Lettera alla Famiglia

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“Trovo assurdo voler definire un tempo per sposarsi o per creare un insieme famigliare, per trovarsi una compagna o un compagno con cui costruire un legame e un ambiente umano per generare e crescere figli.

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Trovo assurdo aspettare, pensare prima alla carriera e realizzarsi sul piano della singolarità. Idee che contengono la percezione dell’insieme famigliare come negativo per la propria individualità. Quando si sente forte il bisogno dell’altro, quando si è attratti da un progetto di famiglia, è tempo di costruirla anche se si presentano delle difficoltà concrete. I sentimenti devono trovare spazio sempre e non vanno sacrificati e resi asfittici dai progetti dell’attesa di un domani più propizio, quando lo stipendio sarà più adeguato.

sposi-luna-di-miele-spiaggia-nozze La voglia di diventare padre e madre, di stare con una persona che è fatta per te, non può attendere. Non può aspettare il prossimo anno quando sarà possibile sostenere la spesa di un pranzo di nozze.

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Analogamente non aspettate un tempo economico propizio per fare un figlio; programmatelo non sulla base dei conti economici, ma semmai di quelli affettivi. Sulla intensità del desiderio di dedicarvi a una nuova vita che voi fate e che voi contribuite a crescere.

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Sulla società della pianificazione economica bisogna innestare con priorità la logica degli affetti, poiché senza affetti anche l’economia diventa difficile o ancor più difficile. E’ sempre tempo per amare, è sempre tempo per prendere moglie o marito. E’ sempre tempo per fare un bambino. Basta averne voglia e saper programmare il proprio essere padre o madre che sono funzioni umane prima che espressioni di valuta pregiata. Guardate ai sentimenti, non alle quotazioni in Borsa.”

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 (Vittorino Andreoli)

Come un girasole

Girasole

SIMONA ATZORI

“Qual’è l’immagine che più ti rappresenta?

“E’ legata ad un episodio. Un giorno mi sono affacciata dal mio balcone di casa e c’era dell’erba che spuntava tra il cemento. Lo volevamo togliere e la mamma disse: “No è un girasole”. L’abbiamo guardata come se avesse detto una cosa stranissima. Dopo qualche tempo in realtà da lì è spuntato davvero un girasole. E’ spuntato tra le mattonelle del cortile quindi un posto dove i fiori non nascono e aveva messo la sua testa cercando il sole perché il girasole va verso il sole. Allora io mi sono sentita un po’ come quel girasole che è nato un po’ così nella difficoltà, ma che guardando sempre il sole, cercando sempre il sorriso, cercando sempre la vita, va anche oltre le difficoltà che ci sono, per cercare sempre il sole. Il girasole mi ricorda sempre che è davvero bello credere nella vita.”

Simona Atzori è una ballerina di fama internazionale e pittrice di successo. E’ stata ambasciatrice per la danza nel Giubileo del 2000 e protagonista della cerimonia di apertura delle Paraolimpiadi di Torino nel 2006. Nel 2011 è uscito il suo libro “Cosa ti manca per essere felice?” (Mondadori). L’intervista completa a Simona Atzori apparirà nel libro “A regola d’arte”  in uscita a maggio per le Edizioni Romena.

Un bambino di 7 anni disse un giorno: “Simona ha semplicemente le mani più in basso”.