vecchio amico piuttosto che con una donna. Ora capite perché, decidendo di diventare un “vero uomo”, il maschio scelga di assumere proprio quei ruoli che gli impediscono di confidarsi e di sperimentare una vera intimità con la donna che ama. Dominare una donna, secondo gli schemi classici, è sinonimo di virilità.

Oggi fortunatamente, viviamo in tempi di cambiamento, e il vecchio modo di vivere e di amare non funziona più. I maschi sono confusi. Vorrebbero cambiare. Negli ultimi dieci anni ho curato moltissimi uomini e posso assicurarvi che essi desiderano aprirsi, imparare a sentire profonde emozioni e ad esprimerle alle donne che amano, a non vivere il rapporto d’amore come possesso, dominio. Ma il processo di mutamento è lento e non facile.

Quando le donne dominano gli uomini

Anche le donne possiedono gli uomini, pur esprimendo il loro possesso in modo non evidente, non diretto. Due sono i casi più frequenti.

Nel primo la donna si comporta come una madre e tratta l’uomo come un bambino. Presume che lui non sappia badare a se stesso, si comporta con lui come nei confronti di un incapace al quale si deve organizzare la vita. Può darsi, a volte, che la donna abbia effettivamente ragione. Ma ciò non cambia il problema. Se tratta un uomo come un bambino, egli si comporterà come un bambino. Se è convinta che sia un incapace, egli rimarrà un incapace. Dunque la donna non si deve preoccupare di cose che egli dovrebbe fare da solo, non deve sgridarlo come se fosse uno scemo, non deve fare commissioni o lavori che crede lui non sappia fare, non deve sempre correggere o guidare. Certamente il motivo profondo che spinge la donna al ruolo materno con l’uomo che ama è quello di renderlo dipendente, di possederlo, come se nell’inconscio si dicesse: “Se avrà bisogno di me, lo potrò sempre controllare e difficilmente riuscirà a lasciarmi”.

L’altro caso di possesso femminile è il comportamento da bambina. Un atteggiamento del genere fa sentire gli uomini forti, importanti, responsabili. Abboccheranno certo  e può darsi che ne siano felici. Di fronte a questo atteggiamento di debolezza, di fragilità, l’uomo reagisce correndo in aiuto della donna.  Fa parte del gioco, “della bambina” mettersi in condizioni di rischio, in modo che l’uomo corra a salvarla. Forse la donna lo fa per mettere alla prova un uomo, per vedere se può contare veramente su di lui. Ma il più delle volte questo meccanismo nasconde il potere di controllo femminile sull’uomo.

Le conseguenze

Può darsi che all’inizio di un rapporto ci si senta felici, perché si sta “conquistando” l’amore del partner e il nostro impegno comincia a dare i suoi frutti. Dopo un po’ di tempo, però, il partner comincia a provare rancore. Nel caso in cui la donna si comporta da madre, l’uomo alla fine si sente castrato e pieno di risentimento verso la donna che non gli permette di prendere iniziative o di assumere responsabilità. Nel caso in cui, invece, la donna si comporta da bambina, viene a cadere il rispetto. L’uomo finirà per trattarla davvero come una bambina, non come la donna che è. Nello stesso modo, l’uomo che domina una donna ne soffoca la libertà e ne impedisce l’espressione della personalità. In tutti i casi ciò significa meno passione e meno vero amore.

L’amore non è possesso. L’amore è un’unione a condizione di preservare l’integrità personale reciproca. L’amore è un potere attivo dell’essere umano, un potere che annulla le pareti che separano l’uomo dai suoi simili, che gli fa superare il senso di isolamento e di separazione, e tuttavia gli permette di essere se stesso e di conservare la propria integrità. Nell’amore due esseri diventano uno, pur rimanendo due.

Smettere di possedere l’altro non vuol dire non aiutarlo e non dargli consigli. Ma se si assume il compito di cercare di risolvere i suoi problemi, lo si libera dalla responsabilità personale. In questo caso, una volta che gli sforzi in suo favore fallissero, la colpa non sarebbe mai sua.

Per staccarsi dall’altro, per smettere di possederlo, di controllarlo, è necessario svincolare il proprio ego da lui, dai suoi sentimenti e sopratutto dalle sue azioni e dalle loro conseguenze. E’ necessario lasciare che sia lui a occuparsi dei problemi che nascono dal suo comportamento. Non bisogna mai possedere un altro essere umano. Significa non rispettare la sua personalità, la sua individualità, la sua peculiarità.”

femminicidio

Forse mi sbaglierò a pensare che tanta violenza in famiglia può dipendere da un gran….“mal d’amore”.

Forse le cause saranno molto più profonde e oscure.

Voglio però credere che ” un amore vero e maturo”,

può ancora qualcosa.

Nella

GIORNATA MONDIALE  CONTRO  LA  VIOLENZA  SULLE  DONNE,

rendo omaggio ad

  OGNI DONNA VITTIMA DEL PIU’ FORTE,

e alle TRE SORELLE MIRABEL!

Furono assassinate da scagnozzi del dittatore della Repubblica Dominicana Rafael Trujillo il 25 novembre 1960. Dal 1980 la data divenne il simbolo del loro sacrificio: durante il primo Incontro internazionale femminista, in Colombia, quando la Repubblica Dominicana la propose in onore delle tre sorelle conosciute come Las Mariposas (Le Farfalle, ndr), uccise mentre andavano a trovare in carcere i mariti, prigionieri politici.Solo dopo un po’ di tempo molti Paesi si unirono nella commemorazione di questo giorno, attribuendogli valore simbolico di denuncia del maltrattamento fisico e psicologico verso le donne e le bambine. Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea generale delle Nazioni unite, con la risoluzione 54/134, ha scelto la data del 25 novembre per celebrare la lotta contro la violenza sulle donne, in omaggio alle sorelle Mirabal”.

(Dal Web)

gioielli-di-carta

L’ombra di un sogno fuggente

“C’è un solo modo per conoscere Dio,

per conoscere una donna, un ragazzo, una città…

         – inginocchiarsi e guardarli da vicino” –

(Angelo Casati) 

“Se non puoi illuminare la notte con la conoscenza,

cerca di illuminarla con le delizie.”

(Gilberto d’Hoyland)

 

“Siamo migranti, senza riposo, senza sosta, sempre in cammino.

Esiliati, costruiamo i nostri nidi negli alberi del futuro.”

(Rubem Alves)

 

“….che è mai la vita?

E’ l’ombra di un sogno fuggente.”

(Giosuè Carducci)

Un altro mondo è possibile?

 

I VOLONTARI di KARIBU ONLUS sono specialissimi AMICI che abitano a SCORZE’ (VE), proprio accanto alla FONTE dell’acqua SAN BENEDETTO. Ci siamo conosciuti casualmente alla FRATERNITA’ DI ROMENA (AR), circa un anno fa. Più tempo sto con loro e più scopro che….

UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE!

.http://karibuscorze.blogspot.it/

Da non molto tempo è spuntato un nuovo “RAMO” sul loro bellissimo “ALBERO”.

Il  COMITATO  ACCOGLIENZA  LOCALE  MIGRANTI – (CALM)

Succoso suo frutto è l’evento: SETTIMANA IN VILLA

(21.29 maggio 2016- Villa Orsini-Scorzè-Venezia)

Settimana ricca di eventi, incontri, testimonianze, confronti…

Quasi una favola è la storia di KOFI EVANS BILLA APPIAH  che afferma:

“Da voi sono diventato un uomo”

(INES SONCINI è l’autrice del Libro: “Abrokyire, il sogno di Kofi” )

(EVANS in Italia si è costruito una nuova vita e dopo il suo ritorno in Ghana nel 2012, continua ad aiutare i propri famigliari ponendosi così come un “ponte” fra due mondi. Un ponte che non rimane solo di tipo economico ma anche culturale.)

Conosceremo poi la giornalista poetessa

italo-siriana ASMAE DACHAN, vincitrice dei premi

UNIVERSUM DONNA (2013).

 Ha ricevuto il MATER HONORIS CAUSA

in giornalismo (2014) dalla

EUROPEAN MUSLIM LEANGUE, e dal IUOP,

INTERNATIONAL UNIVERSITY OF PEACE.

Ci informerà sulla “SIRIA OGGI, TRA MACERIE E SPERANZA”

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ASMAE DASCHAN ritratta nella copertina di Panorama (aprile 2016) per il quale ha realizzato un reportage nel quartiere di Bruxelles dove sono cresciuti i terroristi dell’Isis, responsabili degli ultimi attentati terroristici.

Un’importante INCONTRO PUBBLICO  affronterà il fenomeno migranti.

Una bellissima MOSTRA FOTOGRAFICA illustrerà storie di profughi siriani in Giordania e Libano.

Saranno esposte Attività Associative, Micro Progetti in Africa, Progetti Adozioni, Negozio Prodotti equo solidali.

Lo SPAZIO BIMBI comprenderà letture animate, laboratori e merenda equa e solidale.

Ci saranno POESIE SOTTO LE STELLE

MUSICA LIVE & SPRIZ

Anche on line si può partecipare con RISPONDI & VINCI, miniquiz con quesiti sul fenomeno migranti.

Il premio sarà  un biglietto della Lotteria “FESTA DEI POPOLI” di fine giugno 2016.

Grazie AMICI per avermi accolto tra Voi e per l’entusiasmante testimonianza!

E’ bello sentirmi parte di questo 

NUOVO MONDO POSSIBILE!

Mondo possibile

Nives

Solamente se…

“Se…

Se tu credi che un sorriso è più forte di un’arma

Se tu credi alla potenza di una mano offerta

Se tu credi che ciò che unisce gli uomini è più importante di ciò che li divide

Se tu credi che essere differenti è una ricchezza e non un pericolo

Se tu sai guardare il prossimo con un filo di amore

Se tu sai cantare la felicità degli altri e la loro gioia

Se tu puoi ascoltare lo sfortunato che ti fa perdere tempo e gli doni un sorriso

Se sai accettare la critica e ne trai profitto senza ritorcerla

Se sai accogliere e adottare un parere differente dal tuo

Se…

Se tu stimi che tocca a te fare il primo passo piuttosto che al tuo prossimo

Se lo sguardo di un fanciullo riesce ancora a disarmare il tuo cuore

Se tu puoi godere della gioia del tuo vicino

Se l’ingiustizia che colpisce gli altri ti fa reagire come quella che subisci tu

Se per te lo straniero è un fratello che ti viene proposto

Se tu sai donare gratuitamente un po’ del tuo tempo per amore

Se tu sai accettare che un altro ti renda servizio

Se sai dividere con gli altri il tuo pane e sai aggiungervi un po’ del tuo cuore

Se tu credi che un perdono arriva più lontano di una vendetta

Se…

Se tu rifiuti di battere la tua colpa sul petto degli altri

Se per te l’altro è sempre un Fratello

Se la collera è per te una debolezza e non una prova di forza

Se tu preferisci essere danneggiato piuttosto che fare torto a qualcuno

Se tu rifiuti che dopo di te sia il diluvio

Se tu parteggi per il povero e l’oppresso senza ritenerti un eroe

Se tu credi che l’amore è la sola forza di discussione

Se tu credi che la pace è possibile…

Allora ci sarà un mondo nuovo più bello e più umano.

(Autore ignoto)

 

(E la terra non sarà più a pezzettini)

La festa più golosa del mondo

Auguri agli Amici….per un Buon Martedì Grasso!

Nives

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