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Finalmente piove!

Come l’erba  del giardino

umida e assetata,

anch’io

mi sentivo debole.

Annoiata, e stanca di cercar

Primavera,

stamane  mi sono accostata

solidale,

 ai timidi

nuovi fiori.

Sono scesa in giardino

stamattina,

sotto una gentile pioggia

ho cercato

 erbe aromatiche

che….meraviglia….

più vivaci che mai,

 bevevano gocce radiose

e fresche…

di pioggia.

Rinverdiscono ora,

brillanti!

Profumano l’aria,

danzano…

cantano…

silenziosamente…

la VITA!

Finalmente Piove!

acqua

Buona e gioiosa domenica

CARI AMICI!

(Nives)

E’ Maggio!

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“E’ Maggio, il bel mese fiorito.

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Rose, Gigli, Lillà sono tutti sbocciati

e sulle verande e i balconi

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si espande

odorando il Glicine.

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Che traffico di maggiolini e di api!

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Che gioia di sole

nell’orto e in giardino! passeggiate mattutine 149

Spuntano le fragole,passeggiate mattutine 003

ridono le prime ciliegie, le primissime pesche

CILIEGIO CON FRUTTI MATURI

E’ il mese della Madonna,

quando la chiesa profuma d’incenso

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passeggiate mattutine 047quando si infiorano le cellette dei crocicchi

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 e la notte cantano gli usignoli.”

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(Brano tratto dal Testo “Bosco fiorito” del 1965)

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Quando ballo mi sento bene!

“Dentro una delle bidonville di Nairobi, camminando in bilico su assi traballanti che coprono scoli d’acqua sporca e fango, si arriva pian piano al Centro culturale Kibera Hamlets Youth Enpowerment, dove anche le bambine keniane diventano piccole ballerine di danza classica.

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Ogni venerdì pomeriggio, dopo la scuola, un incredibile insegnante di danza, Mike, tiene lezione ad una cinquantina di bambine vestite di tutto punto, con body, scarpette rosa e tutù colorati. “Quando ballo mi sento bene! E’ una vera passione”, dice Vivienne, una delle piccole ballerine del Centro di Nairobi. “La danza classica è molto diversa dalla danza africana tradizionale dove devi sempre seguire il ritmo” spiega l’insegnante Mike, “qui devi viverla la musica, ed imparare anche la disciplina che è importante tanto quanto il ritmo”. In effetti memorizzare i passi della danza classica è utile anche per altri fini. “I professori dicono che i bambini sono più attenti, perché la danza classica insegna a memorizzare i passi e i bambini imparano con più facilità anche la lezione, a scuola”, spiega un’educatrice.

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Il Centro culturale Kibera offre anche altri servizi ed attività ricreative: è tramite la musica, il ballo, i racconti e la poesia che i bambini più giovani esprimono la loro creatività, ma anche la rabbia per una vita di povertà e privazione che non hanno scelto. Riuscire a fare quello che fanno gli altri ragazzi, in qualsiasi parte del globo, è la loro grande vittoria: “Abbiamo uno dei migliori gruppi acrobatici della zona”, spiega una ragazza del corpo di ballo, “facciamo spettacoli ovunque, non solo qui, e queste attività ci permettono anche di guadagnare qualche soldo”.

(da Danza classica negli slums)

Nairobi

Delfini

DELFINI

“Una schiera di delfini avanzava verso la “Tai Ki”. Erano dozzine, centinaia, un numero invalutabile, mai visto. Si avvicinavano in formazione chiusa. I loro movimenti erano identici, in perfetta armonia. Giocavano, cacciavano.

delfini

Avanzarono fino a trenta, venti metri da noi con ritmo inalterato, senza rallentare.

delfini

Poi, di colpo, il capo fece un movimento e si volse verso sinistra. Ciò che accade in quel momento ci lasciò attoniti.

delfini

Stavamo forse sognando? Se non lo avessimo visto con i nostri occhi non lo avremmo creduto. Lo avremmo considerato una delle tante fole raccontate dai marinai, il prodotto di una fantasia eccitata.

delfini

Il capo non aveva terminato di dare il segnale che tutta la massa al suo seguito fu percorsa da un fremito e ciascuno, singolarmente, indipendentemente, si girò, nello stesso istante, con una rotazione assolutamente identica.

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Non esistono paragoni. Non lo stormo di uccelli migratori quando cambia direzione e tanto meno un branco di animali terrestri. Nessuno degli uomini sulla “Tai Ki” aveva mai visto una cosa simile.

delfini giocosi

Nessun corpo di ballo , pur studiando e provando per mesi e mesi, potrebbe mai raggiungere la precisione di quei meravigliosi mammiferi. Non avevano niente di innaturale.

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Era una rotazione perfettamente sincrona di centinaia di corpi. E con la stessa leggerezza con cui si erano avvicinati, i delfini passarono lungo la nave nuotando e saltando.

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Una falange grigio azzurra, lucente, che si muoveva dietro il suo capo, verso un punto sconosciuto nell’immensità dell’oceano.” (Kuno Knobl)

delfini

Leggerezza

Mongolfiere

“Dio, leggero

come il vento senza patria

ti levi nella notte degli uomini

come amante in cerca del cuore

dell’amato.

Mongolfiere

Tu che cammini sulle acque,

sapendo che la danza 

mette in fuga la paura,

rendici leggeri

verso un ignoto volo.

Mongolfiere

Leggeri, con la forza del seme

che fa crescere il frutto

di chi si appoggia alla via

quando si fa povera.”

(Luigi Verdi)

La Bayadère

Opera scelta dal CENTERSTUDYBALLET

per il Saggio di fine anno di Danza Classica.

Presso il TEATRO TONIOLO di Mestre- Venezia, il 2 giugno 2014

ANITA  ha interpretato una baiadera della DANZA DEI VENTAGLI.

(Musiche di LUDWIG MINKUS)

PRIMO ATTO (Prima scena)

Solor incarica il fachiro di comunicare a Nikia che l’attenderà al tempio. Intanto le baiadere ballano per il rito dell’adorazione intorno al fuoco. Le baiadere, tra cui la bella Nikia, eseguono le danze sacre.

Il Gran Brahmino dichiara a Nikia il proprio amore, giurando di deporre ai suoi piedi tutte le ricchezze dell’India, ma ottiene il fermo rifiuto della ragazza. Intanto, quando è scesa la notte, Solor e Nikia, si ritrovano al tempio. Nonostante la sorveglianza del fedele fachiro, che veglia sul loro incontro, il Grande Brahmino riesce di nascosto ad ascoltare la loro conversazione, il giuramento di fedeltà eterna di Solor, la proposta di fuggire insieme.

(Seconda scena)

Il mattino seguente il Rajah annucia alla figlia Gramzatti  che oggi potrà finalmente vedere l’uomo da lui sceltole come promesso sposo: il coraggioso Solar. Il Rajah presenta i due giovani e li dichiara ufficialmente fidanzati.

Solor è colpito dalla bellezza di Gamzatti, ma il ricordo di Nikia e del giuramento fattole lo tormenta. Il Rajah decide che Solor e Gamzatti si sposeranno e la baiadera dovrà morire…Intanto, Gramzatti convoca Nikia per comunicarle che dovrà danzare alla sua festa di nozze e le mostra il ritratto del fidanzato. Alla vista di Solor, Nikia si rifiuta di danzare, grida che Solor ama solo lei, rifiuta sdegnosamente i regali che Gamzatti le propone perché rinneghi il proprio amore, afferma che preferisce morire piuttosto che rinunciare a Solor e, in un impeto di disperazione, cerca di pugnalare Gamzatti.

 

 

SECONDO ATTO

Nel giardino del palazzo del Rajah si sta celebrando la festa nuziale.

Nikia deve intrattenere gli ospiti danzando, ma non riesce a nascondere il dolore e la delusione. Quando una damigella le consegna un cesto di fiori a nome di Solor, la danza della baiadera si colma di incontenibile gioia ma, all’improvviso, viene morsa da un serpente, nascosto tra i fiori. Morendo, Nikia intuisce l’inganno e comprende che ad ucciderla è la vendicativa Gamzatti. Il Grande Brahmino le promette guarigione, ma la baiadera rifiuta, fedele al suo amato Solor. Mentre Nikia muore, Solor va via con Gamzatti.

TERZO ATTO

Inconsolabile e tormentato dal rimorso, Solor prega il fachiro di distrarlo dai suoi tetri pensieri. Sotto l’effetto dei fumi del narghilé, Solor sprofonda nel mondo dei sogni e vede Nikia. Per Solor il mondo reale cessa di esistere e l’ombra della splendida Nikia lo trascina con sé…

OPERA GRANDIOSA

CONSIGLIATA!

Il Punto di Innesto delle Ali

Quando si impara a volare nella vita? La storia di CARLOTTA NOBILE ci parla di questo. E’ la storia di chi, affrontando una terribile malattia, ha scoperto che le ali per volare stavano spuntando proprio nei solchi delle sue cicatrici…

Carlotta Nobile

I bambini lo capiscono istintivamente, loro lo sanno che per riuscire a non aver paura devono farci amicizia, con la paura. E li vedi giocare con risatine nervose ed eccitate, li senti discorrere tra loro con voci concitate, guardi nei loro occhi il tremore e la voglia di addentrarsi ancora un po’ più oltre. I bambini l’hanno capito che per trovare il coraggio di affrontare le loro paure le devono corteggiare e misurare. E misurarsi con esse. Noi adulti perdiamo con gli anni questo istinto, e le nostre paure si trasformano in nemici da sconfiggere invece che in amici da capire, assumono le orrende forme di draghi e mostri da scacciare e respingere, in ogni modo. Eppure diceva Rilke che i draghi stanno sempre a guardia di meravigliosi tesori…CARLOTTA tutto questo lo aveva intuito e di fronte alla paura più grande e terribile ha fatto come il bambino curioso e tremante: ha guardato negli occhi la sua paura.

Carlotta Nobile

“Dunque ne parlo, ne parlo con chiunque mi chieda di farlo, con chiunque sappia ascoltarmi anche solo per qualche istante. Ne parlo perché voglio che queste cicatrici diventino la mia forza, i trofei della mia vittoria, perché fin dal primo istante ho capito che tutto in me sarebbe stato diverso dopo quella diagnosi, che ogni cosa avrebbe acquisito una forma altra, mai più incastrabile in quella che da sempre avevo stabilito per me stessa. Ne parlo perché so che l’unico modo per convivere con questo peso è portarlo sulle spalle come fosse un premio, un trofeo, un vanto, da mostrare a testa alta senza paura di esserne schiacciata o svilita o indebolita. Perché confido che anche questo dolore possa convertirsi in energia, in forza, in passione e determinazione e diventare infine il mio più grande orgoglio, il mio più grande successo. Ne parlo perché è la mia vita, che in questa veste mi sembra ancora più meravigliosa. Ne parlo perché sento che siamo tutti uniti in un abbraccio.”

Carlotta Nobile

CARLOTTA, CARLOTTA NOBILE:  forse qualcuno nell’estate scorsa avrà sentito per radio o alla tv la notizia della sua morte, perché Carlotta era una violinista affermata ed era Direttore Artistico dell’Accademia di Santa Sofia. Perché CARLOTTA aveva scritto due libri ed era anche appassionata di arte figurativa. perché CARLOTTA aveva ventiquattro anni da quando aveva saputo di essere gravemente ammalata di cancro e aveva affidato ad un blog le sue riflessioni e le sue domande. E le sue paure. Ma su quel blog ciò che vince non è il terrore, non è lo sterile lamento vittimistico, non è il vuoto autocompiangersi, ma la forza coraggiosa e lo slancio temerario di chi sa che forse la sua battaglia la perderà. Ma in quella battaglia e grazie ad essa trova il sapore nuovo della sua vita. “Eccomi qui, sospesa fra ciò che che è facile e ciò che è impossibile. e comunque sempre più sedotta dall’impossibile che dal facile. Sono come un fiume che per immettersi nel mare sceglie la strada più tortuosa, la più lunga. La più difficile. Forse perché, in fondo, credo che vincere con facilità sia come perdere. E che perdere dinnanzi all’impossibile sia come aver vinto. Per il solo fatto di averci provato… Eccomi qui. Pronta a sprofondare pur di non restare in  superficie. Pur di scoprire cosa c’è. Oltre.”

Carlotta con il fidanzato

Fino in fondo, sugli scogli più scivolosi e aspri CARLOTTA ha danzato la sua vita, accompagnata dalle note del suo violino, ma anche dalle sue cicatrici. “Non so più neanche quanti centimetri di cicatrici chirurgiche ho. Ma li amo tutti, uno per uno, ogni centimetro di pelle incisa, che non sarà mai più risanata. Sono questi i punti d’innesto delle mie ali.”

Carlotta Nobile

Sarebbe bello che anche noi trovassimo, nelle paure nelle quali affoghiamo, il coraggio di un battito d’ala, lo slancio per lasciarci trasportare un po’ più in alto, un po’ più liberi, in un cielo reso più pulito dalla nostra lotta e anche dalle nostre lacrime. I bambini lo sanno bene, lo sentono a fior di pelle che quel coraggio poi li farà crescere, che quel brivido li prende per mano e li conduce lontano. Oltre la paura.

Carlotta Nobile 5

Il suo blog si intitolava “Il cancro…e poi.”  CARLOTTA ha rischiato tutto il suo coraggio su quell’ e poi, su quel che ancora non si vede, ma si avverte nella sua pura essenza. Un distillato di vita. “E capisci che la vita non ti è mai sembrata così straordinariamente meravigliosa, unica, imprevedibile, brillante, preziosa, piena, ricca, che il tuo respiro non è mai stato così consapevole, che ogni più piccola emozione non ha mai avuto in te  una tale grandissima risonanza. E capisci che se davvero serviva tutto questo per guarire nell’anima, allora le tribolazioni del corpo saresti disposta a viverle altre mille volte!”

violino

Questa è CARLOTTA, un fiume assetato d’acqua, un desiderio costantemente vivo di non lasciarsi fermare, di trovare nella sua vita gli accordi giusti. Come sulla tastiera di un violino. Poco importa allora se quella battaglia è stata apparentemente persa in una notte di luglio: i bambini lo sanno ché sfidando le paure possono anche piangere, ma resta in loro l’ebbrezza di un coraggio che hanno sentito possibile. CARLOTTA ha trovato il suo meraviglioso tesoro: il drago è diventato un cucciolo amico, o uno strumento sul quale suonare un’altra e nuova melodia. Il drago è stato addomesticato con uno stratagemma che CARLOTTA ci trasmette con la leggerezza di una nota che risuona nel vento: “L’amore intorno e la disciplina dentro. Solo così possiamo lottare. Solo così possiamo vincere.”

Solo così dalle nostre paure possono spuntare un paio di piccole ali.

(di Maria Teresa Abignente)

gioie trascendentali

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